Monster Truck

                                                                                                    True Rockers

                                                                                                    Mascot

                                                                                                    www.ilovemonstertruck.com

 

 

Rock dal suono vero e concreto; l’Hard Rock allegro dei canadesi Monster Truck è in realtà serio e corposamente denso. Appena iniziato l’ascolto mi sono subito entusiasmato anche se non tutto poi si è rivelato dello stesso livello. Rispetto al loro esordio del 2013, con “Furiosity”, e passando per il secondo lavoro, oggi il gruppo è più variegato ma sempre dentro lo stesso alveo e, magari, anche migliorato. Qualcuno li pone anche nello Stoner dato che nei due dischi precedenti ve se ne sentiva bene la presenza, ma ora lo sfiora soltanto; è più esplicito il legame con il tipico Hard a stelle e striscie più accentuatamente bluesato e tradizionale.

I primi due pezzi sono energia pura ed eccitazione prorompente: “TRUE ROCKER” è un goliardico rockenrolleggiante scatenamento che spinge a muoversi automaticamente; così come fa, in maniera più dura, “THUNDERTRUCK”, rinvigorita anche da una tastiera frizzante. Più affondata nel passato del rock sta la rotonda blues song “DEVIL DON’T CARE”, classicamente adornata di armonica, che attrae al movimento col suo ritmo cadenzato; davvero una chicca gustosa.

  Comunque il Blues vero e proprio viene suonato con la posatezza elettrica di “Undone”, trasportandoci nell’America più polverosa e sentita. E ancora America con il suadente southern-style di “THE HOWLIN’”, epico nel suo struggente infiammarsi, ridando dignità allo spirito di una certa musica, mai priva di passione. L’orecchiabilità e la coralità di “BEING COOL IS OVER” è capace di infiammare gli animi anche senza martellarli troppo duramente. La parte moderna emerge con i due brani minori “Evolution” e “Young City Hearts”, troppo Pop o Nu-Metal e per questo non vintage; il primo è al limite dell’Emo e quindi meno buono rispetto al secondo, ma anche qui la band è stata in grado di rendere al meglio tale tipo di approccio, e infatti sono pezzi realizzati dandovi un piglio positivamente ficcante che rimane abbastanza rock. In effetti l’inno “Young City Hearts” (che canta “We are young, wild and Free”) funziona piuttosto bene.

Il disco esprime musicalmente libertà e irrefrenabile spensieratezza. Lo fa con suoni pastosi che reggono canzoni di estrazione antica, però riuscendo ad essere brillanti per la bellezza del songwriting. Il significato di questo tipo di metal è quello di far tornare il rock alle radici, e a volte è più sobillatrice una musica classica che una forzatura ribelle a tutti i costi con le moderne espressività. Come negli anni settanta questi musicisti usano l’aggressività melodica comunque stordente, e danno mazzate di potenza senza uccidere in modo accattivante. Questo perché qui il suonare ha l’abilità di estrarre la vera anima del rock, quella che lo rese rivoluzionario. Questo risulta quindi quale terzo full-lenght ispiratissimo, che regala il vitale sound che ogni vero rockettaro brama; l’amore per la vera musica emerge con ostinatezza, e immerge tutti nella pace con se stessi. Molto significativa la copertina, tipica nell’iconicità del rocking-man la cui sincera immagine è quella dell’abbracciare lo strumento; la grafica ricorda “Live…in the Heart of the City” dei Whitesnake nel 1980. Tutti gli ingredienti, dal look all’attitudine, alla sostanza, impongono al fruitore la tenacia di chi non vuole abbandonare quella sincerità ruvida e solo apparentemente cialtrona, invero qui costruendo eleganza e sicurezza di sé. Bello starsene con una birra a dondolare la testa con il cd infilato nel lettore.

Roberto Sky Latini

01.  True Rocker (guest: Dee Snider)

02.  Thundertruck

03.  Evolution

04.  Devil Don't Care

05.  Being Cool Is Over

06.  Young City Hearts

07.  Undone

08.  In My Own World

09.  Denim Danger

10.  Hurricane

11.  The Howlin' 

 Jon Harvey – vocals / bass

Jeremy Widerman - guitar

Brandon Bliss - keyboard

Steve Kiely - drum

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