-Novembrine Waltz-

Le coltri umide di novembre Mi seppelliscono per sempre, Il tempo mi sfila tra le ditaLa terra ruota sulle mie orbite,Dov’è quel tenue sorriso,Che cominciò un giorno di maggio, Se non sulla bocca dei morti Malgrado la pena dei vivi.
(Paul Eluard)
 

Altro tassello di successo per il Traffic Live club di Roma,Dove a farla padrone della serata è stato il gruppo portante i Novembre. La no sun music ha come sempre grande fiuto, ed infatti nell’arco della fredda serata il locale si riempe a dismisura di persone, segno di un altro colpo di successo assestato. Ma entriamo nel vivo dell’evento..... 

-Seventh Genocide- 

La prima band a salire sono i conterranei Romanii Seventh Genocide, quartetto Capitolino che propone un black metal dalle sfumature post rock. I cinque brani suonati, sono un collage delle loro uscite discografiche, ci mostrano una padronanza dei strumenti della band suonati in maniera matura e diretta. Di primo acchitto a parte i fraseggi post rock, mi hanno ricordato i primissimi In Flames, ed in maniera assurda un gruppo sweedish melodic death metal sconosciuto i Moonstruck, creatori di un unico album First Light che v’invito a rispolverare e riscoprire, molto avanti per la sua data d’uscita.

Sono ragazzi che dimostrano in sede live una grande preparazione, la voce è ancora un pò da migliorare, ma per la mediocrità che si vede in giro soprattutto nel panorma Laziale, ove poche band hanno spiccato il volo dell’estero, posso dire che questo gruppo ha talento e lo ha dimostrato pienamente, dando l’idea di un combo in crescita ed ancora in un evoluzione che non intende fermarsi. Anche il pubblico se n’è accorto applaudendoli, ma soprattutto brano che secondo me è la summa del loro genere è la suite Martial Eyes (qui ragazzi si toccano picchi di classe notevoli da parte di tutti i membri della band).

Continuate così buona la prima! 

Setlist:

 

01.  Clouds of desolation

02.  Throughs woods and fire

03.  Life is Poison

04.  Immense as the ocean

05.  Martial Eyes

 

Membri del gruppo

Rodolfo Ciuffo - bass, vocals, acoustic guitar, lyrics
Valerio Primo - drums
Stefano Allegretti - guitar
Jacopo Gianmaria - pepe guitar

 

-Klimt 1918-

Serata dedicata al territorio del Lazio, a quanto pare seconda band Capitolina, forse dal genere iniziale al quale ci avevano abituati un gothic metal misto doom per intenderci, sono passati ad un post rock shoegaze con qualche accenno al passato ma non troppo, un misto romantico fra Alcest, Katatonia(secondo periodo),Cold Play, Keane, e Sham Rain, progetto parallelo del singer degli Entwine, con qualche accenno Irlandese della musica dei Cranberries della fu Dolores O’Brian. Non male come proposta, forse un pò atipica per la serata data la band principale. Li ho ascoltati e seguiti con gusto, sorpreso anche di una notizia che ho saputo la sera stessa, il singer Marco Soeliner in passato proveniva da un gruppo Death Gore!!!!.

Ciò conferma che la musica non ha confini e non ci sono sterotipi del genere, un vero musicista è capace di suonare ed esprimere tutto. Devo dare un plauso alla loro prova senza sbavature, nonchè mi complimento dell’outfit proposto dalla band , soprattutto dal singer in versione English Gentlemen (Anzi Ireland). Ho apprezzato tutti i loro brani, in particolar modo It Was to Be bella, con il suo incidere sofferto e cadenzato(Non me ne voglia, per un momento il cantato sembrava Gianluca Grignani in versione Inglese, ma ci stava tutto nella sofferenza proposta), Comandante come una barca alla deriva nella tempesta, ma con le braccia di un eroe che non si stacca dal timone neanche quando ha perso la vita, Snow 85 geniale il pizzicato della chitarra e gli accordi, sembrava un gruppo al pari degli Him ottimo e Just an interlude in your life, veramente emozionale per una chiusura da plauso infinito. Ottima la prima continuate così ragazzi!!!!

