Intervista agli Hora Prima.

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 La band degli Hora Prima si appresta  a pubblicare il loro lavoro d’esordio e per farsi conoscere saggia il mercato con il singolo “Le mie figlie”, ce ne parla la band .


 

01.   Ciao Domenico scopro con piacere che stai per pubblicare un  tuo disco ma avendoti conosciuto per il nostro giornale come appassionato di jazz/fusion mi sorprende che tu abbia fatto un'altra scelta stilistica come mai ? 

Ciao Stefano! In realtà non è mai accaduto di sedersi una sera a tavolino con i ragazzi della band per pianificare il da farsi, è stata più che altro una naturale evoluzione generata dalla fusione, per l’appunto, delle influenze musicali di un gruppo di amici che aveva deciso di suonare insieme. Indubbiamente la fusion e il progressive sono due generi non molto distanti tra loro, con molti punti in comune e a volte dai confini non ben delineati. Non credo che uno dei due escluda poi l’altro ma anzi che il connubio tra i due possa aprire ad interessanti panorami sonori.

 

02.   Vuoi presentare brevemente la band ? 

Certo! La formazione attuale è composta da sei elementi. Il nucleo principale si forma nel 2015 e solo dopo l’avvicendarsi di una serie di bassisti siamo giunti all’odierno organico. In principio fummo io e il batterista Francesco Bux ad avviare il progetto, seguiti a ruota dall’altro chitarrista Gianluca De Bene e dal tastierista/cantante Roberto Gomes. Ultimi innesti in ordine cronologico sono stati la bassista Valeria Tritto e il sassofonista Vincenzo Antonicelli. In studio ci siamo poi avvalsi della preziosissima collaborazione di Rossella Bifulco al flauto traverso e Gabriella Altomare al Violino. Infine, ma non meno importante, la collaborazione con la penna dello scrittore Giovanni Boccuzzi autore dei testi.

 

03.   Il vostro singolo apripista, parla di una storia che viene raccontata anche in alcuni manoscritti dell’epoca. Vuoi parlarcene? e come mai avete scelto un argomento come questo? 

Da un punto di vista contenutistico il progressive si eleva spesso a vettore di interessanti narrazioni. Non solo un intricato telaio armonico e ritmico ma anche un mezzo attraverso il quale raccontare le vicende di eroi del passato, di antiche leggende, di mito e di realtà storiche. Come band abbiamo deciso di parlare delle nostre radici, delle origini della città che ci ospita e del suo santo patrono, San Nicola, personaggio le cui gesta ben si prestano ad essere messe in musica. In questo brano in particolare vi racconteremo, per chi vorrà ascoltare,  la storia delle tre povere fanciulle salvate dalla strada grazie ad una miracolosa dote offerta in dono da Nicola. Ma vi narreremo anche la vicenda del malefico oste e della sua macabra cucina, dei 62 marinai e di come questi recuperarono le reliquie del santo traslandole a Bari ed infine dell’atmosfera nei giorni di festa qui in città. Non una preghiera o un lavoro prettamente religioso ma un modo per raccontare le tradizioni della nostra terra.

 

04.   Far uscire  un lavoro come questo, visto che musicalmente i vostri riferimenti risalgono all’ormai “vetusto” rock progressivo italiano e non solo, in quest’epoca  che valore ha ? 

Il valore è nella testa di chi ascolta. Decidendo di cimentarsi nella scrittura di brani inediti credo sia naturale percorrere la via tracciata dai propri gusti e dalla propria formazione musicale senza seguire la moda del momento. Se poi questa è l’epoca della trap e dell’indie noi Hora Prima siamo orgogliosi di suonare questo vetusto rock progressivo.

 

05.   Oltre al singolo è prevista anche un uscita full lenght? 

Il progetto contiene ovviamente diversi brani. Una prima parte è focalizzata sulla tematica nicolaiana e di tutto l’universo che gli gravita intorno, segue poi una sezione dedicata alle origini della città di Bari, di come questa da piccolo accampamento si sia evoluta in un grande centro dapprima grazie ai generosi doni delle fertili terre circostanti ed in seguito grazie alla sua strategica posizione, punto nevralgico all’interno delle fitte rotte commerciali del Mediterraneo.

 

06.   Come pensate di promuovere il disco  e a chi si rivolge ? 

Di per certo il nostro lavoro, a causa del sound e delle influenze stilistiche, vede come primo potenziale ascoltatore l’appassionato di quel filone musicale legato al prog classico delle origini ma anche chi incuriosito dalle tematiche trattate si avvicinerà all’ascolto. A causa della durata media dei brani sempre intorno agli otto minuti, alle strutture irregolari e ai tempi spesso dispari il formato non è propriamente ‘’radiofonico’’ ma noi, nel nostro piccolo, speriamo con il tempo di riuscire a creare un ponte tra passato e presente suscitando nuovo interesse e curiosità nell’ascoltatore.

 

07.   Abbiamo concluso vuoi aggiungere dell’altro ? 

Di restare sintonizzati! Siamo al lavoro su una grande quantità di brani e non vediamo l’ora di farveli ascoltare!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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