Enio Nicolini and the otron

                                                                                     Cyberstorm

                                                                                     Buil2kill Records

                                                                                     www.facebook.com/enio.nicolini

 

 

La freschezza di questo album non sta nella luminosità dei suoni, che anzi sono piuttosto scuri, ma nella grande personalità che viene espressa. Italiani che paiono in grado di gestire adeguatamente ogni esternazione artistica che producono. Un debutto per questo nuovo arrembaggio Nicolinico; progetto nuovo e nuova musica inedita.

 Già la prima traccia “CYBERSTORM” avvolge con la sua semipunkeggiante rockitudine, molto efficace nella sua anticommercialità, estrema nell’attitudine ma non nell’espressività, anzi spesso sia suadente che spumeggiante dal punto di vista sonoro. “PLANET X” non ha nessuna voglia di cambiare rotta, e nella sua non scorrevolezza vocale contiene il proprio fascino; è un pezzo esteticamente caricato, che non cerca confortevolezza. “ISS ARMADA” è un affascinante semidoom con cambi di ritmo, in grado di offrire una epicità di fondo che sublima riassuntivamente le sincere velleità di cruda irritabilità di questo lavoro. Non sono presenti filler, e forse l’unico momento parzialmente zoppicante è “Night of the Hunt” per la sua poco energetica impostazione, e una linea strutturale un po’ fine a se stessa e povera.

Nicolini è un bassista e lo strumento che suona si sente nettamente bene, strutturato per scaldare il sound. Il batterista fuori dall’elemento Scala Mercalli è assolutamente convincente. La voce in qualche modo cupa e virile non permette alle melodie facili di entrare e aumenta il pathos di ogni brano; nell’ugola in parte c’è della New Wave, del tipo che proveniva dal punk.C’è molto di teatrale nella consistenza di questo album, senza però uscire dal senso musicale, del resto non si recita ma ci si accalora tramite un metal veritiero eppur  Le leggerissime inflessioni elettroniche non cambiano l’impianto pesante dell’arrangiamento che si avvale di un istinto rock estroverso e legato ad un panorama sperimentale passato, mai abbastanza approfondito; in esso si denotano tastiere usate con sapienza, abili nel ampliare il senso magico dell’insieme. In tutto ciò ha un peso positivo l’assenza di chitarra e quindi anche di assoli, che lascia alla sezione ritmica il compito di guidare l’ascoltatore; e il risultato è del tutto soddisfacente, anzi diventa il valore reale del comporre. Il disco non è dolce, ma trasporta verso atmosfere ombrose, in una fruibilità però perfettamente funzionante, senza diventare mai nero pece, bensì lasciando trasparire luce tra il pulviscolo, così da rimanere sempre attraente.

Una opera sana pur raccontando un atteggiamento malato dal punto di vista artistico. Dire Doom è pensare ad altri generi più caratteristici, qui il termine più azzeccato pare essere quello di Dark, considerandolo come quel punk, che appunto si legava, come già accennato, alla NewWave degli anni ottanta. Temi di fantascienza che emergono anche dal tipo di suoni; intelligenza del songwriting e miscelatura efficace delle componenti. La maturità di questo full-lenght è innegabile, come innegabile il suo valore artistico. Del resto la guida di Nicolini, antico guerriero metal e rock, è certamente un elemento di peso (io fui al tempo un acquirente di “Hard Incursion” del 1986).

Questo ascolto non è Heavy Metal in senso tradizionale, ma mette a fuoco una ispirazione che comunque si lega all’Hard and Heavy, pur in una accezione meno stringente, e in questo sta l’originalità. E’ un ascolto di nicchia che però può trovare molti estimatori sia nel settore HardRock più lugubre, che nel settore estremo BlackMetal, pur non essendo Black. Una buona dose di oscurità infatti permea tutte le song, senza mai peccare di presunzione o cercare virtuosismi inutili, né però mai apparire troppo prudenti nell’esprimersi, riuscendo quindi a colorare i passaggi di effetti consistenti in maniera libera. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Cyberstorm

02.  Ramses W45

03.  Planet X

04.  5TH Dimension

05.  Warp Machine

06.  Iss Armada

07.  Anthios

08.  Nanoids in my Head

09.  Night of the Hunt

10.  Timeless Love

 

Enio Nicolini – bass

Ben Spinazzola – vocals

Sergio Ciccoli – drums

Former Lee Warner – keyboards

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