Black Label Society

                                                            Catacombs of the Black Vatican

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Un sound dal sapore ferroso, quello del ferro grezzo estratto dal minerale di roccia (rock). Polveroso e sudato, con quel tocco di classe che ne fa una musica raffinata; legata al blues e all’americanità classica.

Voce molto Ozzyana; un esempio tipico può essere “Heart of darkness” ma ancora di più “Damn the flood” e “Dark side of the sun” dove anche le ritmiche guitar/drums citano esplicitamente i Black Sabbath; e l’introspettiva “Empty of promises”.   In effetti l’hard di stampo settantiano è totalizzante all’interno di parecchie tracce,  tra riff appunto molto affini ai B.Sabbath e una ripetizione circolare del rifframa che ipnotizza, e sui quali far scivolare gli assoli.

Su questa trama la chitarra potrebbe sfoggiare le psichedelie più estreme, invece Zakk Wylde, ex chitarrista di Osbourne e al suo decimo album dal 1999 come leader dei B.L.S., decide di curare molto più l’atmosfera che il virtuosismo, infilando si taglienti acidità, ma in escursioni brevi, anche se le svisate di “My dying time” e di “Empty promises” fanno trapelare con decisione la caratura elevata di questo guitar-hero.

La sua sensibilità si esplicita anche nella cura delle parti cantate stratificate, piuttosto cullanti, pur nella loro ruvidità, che va meno all’arrembaggio cercando di avvolgere più che di assalire, e in questo è diverso da certo suo stesso passato. Se vogliamo è musica strutturalmente semplice che però si offre come un cibo succoso, caldo, della coralità vocale piena di feeling.

Il ritmo è quasi sempre middle-time come nell’ossessiva opener “Fields of unforgiveness” dal groove stile “Stranglehold” di Ted nugent, e solo una song si velocizza davvero, si tratta dell’energica soffiata di zolfo caldo della già citata “Damn the flood”.

Le similarità stilistiche con altri musicisti possono essere trovate, ma avvalorano una forza insita nel background di Zakk, che sa continuare una tradizione che gli vale un grande rispetto. Anche i brani soft (ben tre; quattro con la b.track “The nomad”) non diventano la tiritera melensa di chi vuole fare il ruffiano, ma rientrano nella migliore verve rock americana e country/southern che fa viaggiare il cuore e la mente (Springsteen; Lynyrd Skynyrd e magari anche Rollig Stones, sebbene egli citi ascolti come: Allman Brothers; Eagles; Creedence Clearwater Revival oltre a L.Zeppelin e B.Sabbath). Persino in queste ballate la chitarra deve dire la sua, energizzandone il respiro (bellissimo quello liquidissimo di “Scars” e intensamente scardinante quello di “The nomad”). E una conclusiva “Shades of grey” fa quella classica andatura da ballata anni ’50, ponendovi però sopra una linea melodica cantautorale ma dal carattere forte grazie ad una voce tonica e una chitarra solista insofferente.

Questo è un disco meno impattante di “Order of the black” che forse rimane l’apice compositivo della band; ma anche qui siamo di fronte ad un commovente e ammaliante vortice dalla vera vena rock, più Hard che Metal. E in tal senso l’influenza della scrittura risente anche della realtà StonerMetal dei decenni appena passati, che è il genere metal più legato all’Hard Rock.

Nessuna delusione, forse è un po’ sotto-tono “I’ve gone away”, ma è un lavoro superbo che conferma le capacità creative di un chitarrista che è un artista completo e che è in grado di rispettare le profondità di questo tipo di sound.

Per deludere i fautori dell’anticlericalismo, segnalo che il titolo dell’album non si rifà alla storia del Vaticano di Roma, ma è il nome dello studio di registrazione di Zakk, e che le catacombe sono le zone inconscie dell’artista da cui egli tira fuori come un archeologo i suoni e le frasi musicali che diventano canzoni. Lo afferma lui stesso che tra l’altro dice anche di essere cattolico (seppur un po’ sui generis).

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Fields Of Unforgiveness

02.  My Dying Time

03.  Believe

04.  Angel Of Mercy

05.  Heart Of Darkness

06.  Beyond The Down

07.  Scars

08.  Damn The Flood

09.  I've Gone Away

10.  Empty Promises

11.  Shades Of Grey

12.  Dark side of the sun (Bonus Track)

13.  13.The nomad (Bonus Track)

 

 

 

Zakk Wylde - lead vocals/guitars/keyboards

Dario Lorina - guitars

John “JD” DeServio - bass

Chad Szeliga - drums

 

 

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