Overhead

                                                                                                                Haydenspark

                                                                                                                Autoprodotto

                                                                                                               www.overhead-band.com

 

 

Nuovo lavoro per i finlandesi Overhead, che sfornano un disco che sin dalle premesse grafiche promette di essere un disco che incuriosirà la maggior parte dei loro fan.Ogni band che si rispetti, ha le sue evoluzioni nel tempo ed anche gli Overhead non sfuggono a questa regola.

Sfogliando le pagine del booklet interno scopriamo che la band ha un elemento in meno, vista la defezione del tastierista Tarmo Simonen e, almeno per adesso ed in questo disco, il suo ruolo viene ricoperto da Jaakko Kettunen il quale oltre a questo suona la chitarra  ed anche il basso.Musicalmente i cambiamenti sono notevoli infatti spariscono quasi del tutto le lunghe composizioni, a favore di canzoni più brevi e dirette anche se in Haydenspark le canzoni di una certa durata non mancano.Infatti sia la title track che la conclusiva  “Gone too far”, hanno una durata che varia da i 9,34 minuti e gli 8,00 della canzone conclusiva appena citata.

Questi due brani sono quelle che ci fanno ritornare alla vecchia maniera e senza voler fare il disfattista, sono quelli che preferisco pur senza disdegnare le altre tracce.Abbiamo parlato della defezione del tastierista. Questo ha comportato una diversa direzione musicale che sposta il tiro della band verso un sound più diretto ed incisivo, con gli arrangiamenti non troppo intricati (anche se a dire il vero gli Overhead non è che lo sono mai stati).Se la devo dire proprio tutta, a volte riesce difficile accettare questo stato di cose essendo abituati a sentire la band finlandese con atmosfere psichedeliche alla Pink Floyd ed un rock progressive settantiano con riferimenti alla King Crimson.

Proprio della band di Mr. Fripp viene fatto un richiamo seppur grafico all’interno della copertina dove viene riprodotto il mitico faccione del primo album dei Crimson. Tra l’altro proprio alla veste grafica di cui gode il disco mi sento di fare davvero i migliori complimenti a colui che l’ha realizzata ovvero Alex Keskitalo; membro degli stessi Overhead essendone infatti il cantante ed il flautista. Osservandola poi, non si può fare a meno di ricordare a livello concettuale un'altra mitica copertina molto simile. Sto parlando di Miracle dei Queen; che veste infatti i quattro volti uniti tra loro come nel caso della copertina realizzata da Alex Keskitalo. Proprio per questi argomenti Haydenspark ha bisogno di essere ascoltato diverse volte ed una delle qualità di questo disco è che durante i vari ascolti esso cresca ogni volta. È un disco per certi sorprendente; anche perché quando t’imbatti in canzoni come “Death by tribulation”, non ti aspetti quel riff di chitarra  “Sabbathiano” di cui è composto, e a mio avviso è una delle canzoni belle di tutto questo lavoro.

In conclusione i cambiamenti non sempre vengono accettati in senso generale, ma “Haydenspark” saprà regalare momenti memorabili durante il suo ascoltato se mi posso permettere vi direi: “fidatevi di me”.

Stefano Bonelli

 

01.  Animation for the Poor Man

02.  Last Generation

03.  Count Your Blessings

04.  Haydenspark

05.  King of the World

06.  Across the Nation

07.  Death by Tribulation

08.  The Fall

09.  Gone Too Far

 

Alex Keskitalo - vocals, flute

Jaakko Kettunen -  guitars, bass, keyboards

Janne Pylkkönen - bass, synth (4)

Ville Sjöblom - drums, percussion, saxophone (5)

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