Treatment

                                                                                               Power Crazy

                                                                                               Frontiers

                                                                                               www.facebook.com/TheTreatmentOfficial 

 

 

Eccoli gli inglesi al loro quarto full-lenght dal 2011. Album alla AC/DC ma la voce è un po’ più fiacca di quella di Bon Scott pur assomigliandovi. Puro rockeggiamento dinamitardo e vibrante, semplice, riffato con netta nonchalance.“Let’s Get Dirty”, song canonica e ordinaria, che apre l’album, è la meno adatta a farlo ma tant’è, la band l’ha scelta come apripista pur essendo piuttosto debole rispetto alle altre. Ma già dalla seconda traccia inizia il vero divertimento in quanto l’elettrica RISING POWER accelera il 4/4 con piglio battagliero, come succede anche nella arrembante e cadenzata “HANG THEM HIGH”.

L’honky tonky di “ON THE MONEY” possiede quella sporcizia necessaria a scaldare l’ambiente in modo saltellante apparendo più alla ZZ Top che alla Ac/Dc. In questa loro postura hard non poteva mancare il blues roccioso di “LUCK OF THE DRAW”, adoro questo tipo di attitudine di cui Bon Scott era maestro, e qui i Treatment riescono abbondantemente ad essere credibili. Però la differenza stilistica con gli Ac/Dc la si percepisce in molti particolari disseminati qua e là, negli stessi brani alla Ac/Dc. Poi si vira molto nelle tracce finali, a cominciare  da “Waiting for the Call”, dall’essenza settantiana di prima parte di decennio, elegante e classica, con riff alla Hendrix, ma soprattutto nella totalmente Heavy Metal “KING OF THE CITY” il cui riff è invece alla Saxon, con una verve tipo vecchi Riot.  Ma anche “Laying it Down” fa lo stesso effetto di allontamento dagli Ac/dc col suo Hard Rock sporco. Tutto sempre con grande libertà. E proprio con questi pezzi c’è la dimostrazione che in sé la band ha ottime risorse per non ricalcare troppo una specifica realtà, sapendo interpretare bene ogni tipo di stile.  In effetti dall’ottava traccia in poi gli Ac/Dc vengono davvero allontanati e anche l’orecchiabile “THE FIGHTING SONG” fa parte del lato più creativo con la sua parziale visione alla Thin Lizzy. Infine si passa a ricordare gli Status Quo con la meno interessante “Falling Down”, forse unico filler.

L’album è buono, ma non decolla al 100%, non a causa dello stilema poco originale, quanto per l’anima che a volte poteva farsi più calorosa e accesa. Per esempio si potevano suonare assoli meno ritirati, con un po’ più di espansività ed elettricità, però anche così possiamo accontentarci. Naturalmente riescono a fare quello che i veri Ac/Dc non sono più capaci: realizzare un sound con sufficiente carica da non annoiare. Buona la prova del singer, anche se, come detto ad apertura di recensione, si poteva fare di meglio. Il loro esperimento di rinverdire l’agitazione degli australiani mi ricorda le evoluzioni del gruppo svizzero Krokus che seguiva lo stesso metodo poco prima e poco dopo il successo planetario degli Ac/dc, quindi contemporaneamente. Dopo i Krokus, l’eredità dei più bravi in questo passa ai britannici Treatment. Sono un gruppo attendibile, lo dimostrano qui; suonando con valore un suono derivativissimo, riescono ad evitare il plagio e l’artificiosità, le linee melodiche non sono mere copie e scorre tutto con facilità. Anche il fatto di non essere completamente Ac/Dc alza il livello di un disco fatto da godere in modo funny, per staccarsi un pò dal troppo serioso mondo della vita, dato che ogni tanto nel rock duro serve anche il sano rock’n’roll disimpegnato. E’ quel rock maschio da sudore umido che cola lungo la schiena, chitarra stretta come un fallo o come una bella donna; una bella nuvola di vapore e schiuma di birra.

Roberto Sky Latini

 

01.  Let’s Get Dirty

02.  Rising Power

03.  On The Money

04.  Bite Back

05.  Luck Of The Draw

06.  Hang Them High

07.  Scar With Her Name

08.  King Of The City

09.  Waiting For The Call

10.  Laying It Down

11.  The Fighting Song

12.  Falling Down

 

 Tom Rampton – Vocals

Tagore Grey – Guitar, Backing Vocals

Tao Grey – Guitar

Dhani Mansworth – Drums

Rick ‘Swoggle’ Newman – Bass

 

 

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