Axxis

                                                                                                   Monster Hero

                                                                                                   Phonotraxx Publishing

                                                                                                   www.axxis.de 

 

 

I teutonici Axxis, attivi discograficamente dal 1989, dimostrano che quando non si è originali l’importante è essere freschi e frizzanti. I tempi odierni di questo diciottesimo lavoro stanno nella cifra stilistica di gruppi come gli svizzeri Gotthard e come loro non sono mai personali nell’invenzione dei riff, però le melodie e l’energia ad essi impresse sono ficcanti e sempre in grado di elicitare adrenalina nell’ascoltatore. C’è anche una certa rocciosa, e allo stesso tempo solare, verve dei primi Riot come anche uno spirito Street Metal. La germanicità traspare in certe attitudini quadrate ma il senso americano è comunque esplicito.

Bei pezzi tonici come l’apripista “MONSTER HERO”; “Rock is my Religion”; “Glory of the Brave”  e la vibrante “FIREBIRD” portano l’ascoltatore a riconoscere la forza Heavy Metal del combo. Dai tempi medi di “We are Seven” si evince quella muscolarità tedesca di cui si diceva. Puro Street Metal invece con “ALL I WANT IS ROCK” che vira verso un ritmo ed una eccitazione alla Ac/Dc anche se il controcanto appena accennato è Rythm&Blues. I ritornelli orecchiabili come quello di “LIVING AS OUTLAW” sono incastonati in una forte verve Rock e così non si diluiscono in latitudini AoR, rimanendo sempre dentro corposi stati sonori.

Al massimo si tende al Pop-Metal di “Give me good Times”, che però permane all’altezza della buona essenza del disco (ricorda i sovietici Gorky Park). Anche la commerciale e ballabile “Love is gonna get You killed” non perde il feeling rockettaro eliminando ogni rischio di eccessiva morbidezza. Una maggior raffinatezza la troviamo nell’artistica “THE TRAGEDY OF MR. SMITH” che possiede una certa vicinanza alla visionarietà di Tobias Sammett, per un brano veloce ma anche narrativo, che sarebbe stato adatto agli Avantasia, ricordandoci che esistono altre possibili corde negli Axxis.

La chitarra solista ha un bel tiro, anche se purtroppo i volumi ad essi dedicati dalla produzione tecnica sono un po’ bassi, mantenendola talvolta in secondo piano. Alla voce l’unico membro originale rimasto la cui ugola è mantenuta abile, capace di sentire i pezzi nel modo giusto e portarli con efficacia intrigante all’ascoltatore. Strumenti che hanno tutti la loro portanza, persino le tastiere catchy sanno apparire belle rotonde con la loro giovialità. Trent’anni di carriera portati splendidamente, infatti la verve è piena di potenza giovanile, ma non semplicemente adolescenziale in quanto l’esperienza traspare chiaramente.

In effetti la maturità si nota dal fatto che non si trovano indecisioni o difetti formali, permettendo ad ogni brano di brillare con effetto. E poi non manca l’ispirazione che permette un songwriting pienamente riuscito. Devo dire che questa opera mi è piaciuta più degli ultimi Scorpions troppo edulcorati con “Return to forever” del 2015. Musica di vecchia data, questa degli Axxis, che suona con luminosità anche alle orecchie dei più smaliziati metallari. Una bella divertente scorribanda la cui anima Rock’n’Roll ci porta tutti ad alzare i calici di birra e ad usare i vari inni presenti in questo full-lenght, e, come dice la traccia 11, “Tutto ciò che voglio è Rock!”.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Monster Hero

02.  Living as Outlaws

03.  Rock is my Religion

04.  Love is gonna get You killed

05.  Glory Of The Brave

06.  Make Me Fight

07.  Gonna Be Tough

08.  Firebird

09.  We Are Seven

10.  Give Me Good Times

11.  All I Want Is Rock

12.  The Tragedy Of Mr. Smith

 

Bernhard Weiß – vocals
Stefan Weber – guitars
Harry Oellers – keyboards
Rob Schomaker – bass
Dirk Brand – drums

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