Tesla

                                                                                                                Shock

                                                                                                                Universal Music

                                                                                                                www.teslatheband.com

 

 

Avvicinarsi ad un album degli americani Tesla significa porsi davanti ad uno dei migliori gruppi Street Metal della storia, ma stavolta riceverete un po’ di delusione. Si è voluto essere meno aggressivi e andare verso l’eccessivo senso catchy. Il carattere non viene del tutto stravolto ed in effetti il prodotto è buono, del resto i Tesla non sono mai stati scarsi e non potevano esserlo stavolta.Il disco parte con “You won’t take Me alive” ritmica alla Guns & Roses, assolo alla Rolling Stones e ritornello alla Def Leppard; buona ma non così stratosferica. Avere Phil Collen dei Def Leppard alla produzione e in più come partecipante alla scrittura di alcuni brani ha creato il rischio di plastificare e commercializzare il suono della band, ed infatti è andata proprio così; lo testimoniano la mezza AC/DCiana “Taste Like”; la batteria orrenda della titletrack “Shock”, dove ci sarebbe stato bisogno di un assolo che invece non si fa vivo; la pop/AoR “Afterlife”, degna del peggior Bon Jovi; e soprattutto la band di Collen si sente nell’ultima traccia “Comfort Zone” che ritengo da evitare.

Il gruppo è specializzato da sempre nelle ballate ed in effetti esse funzionano bene, ma a parte l’ottima “WE CAN RULE HE WORLD”, che suona parzialmente alla Queen, le altre non raggiungono l’altezza delle sofficità passate, rimanendo nettamente nella canonicità, anche se si percepisce la bravura del mestiere. Infatti “Love is a Fire” e “Forever loving You” sembra di averle ascoltate mille volte. L’apice dello spirito allegro e meno Heavy in questo disco è rappresentato dalla effimera “California Summer Song”, non ho niente contro quest’aria sbarazzina, ma la scrittura di essa appare molto basilare, senza l’apporto di alcunché di pregnante. La verve seriosa arriva con “MISSION” che risulta infatti il pezzo più bello dell’album, non d’assalto ma di classe; qui troverete la sei corde solista migliore di tutto il disco (finalmente). La cattiveria arriva con lo sleaze di “TIED TO THE TRACK”, era ora di ascoltare una vera street song, e serve ad alzare il tasso di aggressività, non sono i Tesla una band Hard? Divertente “I want Everything” che ricorda l’happy Rock’n’Roll beatlesiano tipico dei mitici Cheap Trick.

La voce è sempre graffiante e tonica, ma la chitarra solista sembra pigra e quasi mai ficcante, peccato perché questa è musica che ne ha bisogno. L’essenza di questo lavoro è più solare di qualsiasi altro full-lenght del combo, e ciò non sarebbe stato necessariamente un male, ma ha portato anche ad una semplificazione del songwriting. Possiamo affermare che tale album è il meno significativo nella carriera dei nostri. Profilo sceso a livelli più bassi e calo di ispirazione; questi sono i Tesla di oggi. Si sente ancora la loro personalità e rimaniamo su buoni standard, senza però stavolta poter parlare di opera d’arte. I Tesla sono stati troppo sottovalutati, ed era perché non avevano mai fatto un disco come questo, sarebbe il colmo se oggi venissero considerati grandi con esso. Ripeto, il disco non è da bocciare, anzi è da riascoltare mentre si guida, ma io boccerei il chitarrista dei Def Leppard che ha rischiato di rovinare l’anima dei Tesla. Nelle interviste la band è entusiasta e piena di aspettative, forse non sono più capaci di valutare se stessi. Questa è la recensione di un fan, di uno che ha messo sempre il gruppo fra i suoi riferimenti preferiti, tenetene conto. “Shock” non mi ha scioccato solo perché con Collen poteva andare peggio.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  You Won't Take Me Alive

02.  Taste Like

03.  We Can Rule The World

04.  Shock

05.  Love Is A Fire

06.  California Summer Song

07.  Forever Loving You

08.  The Mission

09.  Tied To The Tracks

10.  Afterlife

11.  I Want Everything

12.  Comfort Zone

 

Jeff Keith - vocals

Frank Hannon - guitars

Dave Rude - guitars

Brian Wheat - bass

Troy Luccketta - drums

 

 

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