Evilon

                                                                                                      Leviathan

                                                                                                      Wormholedeath Records

                                                                                                      www.facebook.com/evilon

 

 

Passiamo ad un ennesimo prodotto dell’etichetta undergorund Wormholedeath Records. Quseta volta è il turno degli Evilon band proveniente dalla svezia, figli illeggittimi di quel movimento gothenbourg sound cui si rifanno questi in maniera minuziosa ai lavori centrali di Dark Tranquillity, In Flames, Insomnium, At the gates, Amon Amarth. Una band che non brilla molto d’innovazione, ma che propone con maestria e caparbia questo genere dando piacere all’ascoltatore catapultandolo a metà anni novanta per 2002/2004 quando uscirono perle di queste band sopra citate.

I brani ad un primo ascolto non mi hanno dato l’idea che ci sia un pezzo migliore dell’altro, ma ho notato subito grande mestieranza sia degli addetti ai lavori delle produzioni, che della bravura dei musicisti. Un plauso al singer Joel Sundell un vero cantastorie delle gesta degli dei del nord e delle leggende di quella terra così lontana ed allo stesso tempo così gelida. Grande lavoro di melodia e solos per le due chitarre di Johnny Siodinm, Kenneth Evstrand e soprattutto in “Souldrainer” quarta traccia dove ci deliziano con un solos sopraffino al minuto 1:98 e dei refrain in tutto il brano, come un duello di clangori di spade che non ci annoia ma coinvolge.

Altra perla “The king of thousand sun” con l’aggiunta anche degli archi che accompagnano e rendono più carismatica l’opera degli artisti soprattutto del singer.C’è tempo anche per il cantato melodico nei brani in the “Shadow of my grief” e “The sacred” cui troviamo riffoni rubati agli ultimi melodici lavori degli Unleashed. A dirla tutta il resto dell’album è scorrevole e di piacevvole ascolto , dove fa vedere la maestria di quest’ultimi a cogliere il buono da ogni band del passato e devo dirvi la verità che nell’ultimo brano “When the leave are falling” ho notato che hanno preso qualcosa anche ai nostri Dark Lunacy anche se sinceramente loro li battono alla grande.

Allora il cd in questione è molto accattivante e ben suonato (sono degli ottimi mestieranti), quello che manca secondo me è una buona dose di originalità che purtroppo latita, troppe idee prese da band del passato, incastonate bene per carità, ma a volte sembra di ascoltare una cover band di At the gates/Insomnium. Il prodotto lo consiglio anche perchè di piacevole ascolto ed emozionale, ma molti potrebbero storcere il naso con le somiglianze troppo marcate dei suddetti gruppi, comunque al sottoscritto è piaciuto, a voi l’ardua sentenza nell’ascolto.

Berserker

 

01.Eye of the Storm              

02.Sound of the Tombs                    

03.Leviathan              

04.Souldrainer                       

05.The King of a Thousand Suns                 

06.In the Shadow of My Grief                     

07.Welcome Home                

08.The Sacred            

09.Serpent Eye          

10.When the Leaves Are Falling                   

 

Joel Sundell - vocals (growl)

Björn Wildjärn - bass/clean vocals

Anders Hagen - drums

Kenneth Evstrand - guitar

Jonny Sjödin - guitar

 

 

 

 

 

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