Kaiser

                                                                                            1st Sound

                                                                                            Oak Island

                                                                                            www.kaiserfuzz.bandcamp.com/album/1st-sound     

 

La band qui recensita è finlandese ma il suono emana calore rovente, che crepita come fuoco a fiamma alta. La bellezza di questo album dei Kaiser sta nel riuscire a portare la durezza dentro una bella rotonda fluidità lavica, mescolando senza soluzione di continuità Stoner, Desert e Grunge dove alla fine la catalogazione può riferirsi principalmente allo Stoner Metal.

La pesantezza riffica della prima traccia “HIGH OCTANE SUPERSOUL” è un doom elefantiaco ma poi un riffing più snello e veloce fa da ponte tra l’inizio e il cantato che torna a rallentare; l’insieme è un soundgardiano Stoner Metal carico e denso con un assolo ficcante. La dinamica “DESERT EYE” è il miglior momento del disco, ficcante, ed è anche il più digeribile musicalmente, digeribile per quei palati non abituati al genere, grazie al fatto che tocca in alcuni frangenti un po’ il senso punk-grunge nel cantato urlato, un po’ anche come se i Foo Fighters fossero realmente duri e cattivi.

L’anima più greve e mastodontica si trova nella ruvida “WE BLEED FOR THIS” che inizia come se un macigno schiacciasse altra pietra e la frantumasse, e poi continua a far respirare polvere soffocante per tutto lo scorrere del brano, con una certa ossessività; pezzi di chitarra grumosa, dall’Hard Rock esasperante, crea un muro attraverso il quale non si può passare, anche se afflati di relativa psichedelica, nella parte strumentale, cercano di salire in volute aeree che però vengono a ricadere sull’ascoltatore per una gravità invincibile, dato che il sound è globalmente molto materico.

Diminuendo il tasso Stoner, il Grunge è maggiormente scovabile in una semimalinconica “OUROBOS”, che nella voce può ricordare i Nirvana; bel brano che amplia lo spettro sonoro del disco e ci regala anche uno degli assoli più significativi. Il pezzo più frizzante e americaneggiante risulta essere “FUZZ OF FURY”, coinvolgente e rock’n’roll. Sprazzi di Doom in vari angoli delle canzoni, ma il pezzo Doom per eccellenza è la plumbea “Earthquake”, dove la velocizzazione di metà song in qualche modo, nonostante la distorsione ben più corrosiva, è debitrice delle accelerazioni dei Black Sabbath. La psichedelia spaziale, sopra cupa robustezza, si esprime nella parte finale di “King of Horizon”, ben caratterizzata. L’episodio che fa calare il disco è la finale “Galactic Crusade” che, andando avanti, sembra perdere il filo e non trovare una essenza specifica, pezzo smussato e indeciso, nonostante attimi di fervore; sembra inoltre fare riferimento al basso e alle movenze ondivaghe di “Dazed and Confused” dei Led Zeppelin in modo troppo derivativo.

La chitarra è l’ambiente globale di questo lavoro, dove la voce cerca di rompere la costruzione a volte claustrofobica, a volte più snella, ma sempre conglobante e di soverchiamento; per farlo la voce è costretta a gridare il suo animo ruggente e pare, con un certo fascino, che non possa liberarsi.  Lo screaming del vocalist in effetti è molto presente ma mai monopolizzante; moderno quando viene usato, sopra però un modo di cantare che di base è tradizionalista. Questo gruppo esiste dal 2013 e aveva pubblicato solo un ep. Ora esce con questo primo full-lenght che si appropria di credibilità, dato che funziona molto bene e riesce a mantenersi omogeneamente a buon livello. Si tratta di Metal a tutti gli effetti che non può in alcun modo essere considerato passato, ma attualissimo nella sua vivacità opprimente. Opprimente ma fruibilissimo perché pieno di passaggi interessanti, sia quando preme l’acceleratore sia quando si cadenza in modo da schiacciare l’ascoltatore sotto massi possenti.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  High Octane Supersoul

02.  Desert Eye

03.  We bleed for This

04.  Voidmaster

05.  Ourobos

06.  Intermission

07.  Earthquake

08.  Fuzz of Fury

09.  King of Horizon

10.  Galactic Crusade

 

Otu – vocals / guitars

Pex – bass

RiQ - drums

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