Ankhara

                                                                                            Sinergia

                                                                                            Fighter Records

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L’esordio di questo combo risale al 1999 con “Timer Owner”. Dopo 14 anni dall’ultimo “Shadows of the Past”, arriva il quarto lavoro in studio. Composizioni tipiche dell’Heavy Metal canonico ma centrate bene e con solo rare ingenuità.  Il cantato è in spagnolo ma non sfigura grazie alla metrica usata come si deve dal punto di vista sonoro.

“TE TOCA SUFRIR” è un Power roccioso che non deriva da quello melodico svedese, bensì da quello rock più inglese o germanico; la parte migliore è il tratto cantato veementemente che deriva dalla scuola Halfordiana. Il power-rifframa pesante di “SUENA” è di grande impatto; ma a volte i brani, pur avendo una gran tiro nell’arrangiamento si affievoliscono nella parte cantata, e questo brano ne è l’esempio nelle strofe, non così altrettanto nella parte del ritornello che usa il lato più irruento della voce del singer, migliorando di parecchio la linea melodica (gran bel numero). La stessa cosa accade nella pur gustosa “UN BEN DIA PARA MORIR” il cui ritornello abbassa leggermente la tenacia di un episodio che comunque è gestito con sicurezza.

La carica metal non manca anche quando si ha una certa orecchiabilità come in “SIGO EN PIE”, nella cui vicinanza alle cose dei Loudness, si fa ficcante ed energica. L’impostazione è un heavy anglo-tedesco di stampo duro, ma un leggero afflato Street Metal si percepisce, per esempio in “Da qué lado estàs?”. Anche la espressività soft presentata con “En la Oscuridad”, che ricorda un po’ i tedeschi Victory, è realizzata con cognizione di causa, e quindi risulta persuasiva. Ci sono degli atteggiamenti realmente personali ma anche soluzioni scontate, che fanno, come per esempio in “Ayùdame”, abbassare il livello qualitativo del disco. Con la minore “Tu ultima Vez”, pur buona, si sente una sfumatura chitarristica Ironmaideniana, il resto però sottolinea quel lato hard-rock di cui la band pare nutrirsi, soprattutto nel cantato che ha un respiro più rock che metal.

Questa è musica anni ottanta con una visione attualizzata e tecnicamente ben sostenuta. C’è un senso antico in stile Hard Rock ma anche una modernità Power piuttosto aggressiva e in questo doppio afflato vince quello metal, sebbene spesso la voce ne depotenzi il fuoco. Essa canta sì, al modo dei metallers classici, ma il tono tende a cedere quando non usa la rabbia più acuta. L’ugola infatti oscilla tra i toni alti e quelli bassi, e se nei primi appare molto irruente, nei secondi fa calare la tensione, a volte levigandosi eccessivamente. Ad ogni modo il cantante funziona abbastanza bene, è che a volte anche certe melodie non sono perfettamente in linea con l’arrangiamento cruento. Il songwriting è lineare, ma in questo segue gli standard della tradizione base del genere suonato, riuscendo comunque a imprimere una azione di consistente sapore.

Certamente un gruppo divertente e che dal vivo ha tutte le carte in regola per funzionare. Peraltro i brani minori sono entro la sufficienza e l’album è tutto fruibile senza che si perda il filo, che dove funziona meno la voce, funziona la chitarra ritmico/solista e viceversa, mantenendo in equilibrio il piacere dell’ascolto. In effetti la sei corde ha un ruolo sempre in primo piano e mette in campo tutte le soluzioni possibili per ampliare la robustezza delle song, e sotto i momenti meno autorevoli della voce si mette a spingere con insistenza e abilità. L’insieme fa dell’opera qualcosa che vale la pena di ascoltare perché si tratta di materiale maneggiato in maniera intelligente e sentita. Neanche stavolta è possibile uscire dall’alveo dei gruppi minori del panorama metallico europeo, però ci sono degli episodi che vale la pena ricordare, per chi ama farsi delle compilation da sentire in auto. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Te toca sufrir

02.  Ayùdame

03.  Suena

04.  Libertad

05.  Sigo en Pie

06.  En la Oscuridad

07.  Tu ultima Vez

08.  Da què Lado està?

09.  Un ben dìa para morir

 

Pacho Brea - vocals

Alberto Marín - guitar

Cecilio SánchezRobles - guitar

Sergio Martínez - bass

Matt de Vallejo - drums

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