Black Mirrors

                                                                                                                  Look into the black Mirror 

                                                                                                                  Napalm Records

                                                                                                                  www.blackmirrors.net

 

 

 

Il calore blues-rock di questa band è del tutto americaneggiante ma è un suono ormai ben vissuto dalla nuova generazione europea, che si è appropriata di questo genere in oscillazione tra il rasposo e il sinuoso. Qui è l’esordio full-lenght della band proveniente dal Belgio.“FUNKY QUEEN” si giostra nella orecchiabilità che non è allegria ma tonica sferzata rock; song da singolo ma ben lontana dal senso commerciale. Gli episodi dal maggior appeal dinamico sono “LAY MY BURDEN DOWN” dall’anima blues a ritmo cadenzato, tanto da farsi rock’n’roll ed uno dei momenti più eccitanti; e l’hard rock più scattante dello stoner metal “GUNTHER KIMMICH” che fa scatenare le membra dei metaller più incalliti dandogli lo stimolo a versare adrenalina da sotto il palco. “INNER REALITY” ha un’anima meno ruvida, che si pone nella rarefattezza, come se i Morcheeba prendessero la chitarra distorta.

Ma l’aria aumenta la sua rarefazione con “MOONSTONE”, un brano ancora più Morcheeba, colorato però di oscura attitudine, molto atmosferico e introspettivo. Il più lungo brano di tutti (6’56”) è “BURNING WARRIORS”, una cavalcata dura che vuole tirare fuori la parte più ribelle dell’anima permettendo alla singer di sfogarsi fisicamente; in realtà il pezzo in sé dura solo 3 minuti e 35 secondi, poi arriva il finale solista che si striscia su densità semi-psichedeliche, governate dalla chitarra liquida. Il sapore antico di cui questi ragazzi sono imbevuti si percepisce ovunque, ma in particolare nelle due tracce “Till the Land will blows” e nell’acustica bonus “Whispering Ghost” che vanno molto in accordo con lo spirito sanguigno del blues e del folk style americano. Solo due pezzi superano i 4 minuti ma la bellezza dei vari episodi non è stato intaccato dalla brevità.

La voce della cantante è bella, chiara, anche in grado di agitare le acque con urli frizzanti. Una bella voce oltre che di valenza interpretativa ottima, che quando usa toni soft regala momenti di magia e quando si irrobustisce ti assesta un bel colpo di risveglio. L’essenza principale della band non è strutturare le canzoni sulle circonvoluzioni strumentali, ma sul cantato, però i suoni, le costruzioni riffiche e quelle effettate hanno bella presenza e creano un riverberante alone di mistero. Meno diffusi gli assoli sebbene questo tipo di sound ha tradizioni molto solistiche; però la bravura di questi compositori ha reso ogni canzone ben conclusiva così senza altre aggiunte.

La band vive il proprio monicker pensandolo come momento nero, simbolo di trance che comporta l’ascolto della musica quando si è davvero appassionati in un rispecchiarsi nella musica che si vive. Condivido l’idea, e questo tipo di partecipazione emotiva, che l’arte musicale possieda un potenziale lisergico. In effetti talvolta la musica di questo disco invita a lasciarsi trasportare dalle onde ciondolanti, sebbene rimanga in confini di sonorità nette e comprensibili. Lo spirito Blues imbeve tutto il lavoro con quei suoni afosi di matrice statunitense che rimanda a tempi vintage ma con quella energia che ammalia chi davvero si lasci andare. Non c’è mai un momento di stanca, che siano brani tosti o siano quelli morbidi, sono tutti in grado di mobilitare i sensi. Disco di qualità non statico, anzi variabile nelle sue espressività, che ne fa un inizio di carriera già maturo, di nobile caratura.

Roberto Sky Latini

 

01.Shoes for Booze

02.Funky Queen

03.Lay my Burden down

04.Inner Reality

05.Moonstone

06.Gunther Kimmich

07.Cold Midnight Drum

08.Mind Shape

09.Till the Land Wind Blows

10.Burning Warriors

11.Whispering Ghost (bonus track)

 

Marcella Di Troia - vocals

Pierre Lateur - guitars

Loïc Videtta - bass

Paul Moreau - drums

 

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