Athlantis

                                                                                                          The Way To Rock ‘N’ Roll

                                                                                                          Diamonds Prod.

                                                                                                          www.athlantis.net

 

 

Doppietta strabiliante per l’etichetta nostrana Diamonds Prod; la quale dopo aver pubblicato l’ottimo disco dei RUXT che per altro dobbiamo ancora recensire, bissa con il nuovo lavoro degli Athlantis, dimostrando di avere un buon fiuto per mettere sotto contratto bands valide come quella di cui stiamo recensendo il loro ultimo lavoro.Gli Athlantis giungono al loro quinto album con una formazione rimaneggiata rispetto al passato.

Il progetto in questione, nato dalla fervida mente di Steve Vawamas, si presenta veramente in grande stile con una copertina epica che raffigura una statua di angelo che piange sangue un po’ alla maniera di quelle della Madonna di tempi addietro. Anche la produzione si dimostra all’altezza della situazione realizzando un disco dal suono potente e non confusionario dove tutti gli strumenti si distinguono perfettamente. Un appunto però mi permetto di farlo al suono della batteria che a mio avviso è un poco in secondo piano rispetto agli altri strumenti e il tutto risulta un pochino attufato; i piatti, ad esempio, si sentono veramente poco.

Le canzoni del disco godono di una scaletta perfetta e strutturata intelligentemente. Dieci tracce e tutte suonate veramente bene dalla band che si mostra in grande spolvero, soprattutto quelle in cui si nota la presenta delle tastiere con il tipico suono hammond gestito magistralmente da Stefano Molinari. “No Pain no more” uno tra i pezzi veramente belli, che impreziosisce gli arrangiamenti dando un sapore  antico alla loro musica che, con mio grande piacere, ci riporta indietro di qualche decennio.

Anche le altre canzoni non sono da meno, infatti “Letter to a son “ è la giusta via per aprire un disco di heavy metal che si rispetti e stessa sorte è toccata alla title track che in questo caso chiude il disco. Altro pezzo che mi è piaciuto un sacco è “Heaven can’t wait” che spezza un pochino le ritmiche fino a qui davvero rutilanti e potenti (no Iron Maiden relations). Una menzione particolare la voglio fare alla ballad del disco posta sapientemente come quinta traccia. Parlo della stupenda “Forgive me” in puro stile “Manowariano” con una grande performance di Davide Dell’Orto cantante della band, che possiede una buona estensione vocale e che riesce a dare il giusto controllo al vibrato che non è troppo evidente in quanto quello che risalta più di tutto, è il bellissimo graffio che rende la sua voce molto interessante.

In generale tutta la band sfodera una perfomance di tutto rispetto ma forse quella migliore (probabilmente perché lo conosco meglio degli altri), è quella di Pier Gonella chitarrista duttile ed esperto mai trasbordante nei suoi assoli ma tagliente come un ascia. Lui è uno di quelli che dato i natali alla storia dell’heavy metal Italiano, con i Vanessa (poi Vanexa), agli albori degli anni ottanta con quell’evento video di Heavy metal “Eruption” che sembrava volesse sfidare lo strapotere del metal britannico con un disco che tra l’altro aveva anche dei suoni orrendi e dove per lo più i pezzi erano solo delle demo. Dicasi, in questo caso, dei Death ss.

Scusate la lungaggine ma io alle registrazioni che si tennero al Piper di Roma ero presente e purtroppo se le premesse furono buone purtroppo non sono state rispettate per via di vari problemi che non sto qui a dire non essendo questa la sede. Chiudo solo dicendo che se oggi in Italia si realizzano dischi di buona fattura e abbiamo gruppi nostrani di tutto rispetto anche a livello internazionale, senza dubbio lo dobbiamo a quella primaria esperienza.

“The way of rock’n’roll” è uno di quei dischi da sentire e risentire con il suono che non indugia nel logorroico ma anzi da il giusto senso di come si debba realizzare un disco di questo genere e gli Athlantis ne sono un esempio . 

Stefano Bonelli 

 

01.  Letter To A Son

02.  Prayer To The Lord

03.  Heaven Can Wait

04.  Forgive Me

05.  No Pain No More

06.  Black Rose

07.  Lady Starlight

08.  If I

09.  Reborn

10.  The Way To Rock ‘N’ Roll

 

 

Steve Vawamas – bass

Davide Dell’Orto – vocals

Pier Gonella – guitars

Alessandro Bissa – drums

Stefano Molinari – keyboards

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