 

Setlist:

 

01.  Montecristo

02.  Comandante

03.  Sant’Angelo

04.  It Was to Be

05.  Belvedere

06.  Snow of 85

07.  Just an interlude in your life 

-Membri Del Gruppo-

Marco Soellner - vocals & guitars

Paolo Soellner - drums & percussions

Davide Pesola-  bass

Francesco Conte - guitars

 

-Les Discrets- 

Si avvicina il momento della band principale, ma prima dalla Francia il duo Les Discrets che alla fine si è presentato solo un membro della band Fursy Teyssier, accompagnato da una band live. In verità ero partito molto ben disposto al loro ascolto dato il modo di esibirsi nei precedenti concerti, nonchè la proposta musicale dataDopo I due loro capolavori che hanno il nome di “September et ses demieres pensèes” e “Ariettes oubliues”, c’è stato un vero tracollo della band, dall’abbandono del batterista Jean Deflandre, per passare ad un genere poco avvezzo a ciò che mostravano precedentemente, non più post rock/black metal/shoegaze ma bensì una proposta elettro rock indie vicina al neofolk.Per non parlare per come si è presentato il leader della band, abituato al suo outfit da gothers di stile ottocento , sembrava una normalissima persona vestita casual forse anche troppo, pronto per andare a fare la spesa.

A parte i brani proposti dai primi due album con la conclusiva e splendida “Song for mountains”,nonchè gli altri brani dal primo album che hanno salvato come si suol dire, la baracca dal tracollo, nel resto dello show nella proposizione dei brani fra il secondo e terzo album sono state addirittura ammorbidite le parti musicali rendendo il tutto non più con un’atmosfera romantica e decadente, ma stucchevole e noioso. Un vero peccato.La band e soprattuto lui il singer, è un gran musicista e ne ha data ampia dimostrazione in sede live, nonchè di persona affabile e cordiale, la proposta perciò è si di pregevole fattura, raffinata ma più da club che da concerto in piedi. Peccato 

Setlist:

 

01.  Intro

02.  l’E’chappèe

03.  Les feuilles de l’oilivier

04.  Le Reproche

05.  Le mouvement perpètuel

06.  Chanson d’automne

07.  Après l’ombre

08.  La nuit muette

09.  La traversèe

10.  Song for mountains

 

-Membri del gruppo-

Fursy Teyssier - guitars, bass, vocals, visuals

Plus guest musicians Live

 

-Novembre-

E per finire la serata in grande stile è ora del gruppo portante dello show, sempre dal Lazio I Novembre,

Guidati dal carismatico mr. Carmelo Orlando, che oltre ad avere indovinato la scaletta facendo un tuffo nel passato, con brani mai proposti dal vivo da Classica, Novembrine Waltz, I Wish I Could Dream it Again mancava solo qualche brano estrapolato d’Arte Novecento e ci sarebbe stata la perfezione. Non posso dire nulla se non fare i complimenti soprattutto al singer che vista l’ora tarda,il freddo intenso e convalescente da una tracheite, ha dato il massimo, non fermandosi neanche un attimo e lasciando ipnotizzata ed attonita la sala, me compreso, che anche se avvertivo stanchezza imporovvisamente sentendo la loro musica tutto è svanito e mi è ritornata l’energia.

Peccato per Il guitar hero Massimiliano Pagliuso che non ha potuto esibirsi reduce ancora da postumi fisici, ma ha istruito bene le asce a saper dare giù di riff e solos come un vero maestro sa fare,i miei più vivi complimenti. La voce di Carmelo passa da un potentissimo Growl alla Fernado Ribeiro, ad un clean vocals alla Mikael Åkerfeldt, per capirci il tutto con personalità. Una volta li definivo i Paradise Lost Italiani, anche se come band e preparazione non hanno nulla da invidiare a loro, anzi ultimamente credo anche superiori...., in qualsiasi brano dove capiti , capiti bene. É una band che sa il fatto suo,

è la prima volta che ho visto una loro esibizione e come il pubblico sono rimasto veramente entusiasta e soddisfatto, meglio di così fra le persone presenti nella sala in delirio, pulizia sonora e tecnica esecutiva meglio non si poteva fare. La conclusiva the dream of the old boats nello scroscio degli applausi, è stato l’apice, resa ancora più potente con le nuove tecniche di oggi. Che dire, Dan Swano all’epoca ci aveva visto giusto a prenderli sotto la sua ala protettrice contrattualizzandoli con la century media e facendogli spiccare il volo , perchè oggi sono una delle migliori band che ci sono in circolazione in Italia nel loro genere e anche all’estero. Complimenti hanno vinto tutto!!!!!!

 

Fabio Berserk

 

Setlist:

 

01.  Love Story

02.  Tales from a winter to come

03.  Nostalgiaplatz

04.  My starving bambina

05.  Flower

06.  Child of the twilight

07.  Onirica east

08.  Come Pierrot/Everasia

09.  Cold Blue Steel

10.  The Dream of the old Boats

 

-Membri del gruppo-

 

Carmelo Orlando - guitar, voice

Fabio Fraschini - bass

Carlo Ferilli - drums

Giuseppe Ferilli - guitars

Alessio Erriu - guitars

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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