Scala Mercalli

                                                                                                              Indipendence

                                                                                                              Alpha Omega Records

                                                                                                             www.scalamercalli.com

 

 

I marchigiani Scala Mercalli non sono molto prolifici, siamo solo al quarto album in ventitre' anni (esordio nel 1996 con “Hellbringer”). Propensione patriottica come anche in passato per le liriche, e abilità strutturale per impianto musicale.

Dopo l’intro che si insinua “The Crossing on the Sea from Quarto to Marsala” che strumentalmente descrive lo sbarco in Sicilia, arriva “The 1000 Calatafimi Battle” che suona con progressione dinamica risultando nervosa e tesa. Le migliori tracce sono individuabili in “HONEST BRIGANDS”, dal 4/4 teso, anche se poi rallenta in un quasi doom atmosferico prima di riprendere velocità con un assolo davvero ficcante tra l’elettrico e il melodico; e in THE LAST DEFENCE”, cadenzata, dall’ariosità ampia soprattutto nel ritornello, e con un assolo molto avvincente.

“TOLENTINO1815” è un pezzo che più anni ottanta non si può, inglesissimo nello stile metal, e folto di passaggi che regalano emozioni. “Be Strong” è un middle-time duro che fra i pezzi è stato scelto per rappresentare l’album col video (sebbene anche la cover dell’inno di Mameli, presente nel full-lenght, è stata beneficiata di un video); forse uno dei momenti più epici, in cui c’è uno dei migliori assoli del lavoro.

La veemenza di Never Surrender impatta subito con la batteria e poi tramite l’acuto di Bartolacci che ci sorprende anche se è la linea melodica tra le meno incisive del disco; va considerato brano minore, ma non certo senza feeling, tenendo presente anche l’assolo al fulmicotone. Interessante “Anita” che non cade nel tranello della ballata, ma mantiene un certo virile temperamento, e l’accelerazione solistica è pregnante. Che dire poi della cover dell’Inno d’Italia? Non sarà una grande versione ma fa la sua figura; me la immagino come intro d’apertura ai concerti, chissà che effetto farebbe all’estero?

L’epopea dell’Unità d’Italia, i Garibaldini e altro, è raccontata con suoni Heavy e non sinfonici, che questi ultimi si confanno alle storie medievali e non ad una lotta più moderna. Questo sound, asciutto riesce, con ispirazione, a descrivere bene l’idea dell’ambientazione che si vuole offrire. Grande merito aver voluto affrontare la tematica che manca all’epica metallara nel panorama italiano, che così riempie una lacuna, prendendo ad esempio gruppi stranieri che hanno raccontato la loro storia. Considerando che il cantante Bartolacci milita su due band uscite disco graficamente quasi contemporaneamente a distanza di circa tre mesi, un paragone tra gli Ibridoma e gli Scala mercalli è d’obbligo. Dove la prima vive una verve moderna, la seconda band è di stampo tradizionale, intrisa di N.W.O.B.H.M.; dove la prima è più diretta e povera di assoli, la seconda possiede un songwriting leggermente meno compresso e sforna parti solistiche ricche; e infine la voce del singer, sia negli Ibridoma che negli Scala Mercalli cerca sempre linee melodiche non banali ed è forse l’elemento che accomuna i due combo, considerando la netta personalità del cantato, piuttosto riconoscibile per tonalità e carattere.

La sua ugola forse qui insiste molto più nelle note alte, e con una irruenza maggiore, quindi non risparmiandosi. Le rare frasi cantate in italiano ci stanno perfettamente e quasi se ne vorrebbero in maggior quantità. La pienezza solistica delle sei corde amplia, con artistica suadenza, ogni singolo brano, rendendolo completo ed esaustivo. L’essere classico Heavy Metal lo si sente molto forte, anche nella presenza di due asce che suonano insieme oltre che in molteplici arrembaggi a cavalcata; c’è una buona dose di Iron Maiden senza però esserne chiusi, in effetti sono solo una vocazione e non un modello stringente, globalmente infatti c’è una nota di densa personalità. Un lavoro significativo nel panorama metallico nostrano e non solo, in grado di regalare contemporaneamente durezza e raffinatezza.

Roberto Sky Latini

01.The crossing on the sea (from Quarto to Marsala)
02.The 1000 (Calatafimi Battle)
03.Honest Brigands
04.Be Strong
05.The Last Defence (Roma- Gianicolo 1849)
06.Never Surrender
07.Tolentino 1815
08.White Death
09.Whisper of the Night
10.Anita (Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva)
11.Fratelli d’Italia (Italian Anthem- Heavy Metal Version)

Christian Bartolacci - vocals

Cristiano Cellini – guitars

Clemente Cattalani – guitars

Giusy Bettei - bass

Sergio Ciccoli - drums

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione