Los Talker

                                                                                              Los Talker

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Questo EP è un prodotto italiano che sfiora solo lateralmente la sostanza metal; la crudezza metallica vi insiste esclusivamente per la presenza rude della chitarra ma non nell’essenza di base che ne è parecchio lontana. Foresi e Vitali sono i fondatori di questo combo partorendolo nel 2018. Chiaro il gioco di parole del moniker.

Ascoltando il testo delle prime tracce si viene a conoscenza di chi sia Los Talker e quale sia la sua natura; egli appare personaggio di fantasia vivente in una società di ombre e di realtà finta; un essere che vede una civiltà malata e vi si adegua con durezza. La title-truck Los Talker, con densissima distorsione sottostante, è un rappato che ricorda molto Caparezza, allontanando molto il senso Metal dell’insieme. La seconda traccia “La piaga del Decennio” ha una impronta meno standard per l’atmosfera sonora che esprime; vi si trova la seconda voce che è quella riconoscibilissima di Bartolacci, del resto il bassista-chitarrista è suo compagno di metalmerende negli Ibridoma e gli Ibridoma stessi sono co-viaggiatori in questa piccola avventura musicale.

Una chitarra alla Jimi Hendrix dona al brano “Alla Deriva” una attitudine vintage d’insieme; e anche per merito della voce femminile di Francesca Bovini si ha una concezione di maggior ampiezza e variabilità che rende il pezzo come il più interessante dell’ep, anche se tale cantato allontana il disco ancora più dal rock, facendolo volgere verso il funky (quasi disco-music alla Alan Sorrenti). Il pezzo più virato verso il rock è invece “Calinegro Thrash”, ispirato dalla figura del famoso pulcino Calimero; è rock per il riff, per la ritmica, per l’assolo e per un ritornello dal senso punkeggiante nell’ugola cavernosa (ma non growl anche se roca), pur permanendo una essenza rap forte, ed è anche il brano più ironico e irriverente dal punto di vista del testo. Due soli assoli, nella prima e nell’ultima traccia, e dimostrano che la loro presenza, magari incrementata, avrebbe giovato al tutto. “Lande” non regala alcun tipo di scossa ma cerca comunque un tessuto musicale raffinato sotto il cantato; alla fine è l’episodio meno riuscito.

Il risultato è interessante ma quasi completamente Hip Hop nonostante la chitarra. Certo non sono brani leggeri. Si perde l’anima rock suonando con una visione spostata a favore dell’altro genere. Quindi si pende più verso il rap e meno verso il rock duro, se si fossero inserite parti soliste forse si sarebbe ottenuta una virata che avrebbe equilibrato l’insieme dentro una divisione a metà fra i due generi. In tal senso il lavoro è poco Nu Metal perché gli esempi del panorama storico metallico del genere quali Linkin’ Park; Limp Bizkit; e Faith No More posseggono una impronta molto più Metal e trasversale.

Meno Nu metal erano i “Rage Agaisnt The Machine” che prediligevano una sventagliata Hip Hop, ma che comunque strutturalmente erano sempre chiaramente legati al metal. Ecco, possiamo dire che rispetto agli altri gruppi citati, i Los Talker hanno preferito una strada alla “Rage Agaist…”; pur essendo distanti anche da loro. Alla fine il tutto risulta più una sovrapposizione tra modi diversi di pensare una canzone, che una ibridazione vera e propria, quindi più una somma di due elementi che una fusione genetica post-accoppiamento. Liriche impegnate e in italiano, dal gusto piuttosto significativo. Il cantante è anche il grafico della copertina e ha realizzato una immagine d’impatto.

 

Roberto sky Latini

 

01.  Los Talker

02.  La Piaga del Decennio

03.  Lande

04.  Alla Deriva

05.  Calinegro Thrash

Mattia Foresi – vocals
Marco Vitali – guitars / bass
Mauro Ulag Mancinelli – drums

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