The Price

                                                                                                 A Second Chance to Rise

                                                                                                BRX Records

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Il chitarrista Marco Barusso, già conosciuto con collaborazioni presso Modà; Lacuna Coil e Thirsty Seconds to Mars, fra gli altri, e come produttore per Bennato; Ruggeri; Gli Atroci, eccetera, ha oggi questo suo progetto solista che in qualche modo si ricollega alle passate esperienze e nello stesso tempo se ne allontana. All’attivo ha anche due band alle spalle: per otto anni gli italiani Cayne (costola dei Lacuna Coil) e per sette anni con gli inglesi Heavy Metal Kids. Non una carriera del tutto compatibile con lo spirito rock (Pausini; Pooh), ma comunque di tutto rispetto professionalmente. L’album che si affaccia al panorama metal è una musica Metal leggera costruita con abilità e senso della canzone, senza presentare punti deboli, rendendo chiaro da quale rodaggio provenga Barusso. Sono varie le partecipazioni di ospiti che non si  limitano al compitino ma sanno imprimere ben forte le loro perfomance.

Una “Tears roll Down” New Wave anni ottanta mista ad una orecchiabilità pop metal più attuale, con una chitarra diluita ma un arrangiamento tonico, apre l’album. “A MG of Stone” aumenta il tasso Metalrock dell’ascolto, con una sferzata americaneggiante che ricorda un groove novantiano; arricchita di un cantato dall’ugola particolarmente incisiva e personale. “My Escape” ha un afflato Grunge, anche se nell’essenza appare una song piuttosto commerciale ed in qualche modo un po’ scontata ed Emo, con una vocalità eccessivamente imberbe, quella di Capurro che ci mette meno enfasi rispetto a quando canta la propria musica. “Enemy” si rifà al Metalcore con uno scuro riffing efficace, basando tutto sul groove nonostante l’elettricità di un assolo.

Se l’inizio del full-lenght appare più accattivante ad un pubblico misto, il seguito diventa più specificatamente mirato ad un ascoltatore rockettaro, possedendo anche più tiro. Con “TAKE BACK OUR LIFE” si usa la modernità del goticismo dei Lacuna Coil con la voce di Scutti un po’ troppo leggerina, che se non fosse per l’ottima gestione della registrazione non avrebbe l’effetto tonico che serve; però è uno dei pezzi migliori dell’album per l’energia globale che esprime. Un basso denso introduce “FREE FROM YESTERDAY”, un’altra ottima song che vede al microfono uno dei migliori metal singer, il grande Roberto Tiranti, e il risultato è una bella interpretazione dentro una canzone rock quasi alla Police, pulita e fluida; del resto sappiamo che Tiranti si trova a suo agio anche in questo tipo di stili; fortuna che pure qui c’è un assolo delle sei corde. Finalmente un po’ di velocità con “LILITH” che viene indurita da una voce semi-rauca e che scatena una bella spinta Rock’n’Roll Metal alla Adrenaline Mob; bordata groove di vibrante potenza i cui brevi momenti melodici non ne rovinano la portata e anche qui troviamo un buon assolo e di tipo suadente.

La pesantezza di “STORMY WEATHER” è nettamente Grunge e la scura sezione ritmica si equilibra con la dolcezza del cantato raffinato, va considerato l’episodio più valoriale del disco con una offerta di fascinazione davvero ispirata che non è minore di quella data da tante band famose; come da stile del genere qui nessun assolo, ma sembrava ce ne fosse bisogno e per quel che riguarda la voce, Zanotti meglio qui che con i Deasonika. Scritto con Giordano Adornato dei Cayne, la sentita gotica “ON THE EDGE OF MADNESS” è cantata da un azzeccatissimo Enrico Ruggeri (l’unico ad aver vinto Sanremo con una canzone metal, quell’enfatica “mistero”) e con una verve dal carattere forte, altro buon momento solistico.

Torna l’accelerazione con “ECP” anche se spezzata dal cantato soffice, e la voce di Capurro continua ad apparirmi debole per il tipo di musica qui suonata. Ed ecco la terza traccia veloce “UNDER MY SKIN” la quale parte con un riff originale per passare poi ad uno scontato (cose della vita), ma la frizzantezza della song, stavolta Power-Metal, e la doppia voce Sivo/Del Vecchio, danno corpo ad un insieme già consistente di suo. La scelta di una cover come STRANGE WORLD (Cover Ké) fa comprendere da che parte pende la tendenza di Baross che con alcuni pezzi cerca una facile fruibilità che non sia però sfacciata, mentre dall’altra lascia uscire l’anima di una certa più pura rockitudine; di certo questa cover è gestita bene e non disturba uno come me che ne avrebbe fatto a meno.

La scelta delle voci è accurata, lo stile di ogni singola song di solito è ben compatibile a quella del cantante individuato; le flessioni toniche accennate prima, di voci un po’ innocue, non danno però la sensazione di essere del tutto fuori luogo, essendo esse gestite al meglio. La costruzione delle liriche, secondo la concezione dell’autore, sta nel raccontare con una specie di panorama dei comportamenti, il concetto riguardante le relazioni umane. Il progetto messo in atto è di quelli che merita visibilità, vedere sprecato un prodotto così sarebbe veramente una sofferenza, dato che supera il livello di certe realtà estere anche di successo. Non c’è sperimentazione né avanguardismo, si è invece realizzata come si deve una musica già esistente senza però dare l’impressione di farlo con semplice revivalismo, quanto apparendo Barusso un artista lucidamente conscio della zona sonora che stava affrontando.  Songwriting attento e produzione tecnica di piena qualità. Si tratta di un lavoro di sicura immediatezza e commerciale nel senso positivo della parola, che dovrebbe avere estimatori sia tra i più intransigenti che tra quelli legati al mercato mainstream.

Roberto Sky Latini

 

01.Tears Roll Down                      (Luca Solbiati)

02.A MG of Stone                        (Alessandro Ranzani)

03.My Escape                               (Axel Capurro)

04.Enemy                                      (Alessio Corrado)

05.Take Back our Life                  (Enrico “Erk” Scutti)

06.Free from Yesterday                (Roberto Tiranti)

07.Lilith                                        ( Tiziano Spigno)

08.Stormy Weather                       (Max Zanotti)

09.On the Edge of Madness          (Enrico Ruggeri) 

10.  ECP - Electric Compulsive Possession   (Axel Capurro)

11.  Under My Skin                         (Marco Sivo / Alessandro Del Vecchio)

12.  Strange World (Cover di Ké)(Fabio “Phobos Storm” Ficarella)



Marco Barusso – guitars

Axel Capurro – guitars / vocals

Amerigo Vitiello – guitars / vocals

Claudio Sannoner - bass.

Guido Carli - drums

 Altri Ospiti:

Matteo bassi / Carlo ferrara / Marco Fusaro - bass

Emiliano Bassi / Ryan Blake Folden / Marco Lanciotti / Maurizio De Palo / Francesco “Frullo” La Rosa / Enrico Ferraresi - drums

Amerigo Vitiello - chorus

 

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