Inglorious

                                                                                                  Ride to Nowhere

                                                                                                  Frontiers Records

                                                                                                  www.inglorious.com

 

 

Uno dei miglior gruppi di Hard Rock contemporaneo che in questo 2019 sforna il terzo album come conferma definitiva della propria eccellenza, senza contare che dentro c’è anche una delle migliori voci oggi in circolazione. Rispetto ai due full-lenght passati (“Inglorious” del 2016 e “II” del 2017) manca un brano che sia veloce, anzi, potremmo dire che l’intero lavoro si poggia su una minore aggressività, però l’anima è talmente rock che si riesce a vivere l’essenza tradizionale dei grandi gruppi come Deep Purple; Led Zeppelin e Whitesnake. Quindi lo scorrere della fruizione riesce ad afferrare l’ascoltatore con la capacità di evocargli numerosi brividi.

La prima traccia “WHERE ARE YOU NOW?”, breve ma ficcante, immette subito all’ascolto con un americanissimo sound stilisticamente perfetto. Altro superbo brano “FREAK SHOW” che riecheggia uno Street Metal classicheggiante senza apparire scopiazzatura, e che gioca con grande efficacia in ogni passaggio, scevro da tentennamenti o complessi di inferiorità; tanto positivamente sicuri di sé, da stemperare la tensione col ritornello invece che alzarla come si fa di solito, eppure la cosa funziona benissimo.

I sei minuti della title-track “RIDE TO NOWHERE” sono una brezza di grande ispirazione; il middle-time piuttosto pastoso sorregge una atmosfera pregnante di elevazione artistica. E che dire della ballata acustica “GLORY DAYS”? Una splendida performance passionale del cantante, e l’intensità sentita viene dal cuore stesso del singer che racconta di aver pianto durante la sua registrazione. Nessun filler e nessun brano dà la sensazione che si siano fatte le cose per semplice mestiere. L’altra ballata “I don’t know You” non raggiunge lo stesso livello ma la forza emotiva racconta comunque una vera partecipazione dei musicisti. Ogni episodio possiede agganci con la tradizione dei nomi famosi degli anni settanta, su “Queen” ciò è dannatamente esplicito, eppure anch’essa appare tra le migliori cose perché la band sa sempre essere fortemente personale e convincente.

Un difetto non c’è. Forse si potrebbe criticare la limitazione delle parti soliste della chitarra, ma è un disco dove questo non risulta essere una pecca. Durezza e morbidezza sono condensate in una orecchiabilità mai scontata, cosa difficile in un genere così antico come questo. Essere inglesi forse li facilita nel raccogliere l’eredità della storia dei fondatori Hard, e di tutta la tradizione che nacque proprio in Inghilterra. Al di là della bella sonorità delle chitarre, va sottolineata la portanza di una batteria in grado di trovare sempre i colpi giusti nei momenti giusti; spesso sentiamo una attenzione specifica al suono della registrazione dei tamburi, senza cercare per forza il virtuosismo ma imprimendo carattere alle situazioni sonore.  Per ciò che concerne l’ugola, essa si svelò tecnicamente assennata e funzionalmente magica sin dal suo esordio discografico; oggi tende a cantare di meno sulle note alte, prima magari troppo sfruttate a rischio di non riuscire poi dal vivo.

Anche oggi arriva su, lasciando però che in molti pezzi vi sia maggiore modulazione fra l’alto e il basso, senza per questo perdere un’oncia di sinuosità e fascino. La produzione tecnica è stata affidata a Kevin Shirley (Aerosmith e Led Zeppelin) che in effetti pare abbia migliorato le cose rispetto ai precedenti lavori che pur erano stati registrati bene. Ad altri il compito di avere suoni più graffianti e sporchi, per gli Inglorious questo è il suono e la classe che si addice. Il loro recente successo britannico può essere bissato da questa opera preziosa che lo meriterebbe assolutamente.

 

Roberto Sky Latini

 

01. Where are You Now 
02. Freak Show 
03. Never Alone 
04. Tomorrow
05. Queen
06. Liar 
07. Time to Go
08. I Don't know You 
09. While She sleeps
10. Ride to Nowhere
11. Glory Days

 

Nathan James – Vocals

Andreas Z Eriksson – Lead Guitar

Andrew Lowe – Rhythm Guitar

Colin Parkinson – Bass /Acoustic Guitar

Phil Beaver – Drums

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