Verdiano Vera FIM

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 Verdiano Vera è il direttore del FIM Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale, un importante istituzione musicale che vuole dare un segno di speranza ai giovani e non solo per lo sviluppo e le innovazioni nella musica.

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1) Intanto permettimi di rivolgerti un saluto di benvenuto da parte di Tempi Duri, la prima domanda obbligatoria è questa, e cioè di farti conoscere ai nostri lettori.

Sono un musicista al servizio della musica. Do il mio contributo a sostegno della musica e dei musicisti, per far crescere la musica, per formare il pubblico di domani, cercando il modo di dare la possibilità a più persone possibili di avvicinarsi alla pratica di uno strumento musicale e per supportare la comunità dei musicisti.

2) Come mai hai sentito l’esigenza di creare questa manifestazione?

E' stata una scelta naturale e quasi scontata che ha preso forma nel 2012 quando l'interno settore della musica appariva esageratamente disordinato, disorientato, frammentato e disunito. Il mercato degli strumenti musicali non aveva più un coordinamento stabile, la discografia stava cambiando e stava per cedere alla pressione delle continue evoluzioni e innovazioni del web, la filiera della musica aveva bisogno di una spinta dal basso per essere ricostruita, una spinta che partisse proprio dai musicisti, dagli operatori e dagli attori protagonisti di un nuovo mercato musicale.

3) Ci sono ancora dei musicisti che sono in grado di dire qualcosa, non solo a livello lirico, ma più specificatamente in quello musicale?  

Ci sono tantissimi bravi musicisti, soprattutto in Italia, giovani appassionati e dotati di grande talento. Ci sono autori capaci di raccontare perfettamente il periodo in cui viviamo: la musica è da sempre lo specchio della nostra società in grado di farci capire con un linguaggio universale come siamo e cosa siamo in ogni epoca. Ogni periodo ha la sua musica e i suoi musicisti.

4) Dall’introduzione di internet, la situazione della musica si è evoluta in meglio o in peggio ?

Quella che per anni si pensava fosse una “crisi” dovuta all'avvento di internet (con la speranza che passasse, da parte di chi la definiva come tale) si è ormai affermata come un cambiamento globale del mercato della musica. Le etichette discografiche che non lo hanno capito in tempo sono state travolte da questo cambiamento, quelle che si sono ancorate alla speranza che le cose potessero tornare come prima, sono fallite. Per quanto riguarda la musica, l'introduzione di Internet ha portato tante cose positive e altrettante negative, ma la musica, quella vera, ne è uscita e ne uscirà sempre a testa alta.Con la nascita del web, tantissimi musicisti hanno finalmente avuto ciò che da sempre speravano di avere, ovvero la libertà di proporsi al pubblico senza intermediari, l'indipendenza dalle case discografiche che fino ad allora decidevano a loro insindacabile giudizio chi e che cosa poteva essere pubblicato, e l'abbattimento dei filtri per arrivare alla massa.

Dall'altra parte, con l'avvento di Internet, tante aziende che fino ad allora investivano nell'industria discografica e sui musicisti per vendere la musica su supporti musicali, sono state costrette a chiudere o a trasformarsi.Internet ha dato la possibilità a chiunque facesse musica (professionisti e non) di farsi conoscere ad un gruppo più o meno ampio di sostenitori e ha dato a tante piccole etichette discografiche la possibilità di distribuire il proprio catalogo sul web in tutto il mondo e di creare un business nella musica senza “dipendere” dalle Major.Internet ha trasformato la musica in un ”bene comune”: un “patrimonio a disposizione di tutti”.

Per chi ascolta la musica, Internet rappresenta un enorme archivio sempre disponibile in tutte le case, su tutti i cellulari, in qualsiasi momento e a costi bassissimi.Ovviamente il prezzo di tutto questo lo hanno pagato le case discografiche, che prima dell'arrivo di Internet avevano dedicato tutto il loro tempo a creare un enorme business sulla vendita della musica registrata e venduta sui supporti rigidi.D'altronde, con l'introduzione del frigorifero è finito il business delle neviere, con l'introduzione  dell'automobile è finito il business delle carrozze, con l'introduzione di internet è finito il business dei supporti musicali.

5) Sopratutto per un genere come l’hard rock, sappiamo tutti che il periodo più prospero sono stati gli anni settanta, per la nascita di gruppi “fondamentali”, che non sto qui a dire, secondo te ad oggi è possibile parlare ancora di innovazione della musica?

Il mondo cambia continuamente, per “innovare” in qualsiasi ambito, basta seguirlo. L'innovazione è l'unica strada percorribile per far crescere la musica. Ogni musicista che crea, innova sempre, continuamente, si mette in discussione, coglie gli input che arrivano dal mondo che lo circonda per aderire alle nuove condizioni della società e per rispondervi in modo più o meno nuovo. Ci sono musicisti che lo sanno fare, e altri che non ci riescono. Innovare la musica oggi è quindi possibile, e significa aderire all'epoca in cui si vive, ai mutamenti della società, alle scoperte tecnologiche e scientifiche, significa non perdere di vista il pubblico, esplorare, studiare e proporre reazioni musicali sempre più corrispondenti e appropriati al periodo in cui si vive.

6) Quanto è importante l’evoluzione tecnologica per quanto riguarda l’innovazione?

La tecnologia è da sempre sinonimo di innovazione. L'evoluzione della tecnologia stimola e ispira l'innovazione in qualsiasi ambito, soprattutto in quello della musica, dove il musicista, l'arrangiatore e il tecnico del suono tendono ad utilizzare la tecnologia disponibile per innovare la musica.

7) Per questa nuova edizione del FIM quale scopo ci si prefigge?

Noi crediamo che per avere un futuro sostenibile, il mercato della musica abbia bisogno, prima di ogni altra cosa, di un pubblico che conosca il valore di ciò che ascolta. In un epoca di cambiamento, lo scopo è quello di formare i giovani all'ascolto consapevole della musica, per formare i musicisti e il pubblico del domani. “Vogliamo contribuire a ridare alla musica il suo autentico spessore, consentendo a chiunque di assaporarne il mistero ed il fascino senza tempo”: questo è il nostro obiettivo.

8)Chi fosse interessato come si può contattare il FIM?

La via più semplice per entrare in contatto con noi è visitare il sito web www.fimfiera.it. E' anche possibile scriverci via mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o telefonarci al numero 010.8606461.

9) Bene, siamo giunti al termine. Noi ti ringraziamo per l’opportunità che ci hai dato. Per saperne di più su questa realtà nostrana vuoi aggiungere qualcosa?

Non mi resta che invitare tutti in Piazza Città di Lombardia, a Milano, il 16 e il 17 maggio 2019, con un anticipazione la sera del 15 maggio, per conoscere i tanti aspetti della musica, alcune delle innovazioni più curiose in campo musicale, e vivere 2 giorni a contatto con la musica e con i musicisti, ad ingresso libero e gratuito.

Stefano Bonelli

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