Lethal Injury

                                                                                               Melancholia

                                                                                               Wormholedeath

                                                                                               www.vi.be/lethalinjury

 

 

Copertina gotica con sfumatura Death, ma la realtà del combo belga è musica estrema che agguanta alla gola e la sfumatura si rivela invece  un segno netto e dal colorito bello denso. Si presenta bene l’esordio di questa nuova leva (in realtà la loro apparizione risale a tre anni fa con un demo) che si scatena in un attacco frontale, non senza momenti di lucida raffinatezza.

 

L’intro “Haima” si pone in modo sinuoso, ma la seconda traccia “MOTHMATH” affonda i denti nell’ascoltatore con un bel pezzo sia veloce sia doom, corredato di una bella atmosfera rovente. Anche la title-track “MELANCHOLIA” gestisce con passione la sua espressività, corredandola anche di tecnica e fascino. Inforcando le chitarre ritmiche con veemenza pulita, “DENOUNCE” vira più verso il Thrash senza perdere un filo in cattiveria; bel brano anche se la linea vocale regge meno il confronto con le tracce precedenti. THE DOWNWARD SPIRAL” ha l’abilità di giocare al tipico modo degli Iron Maiden con il basso, per un attimo al centro del brano, che però non esce dall’alveo della logica ribelle del disco.

Standarditissimo il pezzo più virulento dell’album, cioè “Suicidal Call” che senza cercare alcunché di personale, riesce però a colpire come si deve le palle dell’ascoltatore, facendosi ampiamente piacere; del resto la parte strumentale è atmosferica e alza di molto il valore della traccia. La stessa cosa combina in modo tradizionale “VAILED OF THE BLACK” con ancor più ferocia, in un riff rutilante che ricorda le cose più selvagge di Metallica (tipo “Fight Fire with Fire”),  ma essendo anche la traccia più lunga (7’ 19”) contiene cose più elaborate e un finale ipnotico. Intrigante la traccia “Scream, Burn, Die”, grazie alla cadenza ritmica che potrà risultare utilissima in fase live. L’unico tasto intriso di goticismo è la soffice traccia strumentale “Melancholia Part II”, quasi blues pinkfloydiano, che stranamente non appare fuori contesto, e che non dà l’idea di riempitivo. 

La varietà c’è ed è fondamentale nel loro modo di esternarsi. Non siamo di fronte ad originalità vera e propria, ma neanche a mere copie di qualcosa. I musicisti sanno concepire un percorso lineare che, pur non complicandosi nel suo divenire, affronta la composizione in maniera esaustiva riuscendo ad ampliare lo spettro sonoro così da divenire attraente. Band abbastanza semplice ma non troppo, insomma. Le song hanno il giusto impatto ed esprimono le loro scorribande dosando opportunamente tutti gli elementi classici del genere. Se lo spirito è Death, fanno capolino anche respiri Black, ma soprattutto Thrash.

Una delle loro caratteristiche è rallentare lo svolgimento delle tracce per inserire ponti solistici che abbiano un vigore di tipo atmosferico senza dover massacrare sempre tutto ciò che sta intorno. Sono bravi sia nelle idee che nella capacità tecnica, non suonano però come semplici musicisti di mestiere, bensì portano anche dell’anima dentro la loro musicalità. Fanno bella presenza con la strutturazione riffica e anche con la sei corde solista; la vocalizzazione è di livello alto, Il singer possiede infatti una bella impostazione di screaming potente e affilato, ma sono le linee vocali che non sempre risultano all’altezza del songwriting generale. La velocità c’è ma si predilige l’uso normale della batteria piuttosto che il blasting incessante, ed è cosa positiva.

Nessuna dispersione, essi sono centrati appieno nel fulcro caratteriale del disco, in un amalgama funzionale allo scopo. Gruppo che va considerato minore ma che diverte e regala anche emozioni, quelle che ogni metallaro pernicioso desidera. Diciamo che la parola “letale”del moniker, correttamente si addice loro. 

 Roberto Sky Latini

 

01. Haima

02. Mothman

03. Melancholia

04. Denounce

05. Suicidal Call (Intro sample: Full Metal Jacket)

06. Scream, Burn, Die 7. The Downward Spiral

08. Melancholia ‘Part II’ (Guest guitar: Collin Southard)

09. Veiled Woman Of The Black 

 

Rambo Exodus – vocals

Dennis – guitars

Jonjo – guitars

Josha – bass

Arthur – drums

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