Savage Messiah

                                                                                                             Demons

                                                                                                             Century Media Records

                                                                                                             www.savagemessiahofficial.com

 

 

Il nome di questa realtà britannica è ormai un marchio conosciuto ma stavolta perde un po’ di smalto anche se sforna un full-lenght dignitoso. Tutto a posto e niente in ordine, perché manca la scintilla sebbene si rimanga su un livello buono. E’ uno di quei lavori che porta intatta l’abilità di creazione e di arrangiamento di una musica che non si fa affossare ma che non cerca più di prevalere artisticamente quanto di reinventarsi per l’accessibilità. Il risultato è appunto proficuo ma mi permetto di asserire che non è ottimo, soprattutto ricordando le migliori performance cavalcate nei dischi precedenti. Siamo al quinto disco in dieci anni, non lo considero un fallimento ma con questo la band non brilla in maniera omogenea.

C’è mordente con l’apripista “VIRTUE SIGNAL” che è sicuramente da considerare una bella aria dinamitarda, un pezzo stilisticamente perfetto e dall’energia potente, fornito di una intrigante linea melodica, ritmo denso e assolo elettrico. Pezzi duri e generosi ve ne sono, ma non tutti splendono accecando, sempre gustosi, però non proprio personalissimi. Tra i migliori, a parte la traccia già nominata, c’è la corposa “DOWN AND OUT” cantata un po’ alla Metallica e un po’, udite udite, alla Bon Jovi nel ritornello, senza perdere di tono. La voce che ricorda Bon Jovi ritorna più volte e riesce ad apparire convincente perché non si traduce mai in una sfilacciatura Pop Metal. In effetti una song come “The Lights are going Out” possiede molto di BonJoviano nonostante le chitarre ribassate di certo riffing. Si trova anche rutilante Thrash, per esempio in “The Bitter Truth” che però rimane un po’ anonima; è più espressiva, nello stesso campo, “RISE THAN FALL” che si affina nella ricerca di giri di chitarra interessanti ed accenni di dissonanze, il tutto in un insieme elegante. Il gruppo è bravo nel gestire il songwriting ma le prove pseudo commerciali sono troppe, anche una buona song come la finale “Steal the Faith in Me” appare una mezza arruffianata Metalcore.

Così avviene anche per “Until the Shadow Fall”, l’episodio peggiore, che abbassa il valore del lavoro cercando la sofficità malinconica che non convince, facendosi uguale a mille altre simil-ballate già sentite e un po’ troppo dolciastre. Va un po’ meglio con “What Dreams may come” che miscela adeguatamente il senso Heavy con quello commerciale in una suadenza americaneggiante mainstream contemporanea, ben supportata da un filo di pathos gotico. La verve orecchiabile migliore si ha quando il combo abbandona un po’ di modernità come nella leggera “Parachute” che appare una gioviale cavalcata U.S.A., piena di atmosfera vintage, e poi sa scatenarsi con un assolo efficace.

Se la voce spesso appare Bonjoviana, è però ancora capace di graffiare e possiamo considerarla tecnicamente valida. Non è il sapore riffico o degli assoli a mancare, soltanto che il songwriting non è sempre esaltante. La band  è in forma ma stavolta non ha quel pizzico in più di genio artistico che l’aveva sollevata sopra la media delle produzioni generali del panorama metal. Devo ammettere che sono rimasto un po’ deluso. Voler ammorbidirsi non significa per forza peggiorare, e in effetti la qualità delle song non è scadente, ma non è neanche così pregnante. E inoltre questo miscelare durezza Thrash/Heavy con sorsate di sound morbido piace solo a metallari che amano tutto il metal e non ai due estremi del pubblico. E infine, cosa importante, bisogna farlo meglio.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Virtue Signal

02.  What Dreams may come

03.  Heretic in the Modern World

04.  Parachute

05.  Under no Illusions

06.  Down and Out

07.  The Lights are going Out

08.  The Bitter Truth

09.  Until the Shadows fall

10.  Rise then fall

11.  Steal theFaith in Me

 

Dave Silver –  vocals, guitars

David Hruska – guitars

Míra Sláma – bass

Charly Carretón – drums

 

 

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