Timo Tolkki’s Avalon

                                                                                                       Return to Heaven

                                                                                                       Frontiers

                                                                                                       www.avalonopera.com

 

 

 

Il progetto dell’ex-chitarrista degli Stratovarius (a proposito, pare che si sia riconciliato coi suoi vecchi compagni d’armi) ricalca strutturalmente quello degli Avantasia di Sammett, nella logica delle composizioni cantate da diverse voci, diverso però il tipo di sound. Qui si è al terzo lavoro, progetto ripreso in mano dopo un periodo lungo di depressione, ma il risultato è ben poco depresso, piuttosto energico e dinamico. Non siamo all’opera d’arte ma solo ad un insieme di buone canzoni, che però sanno farsi piacere. Nel 2013 “The Lando f the New Hope” non fu un grande album, in quanto appariva molto scontato e giusto un compitino professionale da portare a termine. Di tutt’altro spessore il successivo “Angels of the Apocalypse” del 2014, che apparve nutrirsi di un alto tasso di ispirazione (in realtà vedo che diversi recensori li soppesano in maniera opposta alla mia). Abbiamo dovuto aspettare ben 5 anni per avere nelle orecchie la terza carta, ed è giocata bene, un po’ in flessione rispetto all’ultima uscita però migliore dell’esordio. Brani composti insieme al chitarrista italiano dei Secret Sphere, e quindi album meno autoreferenziale per Tolkki, rispetto ala passato.

Il disco gioca sul sicuro senza tentare scherzi particolari, giocando solo su melodie e riff classici, non sempre freschi. Di certo la powerissima “PROMISES”, del tutto tipica degli Stratovarius, è un azzeccato anthem che irradia luce corale e scatenamento felice, oltre ad un assolo dinamitardo. Altri tre sono dei sicuri pezzi riusciti; si tratta di “GUIDING STAR” che è potente ma anche raffinata, con la bella interpretazione femminile di un canto ben congegnato, di “WE ARE THE ONES” dalla facile orecchiabilità sullo stile lineare e cadenzato dei Nightwish, ma anche efficace, senza difetti, e poi “NOW  AND FOREVER” che col suo riffing secco mantiene la durezza di fondo e nella linea vocale gioca con l’alzarsi e abbassarsi della tonicità. Tornando a “WE ARE THE ONES” è di valore il fatto che Tolkki vi abbia inserito un assolo pregnante, funzionale al pezzo ma anche uno dei migliori dell’album, persino lungo (ben 53 secondi), pur essendo il brano pensato per fare parte del lato commerciale del lavoro. Si ha del folk-Metal in “Return to Eden” e con “Miles Away” ci si avvicina all’Hard & Heavy dei danesi Royal Hunt; entrambe buone tracce. La semi-ballata “Hear my Call” e la sofficissima “Godsend” non sono oro, ma comunque funzionano evitando di farsi zuccherose e questo è già un bel traguardo. Tra i brani meno significativi vanno poste la scontata “Give me Hope” e la veloce “Limits”, ma quest’ultima, oltre alla debolezza di songwriting, perde smalto per una prestazione canora non proprio all’altezza.

Power metal solo a tratti sinfonico, e quando lo è non eccedere in enfasi. Riuscito ma non eccelso, eppure accattivante senza ombra di dubbio. Le cinque voci si spendono adeguatamente anche se in alcuni casi non osano abbastanza. La sferzata chitarrista è d’uopo visto che il finlandese Timo Tolkki è sempre atteso in questo ambito, e possiamo dire che è in forma, sebbene in alcuni casi avrebbe dovuto fare meno il virtuoso curando meglio la costruzione melodica delle sue svisate. Quando sta attento a ciò, le sue performance sono ineccepibili, e in alcune song di questo stesso full-lenght lo dimostra. Una piccola pecca sta nella poca variabilità del drumming che a volte è carico e acceso, ma molto più spesso è un semplice ritmo lineare a marcia automatica.  Prodotto musicale ortodosso ma di sicura presa, anche se il livello reale del disco è un livello medio.

 

Roberto Sky Latini

 

01.Enlighten

02.Promises               (feat. Todd Michael Hall)

03.Return To Eden    (feat. Mariangela Demurtas, Zachary Stevens, & Todd Michael Hall) 

04.Hear My Call        (feat. Anneke Van Giersbergen) 

05.Now and Forever  (feat. Todd Michael Hall)

06.Miles Away          (feat. Zachary Stevens)

07.Limits                   (feat. Eduard Hovinga) 

08.We Are The Ones (feat. Anneke Van Giersbergen) 

09.Godsend               (feat. Mariangela Demurtas)

10.Give Me Hope     (feat. Eduard Hovinga)

11.Wasted Dreams   (feat. Zachary Stevens)

12.Guiding Star        (feat. Mariangela Demurtas) 

 

Timo Tolkki – guitars

Aldo Lonobile – guitars

Antonio Agate – piano / keyboards

Andrea Buratto – bass

Giulio Capone – drums / keyboards

 

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