Band Maiko

                                                                                                    Band Maiko

                                                                                                    Crown Tokuma

                                                                                                    www.bandmaid.tokyo

 

 

Rock interessante e anche intrigante se non si cerca l’opera d’arte. Non si distacca molto dal classico canto pop-rock adolescenziale, tipico della musica nipponica. Ma il carattere impresso è tonico nonostante il generale senso di leggerezza. Un esordio che non stravolge le regole ma che è interpretato con gusto. Lasciando il moniker Band Maid, con cui fecero quattro album dal 2015 al 2018, il gruppo AlternativeRock/Jpop, assume ora quello di Band Maiko, e come le apprendiste Geishe di cui il nome Maiko appunto, che dovevano saper ballare e suonare come artiste per i clienti, queste suonano la classica formazione doppia chitarra, basso, batteria e voce, anche se altri suoni come tastiere, koto e violini si infilano tra le righe. Come Band Maid  c’erano alcuni pezzi piuttosto Hard come si evince dal video “Dice” del 2018, ma l’essenza è alla fine la stessa, orecchiabile e facilmente fruibile, sebbene “Dice” non sia niente male (persino un rotondo assolo di basso). Questo album non presenta alcuna durezza come quel pezzo, ma il rock, in fondo, ancora c’è.

La prima traccia “SECRET MAIKO LIPS” ha una elettricità dinamica che efficacemente s’infila nell’ascoltatore, con una irruenza divertente e groove insistente; l’unica traccia con la distorsione chitarristica degna di questo nome e un assolo ficcante purtroppo troppo breve. Con “Screaming” si evince come i giapponesi oggi abbiano imparato la lezione dalle Baby Metal, con questo pezzo infatti si usa l’esuberanza come metro compositivo per aizzare il fruitore verso la fibrillazione. Stessa connotazione anche nella settima e finale traccia “GION CHO” (si legge all’inglese Ghion <ciò), la migliore del full-lenght insieme alla prima traccia, essendo più pregnante e seriosa, con un impatto meglio congegnato. La ballata pop “ANSAN” è costruita con dolcezza senza farsi melensa, e le corde di koto appaiono come un personaggio intrigante, rotondamente bello da ascoltare più della stessa melodia vocale; poi arriva l’assolo distorto improvviso che uno non si attende. La ballata ancora più soft arriva con “Akasimahen” e qui davvero si giunge al troppo dolciastro insieme alla canonicità un po’ banale, sebbene gli inserti strumentali accendano ancora una volta un minimo di interesse.

L’anima catchy non deprime il senso rock della musica di questo combo tutto al femminile. la ritmica a volte è scatenata, altre volte lineare, ma appare come un modo forte e corposo per aumentare l’energia delle composizioni. I suoni acustici, a volte di koto, sono un valore aggiunto gestito con parsimonia e sensibilità. Quando le melodie sono troppo zuccherosamente americaneggianti vengono sostenute con intelligenza di una ritmica  in grado di aggiungere sale ad una linea cantata leggermente scontata, in ogni caso mai si arriva a perdere il filo sensato del discorso musicale. Non è un disco innovativo, né originale in alcun modo, ma con una personalità  strumentale che personalizza il suono globale, forse troppo poco per rendere il disco artistico. E’ un prodotto commerciale ben costruito e che non annoia, fatto per orecchie curiose di ascoltare qualcosa di peculiare almeno per alcune idee sonore che non sono banali ma purtroppo usate in contesto troppo alla moda come questo. Rispetto al periodo Maid mi sembrano leggermente meno ispirate. Non è del tutto rock quello che si sente, anche la distorsione della sei corde è un po’ troppo leggera, ma lo spirito in parte lo è pur annacquato dal senso pop che scorre nelle vene di queste musiciste. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Secret Maiko Lips

02.  Tora and Tora

03.  Yolosiosu

04.  Ansan

05.  Akasimahen

06.  Screaming

07.  Gion-Cho

 

Saiki – vocals

Miku Kobato – guitars / backing vocals

Kanami Tono – guitars

Misa – bass

Akane Hirose - drums

 

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