Grenouer

                                                                                                          Ambition 999

                                                                                                          Sleaszy Rider Records

                                                                                                          www.grenouer.com

 

 

I Grenouer sono una band proveniente dalla Russia ed esattamente da San Pietroburgo, attivi dal 1992 e dei membri originali è rimasto solo il cantante, Andrey Ind, entrato nel gruppo nel 1994 e uno dei due chitarristi, Alexander Motor, però entrato nella line-up nel 1999.La loro carriera inizia come band dedita ad un thrash/death metal per poi passare all’industrial metal per arrivare con questo nuovo lavoro “Ambition 999” ad un Nu Metal o Modern Metal, come si ama definirlo adesso.“Ambition 999” è il loro nono full lenght e segue “Unwanted Today” del 2015, il disco è composto da 15 brani di una durata media di 3 minuti e mezzo per una durata totale di 55 minuti.La prima caratteristica che si nota, di questo lavoro, fin dalle prime note, è un uso eccessivo di “eco” sulle parti vocali, eccesso che con il procedere dei brani diventa fastidioso e soprattutto monotono e ripetitivo.Seconda caratteristica è un suono troppo vicino a sonorità elettroniche e anche qui il fastidio diventa rilevante dopo i primi brani.

Arrivare a concludere l’ascolto dell’intero lavoro è faticoso, anche se ogni tanto si nota qualche segno di avvicinamento ad un metal più classico come lo splendido assolo in “Infinite Grace”, anche se sporcato da quelle sonorità elettroniche.Credevo il Nu Metal morto e sepolto in un cassetto di qualche produttore, genere nato a cavallo degli anni novanta è andato man mano a perdere consensi con il passar degli anni, e invece no i Grenouer nel 2019 ci riprovano nuovamente proponendo un album che a volte “odora” di già sentito nonostante il gruppo dimostri la sua vera attitudine e bravura in pezzi come la “ballad” “Alone in the Dark”, brano che chiude il lavoro.

Un consiglio: "andatevi a riascoltare il gruppo nel periodo che suonava thrash/death metal e solo così capirete la vera potenzialità di questa band russa".

 

Gianfranco “Fimbulvetr” Belisario

 

01.Burnt to the Ground

02.Nevermind Tomorrow

03.One Day

04.Infinite Grace

05.Medicine treats No Lies

06.Cure for the Lonely

07.Uncommon Faith

08.Back on Track

09.Universe of My Heaven

10.Crimson Lines

11.Chase the Sun

12.Ingenious Care

13.Dangerous Girls

14.Paranormal Star

15.Alone in the Dark

 

 

Al Bolo - bass

Andrey Ind  vocals

Alexander Motor - guitars

Danny D - drums

Dmitry Rubanovsky - guitars

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