Death Cell

                                                                                                   Lancia in Resta

                                                                                                   Volcano Records

                                                                                                   www.facebook.com/DeathCellOfficial

 

 

Death Cell è un nome che sicuramente molti di voi non conosceranno. Loro sono una band che in realtà è in attività dal lontano 1990. In pratica quando il “Grunge” era ai suoi albori.Inizialmente il gruppo livornese muove i suoi primi passi tra il punk e il dark mescolati ad una psichedelìa scura e alienante; senza disdegnare le proprie radici blues.

Dopo aver pubblicato nel 1994 un primo lavoro di debutto sotto la super visione di Paul Chain chitarrista dei Death SS, tutto si ferma per riprendere poi nel 2014 dove, con la formazione a quattro elementi: (Francesco Lenzi – batteria; Federico Cingottini – basso; Alessandro Grassi – chitarra; Franco Bonaccorsi – voce).Con questa formazione la band incide questo ep di 4 tracce di cui stiamo parlando che viene pubblicato per merito della nostrana Volcano/Native Division.Dando un’occhiata alla scaletta ci si accorge subito che i pezzi sono cantati sia in italiano che in inglese. Tuttavia, ascoltandoli, mi rendo conto che Franco Bonaccorsi si esprime meglio proprio nel nostro idioma dando una più incisiva interpretazione di ciò che canta facendo capire agli ascoltatori, di ciò che si sta parlando nelle liriche.I brani in inglese, allargando la visione più internazionale alla musica, hanno ancor di più un aspetto oscuro e psichedelico e mentre scorre la musica scaturisce una delle influenze principali della band  che risiede nei Jane’s Addicition, soprattutto per la voce di Franco che è molto simile a quella di Perry Farrell.

Devo dire che “Lancia in resta” è un disco che mi piace ed è molto interessante musicalmente parlando per l’atmosfera che si crea durante il suo ascolto. Tutto è sovrastato dalla presenza del basso davvero in primo piano nelle composizioni, l’ottima produzione di cui gode il lavoro, ci da  modo di poter ascoltare un prodotto chiaro e cristallino (questo potrebbe porci in contraddizione rispetto a quanto proposto dal gruppo, ma non è cosi), invece è proprio per la qualità del suono che alla fine  la musica ne risulta più potente ed incisiva e ci proietta maggiormente in questa atmosfera cupa e piena di tensione.

Fatto curioso che mi preme di sottolineare è come le loro canzoni si prestino anche ad un approccio cinematografico ed a proposito di ciò, vi volevo segnalare la canzone “Holiest” che con il basso in bella evidenza e che ricorda moltissimo i film degli anni ottanta come quelli di Thomas Milian.Altro brano che ritengo interessante è il brano d’apertura ovvero “Il gioco delle parti” con un bel “groove” sempre del basso ad accompagnare il mid tempo della batteria. Premiamo questi ragazzi non più imberbi ormai da tempo perché se lo meritano non foss’altro per la loro forza di volontà che hanno messo in questo nuovo lavoro. Personalmente li promuovo a pieni voti . 

Stefano Bonelli

 

01.Il Gioco delle Parti

02.L’Altra Porta

03.Holiest

04.To…

 

Franco Bonaccorsi - voice

Federico Cingottini - bass guitar

Alessandro Grassi - guitar

Francesco Lenzi -  drums

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