Mortanius

                                                                                           Til Death do us part

                                                                                           Rockshot Records

                                                                                           www.facebook.com/mortaniusband

 

 

L’Italia ha una certa facilità di espressione nel Metal, in maniera personale con elementi umani che artisticamente posseggono caratteristiche peculiari e riconoscibili; non era così negli anni ottanta, ma sembra che oggi il musicista italiano abbia fatto proprio ogni linguaggio metallico. I Mortanius sono fra di essi, sia per la volontà di evidenziarsi con ricchezza compositiva, sia per il timbro della voce, molto particolare, che cerca di farsi presente in modo ben esplicito. Tre EP ed ora finalmente il full-lenght con 5 pezzi, tre dei quali così lunghi da farsi vere e proprie suite. Al di là della copertina cupa, il suono è limpido e luminoso, con poche inflessioni scure, più malinconiche che oscure. Un disco che regge bene il confronto con la musica a cui si ispira, sebbene non varchi mai la porta della tradizione, rimanendovi perfettamente aderente sia come estetica sia come spirito. Eppure non dà mai l’idea di farsi copia. 

“Facing the Truth” è un Power sinfonico che usa una melodia fortemente classicheggiante e chiaramente di italica tradizione, con una verve fresca che equilibra la non altissima originalità del songwriting.“DISENGAGE” parte con un pianoforte soft e poi prosegue con chitarra melodiosa dando vita ad un intro intenso lungo un minuto e 45 secondi prima di accelerare in un PowerMetal che vibra di pathos; il tutto si dipana in una suite di 10 minuti che si ammanta di Progressive style.“Jaded”, cantata in modalità più pacata, ma comunque efficace, risente parecchio dell’influenza proveniente da Malmsteen, senza però perdere la soggettività propria dei Mortanius, poi ad un certo punto fa il verso, virtuoso, ai Symphony X nella parte strumentale centrale; e l’assolo aumenta l’adrenalina della song per un finale dinamico.

La traccia più lunga, piena di cambiamenti di ritmo, raggiunge quasi i 18 minuti e viaggia con enfasi lasciando però che il brano scorra fluidamente non caricandolo ipertroficamente; si tratta della title-track “TIL DEATH DO US PART” che pende molto, in senso positivo, tra le parti degli Stratovarius. Viene usato in modo significativo il basso. Sono presenti tutti i possibili accorgimenti neoclassici con la chitarra acustica, il pianoforte, facendo si che però non manchi l’ambito prog, sempre suadente nelle zone non cantante; fa capolino persino il suono stile Mercyful Fate in un assolo chitarristico all’undicesimo minuto.

Unico neo la cover “Last Christmas” dei Wham; non che sia fatta male (anzi la preferisco all’originale), ma non aggiunge nulla all’album, purtroppo invece forse rovina l’ascolto visto che non è mai stata una grande song; al suo interno ciò che l’avrebbe salvata sarebbe stato lasciare che l’assolo finale scorresse senza il ritorno del ritornello. Tutto il disco si lega alla musica classica tradizionalmente intesa. Non è musica d’impatto maestosa come i Rhapsody Of Fire, anche se vi sono somiglianze d’ispirazione, è più un gioco di eleganza e di finezze leggere in cui l’epicità non è un concetto di forza guerriera ma di regalità nobile. L’ugola è in grado di cantare ad alte tonalità, si fa aiutare da altri cantanti in due pezzi, ma non ne avrebbe avuto bisogno. Uno è il giapponese Figaro e l’altro lo svedese Heidgert. Le linee melodiche create sanno mantenere un abile equilibrio in mezzo agli arrangiamenti tonici, ben gestiti tecnicamente, e allo stesso tempo snelli. Il fatto che i due episodi maggiormente pregnanti siano quelli più lunghi chiarisce quale sia, in questo lavoro, la migliore attitudine del compositore. Un approccio lineare, mai caotico, quindi esprimente una bravura stilistica che capisce bene quali siano le coordinate da seguire. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Facing the Truth(feat Leo Figaro)

02.  Disengage

03.  Jaded                   (feat Jonas Heidgert)

04.  Till Death Do Us Part

05.  Last Christmas    (Wham cover)

 

Lucas Flocco – vocals

Ollie Bernstein – Lead guitar

AJ Larsen – rhythmguitar

Jesse Shaw – bass

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