Neal Morse

                                                                                                             Jesus Christ The Exorcist

                                                                                                             Frontiers Music

                                                                                                             www.nealmorse.com

 

 

 

 

Ed ecco una nuova opera rock basata sulla vita di Gesù Cristo. Sottotitolo: “A progressive rock musical by Neal Morse”, ed egli, musicista polistrumentista, fondatore della Prog-band Spock’s Beard, ha realizzato un doppio album che ha una tipica estrazione progressive, ma anche echi che lo riallacciano al famoso musical “Jesus Christ Superstar” e anche un po’ a “Tommy” degli Who. Già dal 2005 Morse, a seguito di un percorso di fede cristiana, aveva pubblicato musica a tematica religiosa, ma stavolta la decisione verso una espressività di questo tipo l’ha portato ad un impegno di più ampio respiro. Ci ha messo dieci anni ma adesso il fiume musicale è stato partorito. Il titolo nomina l’esorcismo perché viene puntualizzato il ruolo di Gesù nello scacciare il male e i demoni.L’”Overture” tocca sicuramente tasti prog, e la cosa prosegue con “GETAWAY” che inserisce un crescendo finale che si rifà piuttosto chiaramente agli Yes ed è un tema che si ripete su altre tracce. Altri momenti come la dinamica “JESUS’ TEMPTATION” presentano un tonico alito prog, utilizzando schemi tradizionali ma che gestiti da Morse hanno sempre la loro valenza artistica; in questo brano, uno dei migliori del lotto, la lunghezza ne fa una suite di dieci minuti che gli permette quindi di contenere anche parti soft e azioni più sinfoniche e hard, e voci dal forte carattere. La musica generale è concettualmente sempre rock, con alcune partiture hard che non stonano affatto nell’insieme.

L’impennata più dura è nella cruda “GET BEHIND ME SATAN” che sfila come una rutilante frecciata del tutto settantiana, lontana da qualsiasi modernità sonora; le distorsioni sono pennellate poste qua e là nella trama compositiva dell’album, ma questo brano non dà spazio ad alcun altro afflato tenendo tutte e due i piedi nel rock duro. Il brano corale, quello che invece vuole cantare in modo solare l’amore divino, è “LOVE HAS CALLED MY NAME” che riesce a donare bene quell’atmosfera luminosa che si respira solitamente nei musical quando si alza il senso di speranza; magari ci sarebbe stato bene un assolo scintillante mentre invece la traccia rimane tutta vocale. Il brano in questione viene ripreso nell’ultima traccia, a chiusura, dove però appare sottotono rispetto alla versione iniziale, e conclude un po’ debolmente un’opera che ha più alti accenti in altre sue parti. Non tutto appare di altissimo livello, con talvolta passaggi non così personali, come avviene nella mediocre “The last Supper” che ha una certa canonicità di scrittura.

La scelta dei cantanti, non proprio dei vocalist ipervirtuosi, non è forse ben focalizzata, però il loro compito da musical è sufficientemente adeguato. Non è un lavoro molto commerciale, e in questo è lavoro coraggioso, sia a livello sonoro che tematico. In realtà la realizzazione vede alcuni limiti d’impostazione che ne ha ridotto la dose di coraggio. Ted Leonard impersona il Cristo, e qui infatti il coraggio di Morse non c’è stato perché la sua vocalità è piuttosto basica e dentro schemi rassicuranti. Viene spontaneo il paragone con la superopera del 1973, e purtroppo va detto che non troviamo pezzi dal grande pathos emotivo che invece là c’erano, come la famosa e soave “I don’t know how to love him”, e tornando alle voci, là venivano utilizzate anche modalità vocali più spinte, sia nel film che prima (per esempio con gli acuti dell’ugola di Gillan). Anche la registrazione non appare sempre al livello che ci si aspetterebbe da un artista come Morse. Ma di certo troviamo sempre il cuore e la voglia di non vivere banalmente la propria arte.

 

Roberto Sky Latini

CD 1
01. Introduction
02. Overture
03. Getaway
04. Gather The People
05. Jesus’ Baptism
06. Jesus’ Temptation
07. There’s A Highway
08. The Woman Of Seven Devils
09. Free At Last
10. The Madman Of The Gadarenes
11. Love Has Called My Name
12. Better Weather
13. The Keys To The Kingdom
14. Get Behind Me Satan

CD 2
01. He Must Go To The Cross
02. Jerusalem
03. Hearts Full Of Holes
04. The Last Supper
05. Gethsemane
06. Jesus Before The Council And Peter’s Denial
07. Judas’ Death
08. Jesus Before Pilate And The Crucifixion
09. Mary At The Tomb
10. The Greatest Love Of All
11. Love Has Called My Name (Reprise)

Neal Morse – vocals (Pilate, Demon 1, Disciple 1) / keyboards
Ted Leonard – Jesus
Talon David – Mary Magdalene
Nick D’Virgilio – Judas Iscariot
Rick Florian – The Devil
Matt Smith – John the Baptist
Jake Livgren – Peter and Caiaphas
Mark Pogue – Israelite 1, the Madman of the Gadarenes, Pharisee 2
Wil Morse – Israelite 2, Demon 3, Pharisee 1
Gabe Klein – Demon 2, Pharisee 4
Gideon Klein – Demon 4
Julie Harrison – Servant Girl

Paul Bielatowicz- guitar
Bill Hubauer – keyboards
Randy George – bass
Eric Gillette – drums

 

 

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