Amaseffer

                                                                         Slaves For Life

                                                                         Exodus

                                                                         Inside Out

                                                                         www.amassefer.com

 

 

 

Questa proprio ci mancava. Gli Amaseffer arrivano da Israele con l’impegnativo proposito di realizzare una titanica trilogia che narri in musica un periodo fondamentale della storia antica del popolo ebraico, l’esodo.

La Bibbia non è solo un libro sacro, ma anche un’opera che racconta con enfasi l’epica di un popolo; per una volta, quindi, bando alla trita e ritrita mitologia nordica con le sue saghe dall’algida ambientazione e spazio alla storia di Mosè che riconduce la sua gente, attraverso le infuocate lande del Sinai, alla Terra Promessa, finalmente libero dalla schiavitù imposta dagli Egizi.

Questo primo capitolo della trilogia si concentra sulla parte iniziale dell’epopea, giungendo sino alla narrazione delle tremende piaghe che Dio rifilò ai malcapitati Egiziani, a causa dell’ostinato rifiuto del faraone alla richiesta di Mosè di lasciar partire gli Israeliti.

Ma è inutile starne a parlare, tutti sanno com’è andata, giusto?! Passiamo pertanto al contenuto musicale dell’album.

I tre musicisti animatori del titanico progetto hanno dovuto reclutare nelle nordiche terre un cantante all’altezza dell’arduo compito, individuandolo nell’esperto e capace svedese Mats Leven, che ricordiamo con i Therion e soprattutto alla corte di Sua Maestà Malmsteen (altro che faraone!).(e dico poco N.D.R.)

Il CD è assimilabile alla colonna sonora di un immaginario film, stracolma di partiture sinfoniche e di intermezzi recitativi che introducono i passaggi fondamentali della vicenda. In pratica sembra di ascoltare un kolossal hollywoodiano senza poterne guardare le immagini.

Il Prog Metal del gruppo è in realtà solo un’ampia cornice all’interno della quale le orchestrazioni dominano la scena, animando i singoli personaggi dell’epopea. Numerosi i vocalizzi e le parti strumentali mediorientali, non sempre inseriti con gusto, anzi a volte palesemente pacchiani e neppure ben adattati al contesto sinfonico, nel quale sovente stridono.

Il limite più grosso dell’opera sta forse proprio nell’eccesso di sinfonia a buon mercato, grossolana, e nella scelta di ridurre al minimo le partiture etniche relegandole peraltro al ruolo di inserti neanche adeguatamente contestualizzati.

Eppure, rispetto all’ipertrofia ed alla pomposità dell’insieme, questo tipo di sonorità poteva risultare un’alternativa decisamente più affascinante sulla quale puntare per conferire una maggiore carica emotiva al disco.

In conclusione, l’album, pur non essendo privo di momenti musicali molto belli, è consigliabile più che ai metallari duri e puri agli amanti delle colonne sonore come quella de “Il Gladiatore”, che troveranno in esso pane per i loro denti.

 

RosaVelata

 

 

 

01.Sorrow

02. Slaves for Life

03.Birth of Deliverance

04.Midian

05.Zipporah

06.The Burning Bush

07.Wodden Staff

08.Return to Egypt

09 The Plagues

10.Land of the Dead

 

 

Erez Yohanan - Drums And Percussions

Yuval Kramer - Guitars

Hanan Avramovich - Guitars

 

Guest Musician:

Mats Leven - Vocals

 

 

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