Whitesnake

                                                                                                      Flesh & Blood

                                                                                                      Frontiers Music

                                                                                                      www.fleshandblood.whitesnake.com

 

 

Il giudizio su questo disco è vincolato dall’amore che un appassionato ha di questo sound e di questa band, per cui forse la valutazione potrà apparire più positiva di quanto si meriti (in realtà questa frase già di per sé sminuisce il valore del disco e le frasi che seguiranno ci metteranno il carico). I Whitesnake non possono sfornare cattivi lavori. E in effetti siamo di fronte ad un buon prodotto, di certo però non siamo allo sfavillìo esuberante di altri periodi. Eccetto alcune virili impennate, la maggior parte è un canonico espressionismo relativamente avvincente, che non soddisfa i palati più esigenti, né ci si può accontentare di sentirvi il classico senso Hard tanto amato da vecchi ascoltatori come me. In positivo c’è che il gruppo non tradisce le sue origini Blues Rock e in questo conserva le aspettative del genere a cui appartiene.

Le migliori song fanno la differenza, le altre sanno farsi seguire accattivanti e posseggono però più accentazioni sulle parti soliste, che hanno la verve dell’antico Hard Rock chitarristico, e meno fervore nel songwriting che rimane tranquillamente tipico. “GONNA BE ALRIGHT” sa di quegli Aerosmith che ad inizio carriera si rifacevano ai Led Zeppelin, e il cantato si rifà al Plant solista, sviluppando una certa atmosferica eleganza; è una buonissima song ma non è la più ficcante. Altra influenza esterna è lo svolgimento alla Thin Lizzy della leggera “Always & Forever” che però racconta il lato meno pregnante dell’album. La migliore song del disco è quella che viene utilizzata per il video, la frizzante “SHUT UP ND KISS ME”, una grande nuova canzone HardRock’n’Roll, nella tipica verve sessualmente ammiccante nella modalità Street Metal, tanto cara alla iconicità di Coverdale.

L’altra ottima effervescenza è la semisleaze “TROUBLE IS YOUR MIDDLE NAME”, che, cadenzata e dura, infiamma questa parte di album come il migliore Hard Rock. Nei middle-time Coverdale è esperto sin dai Deep Purple e “SANDS OF TIME” si erge maestosa al punto giusto nonostante un ritornello più sbarazzino. Tonico il rifframa classico di “IF I’VE CAN’T HAVE YOU” e ficcante la sua cattiveria vocale anche se più roca del solito. C’è il blues poco originale di “Heart of Stone” e le ballate molto semplicistiche come la troppo canonica e già sentita “When I think of You” in cui il giro di chitarra è scontatissimo, e la cantautorale “After All” più country-folk che rock.

La voce di Coverdale cede un po’, sempre sospirata e caratteristica ma spesso debole; inoltre la registrazione non la valorizza adeguatamente, e forse i vari cori servono a camuffare la minor potenza esprimibile. Grande valore invece hanno le bordate e le accentazioni chitarristiche che sanno mantenere in maniera continuativa la tensione sonora sebbene non sempre sembra che sfruttino tutte le loro potenzialità. Ciò che appare è che si stia perfettamente dentro il già utilizzato nella musica del Serpente Bianco, senza tentare colpi di testa, ma non è questo il punto, molte canzoni purtroppo non hanno la magia necessaria.

Prendendo come esempio gli Uriah Heep, un'altra formazione di signori attempati, la differenza di azione sta nel fatto che, pur vivendo entrambe le band la stessa antichità espressiva, la freschezza compositiva non è la medesima. Dove gli Uriah sembrano avere la voglia di offrire qualcosa in più, i Whitesnake talvolta sembrano invece accontentarsi. Alla fin fine possiamo considerare favorevolmente la bontà di un gruppo che non si lascia trascinare mai troppo in basso perché i Whitesnake sono una istituzione e non si sarebbe potuto accettare niente di meno. La classe permane ma il colpo di genio è ormai altra storia.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Good To See You Again

02.  Gonna Be Alright

03.  Shut Up & Kiss Me

04.  Hey You (You Make Me Rock)

05.  Always & Forever

06.  When I Think Of You (Color Me Blue)

07.  Trouble Is Your Middle Name

08.  Flesh & Blood

09.  Well I Never

10.  Heart Of Stone

11.  Get Up

12.  After All

13.  Sands Of Time

14.  Can do right for doing wrong (bonus track)

15.  If I can’t Have You (bonus track)

 

David Coverdale – vocals

Michele Luppi – keyboards

Joel Hoekstra – guitar

Reb Beach- guitar

Michael Devin – bass

Tommy Aldridge – drums

 

 

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