Moonshade

                                                                                               Sun Dethroned

                                                                                               Art Gates Records

                                                                                               www.facebook.com/moonshadeofficial

 

 

 

“Addio/ monti sorgenti dall'acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de' suoi familiari/ torrenti- de' quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!”

Alessandro Manzoni 

 

Intro che mi ha ispirato e non poco per la recensione di questo cd, creatura uscita dalla mente di questo quintetto Portoghese, che è calda e magica la musica come la loro  terra natia, simile a Finisterre paese che narra storie di streghe e magia, ma allo stesso tempo fredda, che sa tanto di Svezia Gothenbourd Sound (Chi Ha detto Insomnium). Band che si ispira molto al suddetto gruppo, ma che nella loro faretra hanno ampiamente frecce di originalità a loro disposizione. La potentissima voce del loro singer Ricardo, un ruggito che viene dalle profondità della terra, che scatema un mantra energetico nell’ascoltatore, la coppia delle due chitarre Pedro Quellas e Daniel Laureano che danno quel quid in più soprattutto nel brano Sun Dethroned la tiltle track dell’album, in particolar modo da 1:50 minuti nel brano con l’aggiunta di un arpeggiato classico niente male.

Anche Nuno Barbosa e Sandro Rodrigues che si occupano delle ritmiche di basso e batteria fanno il loro dovere , soprattutto il primo con inserti di tastiera veramente indovinati. Ascoltate anzi sentite, perchè questo è un album che non và ascoltato ma sentito, il brano Upon your ashes ne è una riprova qualcosa che sembra partire in maniera scontata, ma che alla fine è una chicca di originalità nel crescendo del brano. Ma fondamentalmente tutti i pezzi, cosa che al giorno d’oggi è abbastanza rara negli album che escono. Due song che mi hanno colpito sinceramente la summa di tutto questo prodotto sono World Torn Asunder con il suo refrain di chitarre e tastiere catchy ed accattivantesuono simile a Fiction dei Dark Tranquillity ma  nella parte centrale con parti gothiche che ricordano il capolavoro dei Cradle Of Filth “Dusk.... And Her Embrace”, la Amon Amarthiana, Eventide dove  il singer a 3 minuti ruggisce dalle viscere della terra infernale con il suo canto dopo che partirà un solos emozionale accommppagnato da una galoppata di batteria.

E l’ultimo brano la summa completa del cd A dreamles Slumber , abbiamo tempo anche per un intro shoegaze simil Alcest prima del capolavoro sonoro con l’aggiunta di sussurri vocali e del cantato pulito veramnte azzeccato. Un cd insomma con tanti cambi di registro sorpese e piacere per l’ascoltatore che si accinge a spingere play e che terminato l’ascolto lo farà di nuovo volentieri. Insomma promosso dal sottoscritto a pieni voti e che secondo me, è una delle migliori uscite di fine 2018 nel sottobosco delle band in crescita, insieme ai già recensiti Sumeru. Ascoltatelo non ve ne pentirete parola di Berserk.

 

Berserker 

 

01.  God Of Nothingness

02.  The flames that forged us

03.  Lenore

04.  Sun Dethroned

05.  Upon Your Ashes

06.  World Torn Asunder

07.  Eventide

08.  A Dreamless Slumber

 

Ricardo Pereira – vocals & lyrics
Pedro Quelhas – guitars
Daniel Laureano – guitars
Nuno Barbosa – bass & keys
Sandro Rodrigues – drums

 

 

 

 

 

 

 

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