Freedom Call

                                                                                                       M.E.T.A.L.

                                                                                                       Steamhammer

                                                                                                       www.freedom-call.net

 

 

Titolo esplicativo, che ricalca tutto ciò che è autocelebrativo nel nostro mondo di metallari. L’importante però e che l’inno non sia solo nel nome ma anche nelle note, perché il vero valore è sempre lì. Questo è un combo che non ha mai avuto aspirazioni di grande levatura artistica, né nei suoni, né nei testi, e quindi ha scritto pochi pezzi fantastici, ma comunque l’ha fatto, e gli album per quanto minori all’interno del panorama generale, hanno il loro divertentissimo appeal. Nelle loro corde troviamo Manowar e Gamma Ray, facendo però parte anche dell’attitudine Sabaton (ricordando però che i Freedom Call sono più vecchi), perché tutte le sonorità dell’Happy Metal, di cui sono perfetta espressione, vengono coniugate con il senso epico derivato dai tre gruppi. A ciò si aggiunge anche il Power Metal che essi producono con fiammate spumeggianti.

Si comincia subito con una happyssima song “THE NUMBER OF THE ANGELS”, con l’intenzione di non farsi irretire da cose serie, eppure la canzone funziona con lubrificata esperienza, facendo per un attimo anche il verso ai Queen.  Ma ecco scatenarsi la luminosità Power di “SPIRIT OF DAEDALUS”, che non cerca originalità particolari, ma solo di avvincere con la sua velocità e l’accattivante melodia, riuscendoci. Quando arriva “SAIL AWAY” si capisce quanto possano avvicinarsi ai Sabaton (ma anche ai Powerwolf di cui sono conterranei); efficacissimo esso afferra con enfasi ed entra superpiacevolmente in testa, un po’ piratescamente e molto epicamente, e qui sta uno dei momenti cantati più sinuosi e raffinati nonostante l’episodio appaia fumettistico. In tutto questo la title-track “Metal” non è la luce migliore del lavoro, però è adattissima per sgolarsi ai concerti, e non sarebbe nata se i Manowar e i Gamma Ray non fossero esistiti.

Anche la saltellante “Sole Survivor” che si diletta con il folk-sound è da tenere tra le cose riuscite meglio in questo album, del resto l’euforia giocosa ben si addice allo spirito dei Fredom Call. Da cancellare pezzi come “The Ace of the Unicorn”, e non solo perché usano la tastiera col senso commerciale di una pop band, ma perché scendono ad una forma di espressività troppo adolescenziale e diciamo poco significativa. Vi sono diversi momenti non importanti, ma sono così ben impostati che rendono l’ascolto sempre fluido e divertente, ma attenzione, il volume va sempre messo al massimo altrimenti si perde parte dell’effetto positivo. Prendiamo per esempio “Fly with us”, è un continuo rimando a cose già sentite, in particolare un pezzo di cantato o una chitarra solista che inizia come farebbero gli iron Maiden, ma non si riesce comunque a staccare la spina, costretti piacevolmente a continuare l’ascolto fino in fondo. Forse l’unico momento da cancellare davvero è “One step into Wonderland” che appare una banalissima PopMetal song; leggera, e insapore come acqua nemmeno troppo fresca, adatta ad una baby band, indegna anche per una realtà disimpegnata come i nostri Freedom.

Sezione ritmica incalzante e assoli frizzanti con la giusta dose di elettricità. La voce è limpida e possiede il suo sound specifico, gustosissimo; il tutto condito con cori mai sottotono, capaci di impregnare ogni song di enfasi e corposità. Se il songwriting funziona non è solo per il carattere allegro, ma anche per tutti i passaggi e la tenuta d’insieme, oltre al fatto che l’arrangiamento è perfettamente equilibrato, in grado di valorizzare appieno le idee strutturali. L’allegria è tutto, per questi scafati rocker teutonici, non si sa quanto giochino di furbizia nel cavalcare un genere orecchiabile e di sicura presa, ma sicuramente pieni di esuberanza che sembra spontanea. C’è del kitsch, ma è un elemento che si fa positivo. 

Roberto Sky Latini

 

01.  111

02.  Spirit Of Daedalus

03.  M.E.T.A.L.

04.  Ace Of The Unicorn

05.  Sail Away

06.  Fly With Us

07.  One Step Into Wonderland

08.  Days Of Glory

09.  Wheel Of Time

10.  Ronin

11.  Sole Survivor

 

Chris Bay – vocals / guitars

Lars Rettkowitz – guitars

Francesco Ferraro – bass

Timi Breideband – drums

 

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