Uriah Heep

                                                                                                         Living The Dream

                                                                                                         Frontiers Records

                                                                                                         www.uriah-heep.com

 

 

Negli Uriah Heep sembra sempre che ci sia carburante. La storica band inglese in questi ultimi anni non è mai apparsa stanca o zoppicante, ma sforna con semplice passione dischi energici e felici. Qui siamo di fronte a luci che ricordano a tutti che il metallo ha una storia invidiabile e che le radici incidono ancora sulla contemporaneità.

Le prime note dell’apripista “GRAZED BY HEAVEN” sono una partenza insieme di tastiere e chitarra, che subito, in quarta marcia, saltellano con un 4/4 dove Gillan sembra sia tornato ai Deep Purple dei primi anni ottanta (“Perfect Strangers”). Molto spesso l’ugola di Shaw imprime una tonalità similare a quella. La title track “LIVING THE DREAM” apre ad un middle-time classicissimo che ancora di più fa venire in mente il Gillan dello stesso periodo deeparpoliano, così come ancora Gillanissima “Falling under your Spell”. “TAKE AWAY MY SOUL” invece è uno dei pezzi moderni e più frizzanti del full-lenght, e qui la voce è usata al modo di Blaze Bayley degli Iron Maiden, ma con una bellezza del tutto superiore; è quando parte per la tangente solistica della seicorde che si indietreggia verso lidi comportamentali settantiani, tempi in cui all’assolo si dava grande risalto.

Anche quando la trama è lunga non si perde il filo del discorso e lo sviluppo è omogeneamente risolto; sia “Rocks in the Road” (oltre otto minuti) che “It’s All been said” (sei minuti), forse i momenti più tradizionali del genere, con afflati Progressive, sanno mantenere l’attenzione dell’ascoltatore. La tonicità è data da pezzi più Rock’n’Roll come nella cavalcata di “Knocking at my Door” e nella vintagissima “Goodbye to Innocence”, pezzi che non agitano grande originalità ma comunque molto carattere. La sofficità della ballata, anche con pianoforte, emerge tramite “WATER FLOWIN” che sembra toccare corde americane tipo Kansas, e la sua espressione evoca davvero magicamente il passato, abbandonando del tutto l’era moderna.

Eleganza, charme e capacità di unire le parti con intelligenza e allo stesso tempo con sensibilità. Tanto mestiere, certo, del resto stiamo parlando di veterani (ben 25 album dal 1970), però  anche tanto gusto per il bello e con quel pizzico artistico che ancora li rende freschi. Tra gli strumenti è soprattutto l’Hammond a farla da padrone, anche se nessuna parte è buttata là senza costrutto; anzi, questi musicisti hanno pensato con attenzione ad ogni passaggio. Da “Wake the Sleeper”  del 2008, il gruppo ha regalato ai fan ben cinque lavori con questo, superando in qualità gli ultimi Deep Purple. Se non fosse uscito “Infinite” del 2017, album porpora di gran classe, gli Uriah sarebbero ancora primi per ciò che concerne l’ultimo decennio.

Ma l’Hard Rock dei Deep dell’anno scorso è virato verso la raffinatezza, questo degli Uriah invece è un Hard dallo spirito più rock, ma entrambi in fondo stanno facendoci respirare le bellezze antiche con grande “manico”. Anche se solo il chitarrista Box è della formazione classica, lo spirito del sound è puro e perfettamente legato agli anni d’oro della loro epopea. L’ispirazione pare prendere anima da se stessi ma anche dai Deep Purple dell’84/’87, e più volte tocca persino la coralità dei Kansas degli anni settanta; il tutto senza tentennamento alcuno. La loro musica sembra essere uscita dalle loro menti con ampia spontaneità riuscendo a evitare trappole di scontatezza. Se pure l’album non può essere considerato capolavoro, redige un diario di perfetta amabilità. Una realtà musicale ancora vivissima che pare poter dare sulle ‘recchie a molti pargoli moderni. Chi è stato ai loro concerti riferisce che anche dal vivo siano tosti ed effervescenti, limpidamente gustabili e divertenti. Inchiniamoci ai maestri.

 

Roberto Sky Latini

 

01. Grazed By Heaven

02. Living The Dream

03. Take Away My Soul

04. Knocking At My Door

05. Rocks In The Road

06. Waters Flowin’

07. It’s All Been Said

08. Goodbye To Innocence

09. Falling Under Your Spell

10. Dreams Of Yesteryear

11. Take Away My Soul (alternate version) (bonus track; CD/DVD deluxe edition)

 

Bonus DVD

Grazed By Heaven music video

Take Away My Soul music video

Making The Dream documentary

 

 

Mick Box – lead guitar/vocals

Phil Lanzon – keyboards/vocals

Bernie Shaw – lead vocals

Dave Rimmer – bass guitar/vocals

Russell Gilbrook – drums, percussion

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