Satan

                                                                                                                 Cruel Magic

                                                                                                                 Metal Blade Records

                                                                                                                www.satanmusic.com

 

 

 

Al momento i britannici Satan sembrano (sembrano???LO SONO N.D.R) la miglior band N.W.O.B.H.M. in azione. Hanno recuperato il tempo perduto con tre album dal 2013 (questo è il terzo tra essi) in un vuoto durato ben 26 anni dai primi due lavori d’esordio (rispettivamente del 1983 e del 1987). Lasciamo stare la storia dei moniker cambiati in alcuni periodi come Blind Fury o Pariah che insieme hanno fruttato quattro lavori. Quelli che contano sono gli ultimi tre dischi, uno meglio dell’altro, all’insegna della tradizione che la band stessa contribuì a creare (tradizione oggi, innovazione allora).

Appena parte la prima traccia “INTO THE MOUTH OF ETERNITY” si ascolta un intro che potrebbe essere qualsiasi genere suonato, ma subito dopo il ritmo e la chitarra tolgono ogni dubbio sul genere suonato. Tutte le tracce hanno la stessa anima ispirativa e funzionano a dovere, come per esempio “LEGIONS HELLBOUND” che sa far emergere la pura essenza incontaminata di quegli anni ottanta del Regno Unito.  Anche quando la ritmica e i riff sono vicini alla modalità DeepPurple, come nella title-track “CRUEL MAGIC”, l’atmosfera è del tutto dentro alla NWOBHM. I pezzi non sono capaci di rimanere fermi alla linearità, sono pieni di sottolineature, variazioni, salti e improvvisate.

C’è anche del Doom con “Ophidian”, ma senza esserlo del tutto non volendo rallentare troppo, quindi con una essenza Heavy sempre stampata nella colonna vertebrale del brano. La batteria ha quel suono non perfetto che permette ai pezzi di aver un sapore verace. Ma certi momenti è di un suono veramente eccitante come quando sottolinea un assolo veloce poi una parte soft, per esempio nella powermetal song “MY PROPHETIC SOUL”. Le somiglianze con altre band NWOBHM ci sono, come la connessione con gli Iron Maiden in “Who among Us”, ma sono quelle vicinanze che appaiono solo parallele e non incidenti, e rimangono di pertinenza della band che le suona.

Difficile decidere quali siano pezzi migliori perché sono tutti fortemente caratterizzati e dinamici. L’insieme è formidabile, vincente sia nel songwriting che nelle parti soliste, quest’ultime ampiamente sviluppate e mai dome; spesso frenetiche eppure contestuali ed esaustive. La voce è quella di sempre, non virtuosistica, ma fascinosamente riconoscibile; e come succede per molti gruppi dello stesso genere metal, fragili e quasi insicure. Ho ripetuto più volte, in diverse recensioni, questa cosa della vocalità che non si impone, che porta un tono debole senza però diventare inutile o scarsa; è una espressività canora che regala un certo tipo di atmosfera, che ben si lega con l’insieme sonoro, costitutivo di un certo modo di fare metal. Non tonicamente forte, ma efficace. L’altra conferma caratteriale è portata dall’accostamento delle due chitarre, tipica del genere, che cantano più volte insieme le loro note. I ritmi non sono quasi mai riposanti, prediligendo la maggior parte delle volte un 4/4 veloce se non cadenzato; non del tutto Power, ma neanche così lontano. Quello che spesso mi domando è se questi dischi sono ancorati del tutto al passato o se si può percepire che c’è anche del presente dentro la loro costruzione.

Credo che l’apparenza vintage in realtà nasconda cose che potrebbero essere pensate solo adesso, almeno l’idea di come va realizzata una singola composizione perché sia personalissima e mai noiosa; perché sia affacciata all’essenza antica, ma mai retrò. La modernità sta nella capacità di guardare alla propria musica senza incappare in errori del passato, e così realizzando una opera d’arte perfettamente funzionante dalla prima nota all’ultima, piena di groove e convincente enfasi. Naturalmente i Satan sono uguali a se stessi e ciò va considerato solo in termini di positività perché il risultato rifugge sempre la staticità. Finalmente, con questa conferma, possiamo annoverare il gruppo in questione fra i migliori e non solo come comparsa di culto.

Roberto Sky Latini

01.  Into the Mouth of Eternity

02.  Cruel Magic

03.  The Doomsday Clock

04.  Legions Hellbound

05.  Ophidian

06.  My Prophetic Soul

07.  Death Knell for a King

08.  Who among Us

09.  Ghosts of Monongah

10.  Mortality

11.  Catacombs (Bonus Track)

 

Brian Ross – vocals

Steve Ramsey – guitars

Russ Tippins – guitars

Graeme English – bass

Sean Taylor - drums

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