Steinbock

                                                                                                        Till The Limit

                                                                                                        Art Gates Records

                                                                                                        www.facebook.com/steinbockband

  

 

Arrivano dalla Spagna  gli Steinbock e sono freschi di debutto discografico con il loro “Till the limit” è evidente sin dal primo ascolto che il gruppo ha ascoltato i Metallica così tanto da esserne poi influenzati.

Il fatto che siano influenzati dai 4 di Cisco, penso che sia abbastanza normale, d’altronde  la  band di James Hetfield ha influenzato il mondo intero e quindi scoprire  questo particolare negli Steinbock non deve scandalizzare più di tanto .a giovane band spagnola poi è davvero brava e con l’attitudine giusta ed è stata in grado di realizzare un disco sufficientemente  potente e divertente ,però perché purtroppo c’è un però che risiede  nel fatto che gli spagnoli copiano in tutto e per tutto i Metallica dal songwriting all’interpretazione delle canzoni stesse e persino la voce del cantante chitarrista “Camilo Lladós Moreno” ha il timbro uguale spiccicato a quello di James Hetfield .A questo punto ci si chiede ok la passione per i Metallica ok l’esserne fan fino al midollo, ma qui si esagera .

Musicalmente gli spagnoli si rifanno al black album del quale hanno assimilato ogni nota, cercando di trarre da esso uno stile proprio fallendo miseramente nell’intento  rimanendo invischiati in qualcosa che artisticamente non gli appartiene e che anzi il tutto sembra studiato a tavolino sin nei minimi particolari per ottenere dei consensi che sicuramente otterranno facilmente ma che artisticamente non danno nulla di personale a chi li ascolta, ed anzi  mi sento proprio di affermare che è proprio la personalità che manca  alla band. Certo non mancano canzoni buone L’opener “Trash” e la ballad “ Keep it on” ma è davvero troppo poco per arrivare alla sufficienza .

In conclusione n vorrei citare un famoso film di Alberto Sordi il “Marchese Grillo” forse agli spagnoli non dirà molto però esprime  involontariamente il concetto della mia recensione che in parole povere si esprime  cosi " Bello il disco bella la musica che componete adesso però ve ne potete pure andare ". 

Stefano Bonelli

    

01 Trash

02 Gamble man

03 War

04 Beer

05 4 Vices

06 Keep it On

07 Break it, Split it

08 Jump!

 

Rafa Rodriguez  - bass

Joanjo Ramirez - drums

Marc Pérez - guitars (lead)

Camilo Lladós Moreno - guitars, vocals

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