Eagles of death metal

                                                                                                The best song we never wrote

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                                                                                                www.eaglesofdeathmetal.com

 

 

La sera del 13 novembre 2015 presso il Bataclan il locale in cui si esibivano gli Eagles Of Death Metal,irruppero i terroristi dell’isis facendo una strage in cui morirono 89 astanti fortunatamente per loro la band riusci a fuggire da una porta di servizio e si salvò, non però il loro addetto al merchandising che in quel momento si trovava  proprio nella zona in cui morirono tutte quelle persone.lacosa drammaticamente curiosa risiede nel fatto che la band in quel momento stesse suonando “kiss Of Death” che evidentemente mai canzone si dimostrò più reale quasi inconsapevolmente ed involontariamente(sottolineato a doppia riga e con il grassetto ), il gruppo americano avesse invocato la morte per quelle persone.

Questo fatto tragico penso che rimarrà per sempre nella storia sia della band che della Francia, in quanto la band si porterà per sempre  il fardello dei ricordo terribile di quella sera, certamente tutto avrebbero voluto ma non essere  ricordati o riconosciuti per una simile tragedia ma a volte si sa la vita è crudele e in cuor loro avranno senz’altro ammesso  che la loro notorietà si è notevolmente accresciuta dopo questi fatti e sarà difficile riuscire a scrollarsi di dosso questo mattone.

Devo essere sincero fino a quel momento neppure io sapevo chi fossero gli Eagles of Death metal,ma avendo notato il disco ho voluto ascoltarlo .Intanto bisogna far notare  che pur essendo  leader della band  degli EODM, Jesse Hughes è affiancato da Josh Hommes il cui nome dirà senz’altro qualcosa,  essendo egli fondatore sia dei Queen of stone age che dei Kyuss quindi  non  un perfetto sconosciuto (ma con loro la produzione discografica  si è fermata al decimo disco) quindi parliamo di un musicista assai navigato.

La band si avvale di una struttura musicale semplice che attinge  le proprie radici verso una sorta  di rock garage molto vicino al punk se vogliamo, e come erroneamente detto dai giornalisti che annunciarono la strage al locale la band tutto è tranne che death metal.Questa semplicità si ritrova anche in questo disco di cui la scaletta comprende solo cover da cui il titolo che recita “The best song we never wrote” .Il fatto che nel disco sia presente una cove dei gun’n’roses “It’s so easy”, è dovuto ad una sorta di incidente a cui ha dato vita  proprio Axel Rose e di cui vi riporto il link se avete voglia di leggerlo qui la quale   viene eseguita  dagli Eagles… quasi in modo scanzonato ed ironico comunque divertente.

Nel disco ce ne per tutti i gusti infatti vengono riprese  canzoni dei Ramones dei The Pixies  persino degli AC/DC senza dimenticarsi della band madre alla quale “rubano” ben tre canzoni .Ma c’è un'altra canzone  che è stata ripresa Ovvero “Abracadabra della Steve Miller band e mai  a mio avviso ci fu canzone più lontana dal loro trend musicale, ed è proprio  per questo che Hughes e Hommes  hanno voluto farla .In conclusione un disco che non ha pretese artistiche chissà quanto alte , perché una produzione che pur buona da  in realtà un plus valore alla realeas diversamente non avrebbe avuto lo stesso effetto .

 Quindi se la mia recensione vi ha incuriosito date un ascolto a questo disco .

 

Stefano Bonelli

 

01.  It's So Easy (Guns N' Roses)

02.  Beat on the Brat (The Ramones)

03.  Gouge Away (The Pixies)

04.  So Alive (Love and Rockets)

05.  High Voltage (AC/DC)

06.  Go With the Flow (Queens of the Stone Age

07.  The Hunger (The Distillers)

08.  Abracadabra (Steve Miller Band)

09.  Gonna Leave You (Queens of the Stone Age)

10.  Long Slow Goodbye (Queens of the Stone Age) 

 

Jesse Hughes a.k.a. The Devil/Boots Electric – lead vocals, guitar, bass, various other instruments (1998–present)

Josh Homme a.k.a. Carlo Von Sexron/DP Pete/Baby Duck/Zombie Zebra – drums, bass, backing vocals, guitar, various other instruments (1998–present)

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