GIOBBE

                                                                                                Beneath the Looming Blanket

                                                                                                I Make Records

                                                                                               www.giobbe.info

 

 

Ho avuto il piacere di conoscere Giobbe già dal suo precedente lavoro. Lavoro che mi era piaciuto parecchio dove lui si cimentava in una sorta di britpop con alcuni tratti cantautorali che proseguono anche in questo secondo lavoro. Giobbe artista partenopeo con i pantaloni troppo stretti – nel senso figurato del termine – che sta a significare che in Italia è difficile per gli artisti come lui che cantano in inglese e fanno rock progressive avere grande successo di vendite e di pubblico. Detto questo posso però affermare che qui nel nostro Paese ci sono pochi artisti come lui. Infatti, se ascoltiamo bene la sua musica ci accorgeremo che di italiano non ha proprio nulla se non il nome.

Ascoltando il suo disco possiamo renderci conto subito della qualità del lavoro sia per le buone canzoni, sia per come il tutto è stato prodotto. Non so fino a quanto di questo lavoro sia stato pianificato, però credo che la cosa positiva del disco è che tutto suoni in modo naturale: le canzoni che Giobbe compone sono proprio frutto della sua formazione artistica e del suo gusto personale. Cantare poi in inglese dà al suo lavoro un valore aggiuntivo ed anzi, più propriamente, salta all’orecchio questo suo british pop con alcune velature jazzistiche.

L’unica cosa che potrebbe in qual che modo dar “fastidio” è il fatto che nell’arco dei 12 brani, non c’è n’è uno che spicchi in modo particolare sugli altri e questo, per chi non è abituato a tali sonorità, potrebbe far correre il rischio di annoiarsi ma siamo sempre sul campo della soggettività e quindi non lo metterei come giudizio negativo.

In realtà il risultato complessivo è del tutto godibile e durante l’ascolto si crea una sensazione particolare che a mio avviso si deve assolutamente assecondare. Quindi basta sedersi in poltrona a luce di una lampada e niente altro, magari un buon bicchiere di thè caldo e godersi un buon momento di relax musicale. Sono convinto che in Italia sia un bene avere artisti del calibro di Giobbe perché ascoltare la sua musica fa veramente bene.

Ci sono diverse canzoni veramente molto belle tra queste voglio scegliere “Down in the Dumps Again” per il bellissimo piano elettrico che conferisce al suono una sorta di psichedelia che non guasta. La successiva “May 18Th” la cui tromba ci addentra in un atmosfera jazzistica,che non violenta mai l’approccio principale del gruppo che trascende dal jazz e che come detto è più britpop che altro. Altra canzone che voglio citare è “Dreary Burdens” per una certa influenza floydiana che scaturisce dalla chitarra di uno degli ospiti del disco; ovvero Alfredo Parolino vero e proprio  seguace della lezione Gilmoriana.

Il lavoro complessivo è stato curato nei minimi dettagli che vanno oltre al citato suono e a questo si estende anche l’aspetto grafico. Degna di nota è la scelta della copertina ove al suo interno abbiamo da una parte il cd fisico, e dall’altra tutti i testi dei brani in ascolto.

In conclusione … Musicalmente “Beneath the Looming Blanket” è un disco davvero godibile da ascoltare senza troppi patemi d’animo e se vi piacciono queste atmosfere tipicamente english, Giobbe è l’artista che fa per voi .    

Stefano Bonelli

          

01.  A Sound Truce    

02.  Looming Blankets           

03.  Quick Sink into Doldrums          

04.  Through the Snag            

05.  Not Even Time    

06.  A Tumble in a Bad Dream          

07.  Down in the Dumps Again         

08.  May 18th

09.  Dreary Burdens   

10.  Clocking Up the Miles    

11.  Hurt My Folks     

12.  Backward Steps

 

Fabio Giobbe - vocals; semi&acoustic guitars; shakers

Francesco Tedesco - drums and electric guitars

Angelo Miccoli - bass guitar

Antonio Senesi - semiacoustic guitars

Alfredo Buonagiunto - pianos 

Additional Musicians:

Gennaro Ferraro - Trumpet

Alfredo Parolino - Guitars on n.9 & n.13

 

 

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