Vodun

                                                                                                     Ascend

                                                                                                     New Heavy Sounds

                                                                                                     www.vodunband.com

 

 

La storia del metal si è arricchita di un’altra proposta originale, quella di un trio inglese formato da due donne (voce e batteria) e un uomo (chitarra), che hanno il merito di suonare in un modo personalissimo, in un connubio di tre anime. Le tre anime corrispondono a modalità differenti tra loro, ma benissimo amalgamate; la prima è quella tradizionale degli anni settanta, facente parte della mentalità Hard Rock, la seconda usa accordature e riff modernissimi, a volte ribassati e con groove, ma la terza appare esplicitamente legata alla figura della cantante in quanto di colore, sembrando una vera e propria scelta stilistica, quella di utilizzare la cultura musicale soul-rock che passa per una bella voce acuta e per certe ritmiche tribali che la batterista sa gestire con gusto.

L’album si apre con un pezzo molto dinamico, “SPIRITS PAST” infatti usa le sue luci istrioniche con eclettica effervescenza che aumenta di tono nel finale. A pari merito con “Spirits Past”, il podio dei migliori spetta a “RITUALS” che oltre all’esuberanza mostra una divertente anima giocosa, sia per le esternazioni vocali sia per la zona solista in alternanza batteria-chitarra, fatta di brevissimi stacchi in successione, davvero da goduria. “PROVIDENCE OF ACESTORS” vive di altrettanto dinamismo, con un gioco batteristico non lineare e con anche l’uso di riff ribassati, di assolo acido e di un cantato che passa dal brio all’atmosferico quando ripete con calore “ehy nana”. “OGUN’S FIGHT” contrappone riff pesanti e rallentati ad una voce dolce e suadente, senza nessuna contraddizione, anzi scorrendo con intenso feeling emozionale, senza contare che il sassofono s’inserisce in perfetta coerenza e credibilità; ci si mette anche la ritmica ad essere poco metal, eppure l’intero corpo suona metal al 100%.

Lascia per un attimo sconcertati l’inizio della particolarissima “ELUSIVE FREEDOM”, l’unico momento che sembra non voler seguire il filone Hard, invece il proseguo dell’ascolto rivela uno dei pezzi, non solo più duri, ma anche più belli del disco. La compattezza stilistica non è un ripetersi di clichè, e la bellezza si esprime anche negli episodi minori che sono minori solo perché i migliori volano alto; tutte le tracce esprimono sempre molta personalità, ma, attenzione, non è sperimentazione, solo libertà artistica molto sentita. Possiamo aggiungere allo spirito della band un po’ di epicità in “Time Honoured”, ma l’atmosfera principale vive di ispirazioni meno enfatiche e più circuenti. Farei a meno delle parti parlate ma fortunatamente incidono poco sui pezzi visto che stanno a latere.

Le pelli sono suonate con attenzione tutta artistica senza accettare semplificazioni, ma elaborando un bel tessuto ritmico, rimanendo comunque in una netta impronta di durezza, usando anche parecchio il campanaccio come suono distintivo in molti momenti. Il chitarrismo usato è molto di ritmo, mentre gli assoli sono poco utilizzati; avere pochi solismi non è vissuto come un difetto per merito del songwriting ricco e funzionalmente esaustivo. La sonorità globale del disco permane sempre metal anche quando prende connotazioni afro o pervase di arie corali; la chitarra e il drumming infatti non tendono ad ammorbidirsi. Le linee vocali stesse non indugiano sulla orecchiabilità se non in senso artistico. La cantante è la sciamana del combo e non può che attirare l’attenzione per la sua presenza scenica, da come si vede nel video realizzato, ma l’ugola è la sua miglior presentazione. da sottolineare che anche chitarrista e batterista sanno spingere i loro strumenti in maniera estremamente ricca e voluttuosa. Album di grande caratura.

Roberto Sky Latini

01.  Spirits Past

02.  Started from

03.  Providence of Acestors

04.  Ogun’s Fight

05.  Time Honoured

06.  New Doom

07.  Elusive Freedom

08.  Ascend

09.  Rituals

10.  For your Kin

Chantal Brown – vocals

Linz Hamilton – guitars

Zel Kaute - drums

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