Tarja

                                                                                                                In the Raw

                                                                                                                Ear Music

                                                                                                                www.tarjaturunen.com

 

 

Possiamo ormai guardare a Tarja ormai ad una icona che continua ad avere una posizione di rilievo nella musica metal gotica, anche quando immette qualcosa di Pop e di mainstream. Ma la sua impronta è seria e pregnante. E lo conferma questo lavoro in cui nessuna canzone può essere considerata filler. Il suo lirismo rimane ad alto livello, e mantiene un tasso di emozionalità e tecnica che ne ha fatto una stella fulgida. Ogni pezzo contiene pathos, ogni momento è vibrante e pieno di significato artistico. Non c’è innovazione stilistica, ma una grande personalità che viene gestita con ricercata funzionalità.

Iniziare con una corposa “Dead Promises” è già avvincente, eppure non è neanche il miglior episodio dell’album. Molto più ficcante, Anche se più leggera, “GOODBYE STRANGER” dove curiosamente sembra che Tarja voglia mettersi in secondo piano rispetto a Cristina Scabbia che è solo un ospite. La linea commerciale è rappresentata da “TEARS IN RAIN”, accattivante ma rock al punto giusto grazie anche alla parte centrale piuttosto particolare. La continuazione della linea commerciale è la suadente “Railroads”, morbida e affascinante, con accenti caratteriali alla Kate Bush”. I Within Temptation dovrebbero prendere queste due song ad esempio per seguire il loro desiderio di mercato, perché il loro pop metal non ha la suadenza ed efficacia di queste, in cui l’ispirazione davvero non manca.

E quando giunge l’evanescente ma passionale “YOU AND I”, forse potremmo pensare che ci sia più pop che gothic appeal, ma la bellezza è così vibrante che niente può gettare ombre sul suo volo d’angelo sonoro. Forse l’unico punto poco sostanzioso è la quasi strumentale “The golden Chamber”, una rarefatta avvolgenza che possiede una sua propria anima grazie ai soavi vocalizzi della cantante ed alla parte cantata in finlandese (in effetti non è una strumentale pur dando quel senso), la quale però non regala nulla di veramente aggiuntivo all’album anche se vive come una musica da colonna sonora (andando oltre i sette minuti).

Densa e davvero in grado di apparire liquida come il titolo lascia supporre, è la semiscura “SPIRITS OF THE SEA” che regala il maggior senso gotico dell’album, ed è il pezzo che si lega meglio alla carriera passata di Tarja solista; un grande momento magico. A  parte l’inizio e la fine che sono formati da voce narrante accompagnata dal pianoforte, “SILENT MASQUERADE” è una stupenda atmosfera carezzevole, senza che si perda tonicità, e inserisce anche un pizzico di oscurità; la sua bellezza certo ha a che fare parzialmente col fatto che è il brano che la riallaccia di più ai Nightwish. L’enfasi di “SERENE” è una luminosa canzone maestosa. Per chiudere il full-lenght ci utilizza l’epicità dell’unico brano veramente symphonic-metal qui presente, “SHADOW PLAY”, suite solenne e anche dura che è infatti la chiusura perfetta per un disco ricco di passione.

Il punto di forza di Tarja è la ricerca accurata di un mantenimento equilibrato tra una verve lirico-sinfonica e quella dalla melodia più aperta e diretta. Quando la fruibilità sembra più catchy, non si tratta mai di eccessive semplificazioni compositive, riuscendo sempre a centrare il nucleo che dà consistenza espressiva al songwriting. Ma il senso commerciale non è ovunque nell’opera, che molte situazioni sono ben lontane dal farsi facilmente accessibili. Siamo al cospetto di una intensa opera d’arte, ma attenzione, non si lascia far godere tramite deflagrazioni e colpi immediati, è un lavoro che cresce ascolto dopo ascolto e da cui poi è difficile staccarsi quando sei arrivato al quarto/quinto ascolto. Il goticismo è colorato di una leggera (a volte un po’ più calcata) sfumatura di sinfonismo che non è niente male. Le chitarre sono moderne e ribassate. Il drumming è semplice ma non banale. L’arrangiamento è ricco, ma anche l’evoluzione dei brani è ottimamente pensato. Con una opera così si resta ammaliati e ci si convince sempre più che questa musica non sia sorpassata ma ancora in grado di regalare gustosissimi capitoli, sempre che si abbia l’ispirazione artistica adeguata. E’ giusto, Tarja Turunen rimane regina.

 

Roberto Sky Latini

01. Dead Promises                    guest:  Björn “Speed” Strid
02. Goodbye Stranger               guest:  Cristina Scabbia
03. Tears in Rain
04. Railroads
05. You and I
06. The Golden Chamber (Awaken-Loputon yö-Alchemy)
07. Spirits of the Sea
08. Silent Masquerade                guest:  Tommy Karevik
09. Serene
10. Shadow Play

 

Tarja Turunen - vocals
Alex Scholpp - guitars
Christian Kretschmar - keyboards
Max Lilja - cello
Kevin Chown - bass
Timm Schreiner - drums

 

 

 

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