Brainstorm

                                                                                                       Midnight Ghost

                                                                                                       AFM Records

                                                                                                       www.brainstorm-web.net

 

 

La potenza dei germanici Brainstorm è incontenibile; la sezione ritmica rovescia tutta la sua dinamica energia sull’ascoltatore, permettendo alla linea melodica di essere sempre brillante e ai solismi di chitarra di infilare giochi ficcanti. Naturalmente il vocalist è un punto di forza, ma l’insieme strumentale è tenuto insieme con grande abilità di arrangiamento, ampliando potenza coi cori e con passaggi non lineari ma ricercati e virtuosi. Gruppo davvero ispirato. Esordirono ufficialmente nel 1997 (sebbene preceduti da alcuni demo sin dal 1990) ed ormai sono una certezza di esplicito gusto.

“REVEALING THE DARKNESS”, dall’inizio morbido, ha però una cifra epica di base che la rende uno degli episodi migliori del disco, grazie anche ad un ritornello aperto e veramente accattivante (ma non ruffiano). “THE PYRE” è un altro di quei momenti ricchi di tiro e freschezza. E’ venuta loro molto bene anche la narrazione riguardante una donna uccisa sul rogo con la leggera vena folk di “JEANNE BOULET / 1764”, semisuite in grado di portare bene il senso del dramma che racconta, esaltando una atmosfera di tipo emozionale.

C’è anche un lato simil-Thrash che sviscera “DIVINE INNER GHOST”, sia nella riffica, sia in parte nelle strofe dove si fa il verso al grande Mustaine, smorzando poi quella erosività in un ritornello più luminosamente melodico, che però funziona con tonica bellezza; aggiungo come positivo l’assolo dal respiro aereo. Qui e là potremmo vedere Queensryche o Crimson Glory, o persino Savatage, come per esempio in “HAUNTING VOICES” (e non solo) che brama un po’ di oscuro feeling. Tra i brani minori “Ravenous Minds”, mezza commerciale, cerca una vicinanza agli Stratovarius, e comunque non è male. Anche  “The Four Blessing” sa darsi una dignità che la pone come divertente. Non manca la soft-song con “The Path”, non eccelsa ma nemmeno scarsa. Forse l’unico riempitivo può essere considerato “When Pain becomes real”, sebbene sia ascoltabilissimo in quanto realizzato con cura e precisione.

Il sentore è quello di avere davanti una band che conosce tutto il metal e che sceglie la melodia sapendo prendere dalle band più dure le giuste sonorità. La modalità Power preponderante non nasconde le sferzate molto Heavy Metal classico e alcune attitudini più cattive come certi afflati vocali e chitarristici che potrebbero derivare dal Thrash. Questo combo è ben attento a costruire pezzi ben equilibrati, non aumenta le proprie caratteristiche in  eccessive quantità o variazioni sul tema, esentandosi dal divenire Prog, però possedendo una buona dose di raffinatezza. Nella loro musica si saldano respiri tradizionali ma una verve di energia pompata con fresca naturalezza che la tecnica moderna sa far emergere potentemente.

Da tutto il disco traspare motivazione e sicurezza di sé; una maturità che vale un premio alla qualità pur essa non corrispondendo al successo ottenuto. Forse proprio il poco successo ottenuto li rende ancora affamati; si sente che spingono ancora per dare il massimo. Infatti i Brainstorm ci deliziano con un bel disco e questa è una constatazione della passione che mettono nel loro essere musicisti. La loro produzione è arrivata a dodici full-lenght, i quali sono pieni di giusto animo metallico, ma con vari saliscedi valoriali; fortunatamente questo ultimo sforzo si pone tra quei lavori che sale.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Devil’s Eye

02.  Revealing The Darkness

03.  Ravenous Minds

04.  The Pyre

05.  Jeanne Boulet (1764)

06.  Divine Inner Ghost

07.  When Pain Becomes Real

08.  The Four Blessings

09.  Haunting Voices

10.  The Path

 

Andy B. Franck – vocals

Milan Loncaric – guitars

Torsten Ihlenfeld – guitars

Antonio Ieva – bass

Dieter Bernert – drums

 

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