Primal Fear

                                                                                                           Apocalypse

                                                                                                           Frontiers Records

                                                                                                           www.primalfear.de

 

 

Bisogna tornare a tre album indietro per trovare un disco debole rispetto alla media dei Primal, cioè a “Unbreakable”, che fu piuttosto scontato come lavoro. Dopo quell’uscita ce ne furono due ben più impattanti e riuscite nel 2014 (“Delivering the Black”) e nel 2016 (“Rulebreaker”). Oggi torniamo un po’ alla debolezza del 2012. L’Heavy Metal suonato è sempre quello, teso e quadrato, classicamente datato ma sempre attuale. Quest’anno suona il rintocco del ventesimo anno dal primo full-lenght della band e siamo al dodicesimo album da studio. Niente male, e la fedeltà al genere è stata mantenuta. Troviamo un nutrito numero di brani qui dentro tra bonus track e altro per 77 minuti di sound adrenalinico, e non tutte però sono all’altezza della maturità di questi musicisti.

In effetti “The Ritual”; “Blood, Sweat& Fear”; “Hail to the Fear”; “Hounds of Justice” e “The Beast” sono piuttosto canoniche e derivative nonostante la perfetta esecuzione e l’attenta cura dell’arrangiamento; ascoltabilissime ma come già sentite. Soprattutto la seconda pare uscita direttamente dall’album Priestiano “British Steel” del 1980; mentre la terza e la quarta rincorrono il successo degli americani Avenged Sevenfold. La song “King of madness”, anche se minore, è comunque riuscita, sebbene ricordi molto gli Iron Maiden, in particolare nel ritornello, ma forse proprio per questo è buona. Ad ogni modo l’ottimo esiste e regala momenti intrigantissimi, alzando il valore di un disco non certo fallimentare. Dopo l’intro-titletrack, la veloce traccia “NEW RISE” è un arioso Power-Metal che però si pone un po’ distante dallo stile dei Primal, allontanandosi dalla verve Judas inglese per scegliere un carattere teutonico ma di stampo Heelowiano. C’è poi una morbida “SUPERNOVA” che racconta l’atmosfera evocativa di ampio respiro e dona un po’ di pathos.

Quando poi tocca ad “EYE OF THE STORM” siamo rincuorati dal fatto che l’ispirazione è ancora conservata in questi uomini germanici; in effetti la middle-time in questione è un epico respiro ben strutturato, con anche un minimo di sinfonismo solitamente sempre poco utilizzato dalla band ma qui inserito con gusto e con sensibilità. La durezza rocciosa di valore arriva con “CANNONBALL”, semplice ma da brivido, nella sua ritmica cadenzata.

Due delle bonus-track invece sono tra le cose più eccitanti a partire da “FIGHT AGAINST EVIL” che mette insieme Accept e  Judaspriest in perfetta sintonia tra pesante incedere e musicale orecchiabilità. La sonorità dell’altra bonus-track “INTO THE FIRE” può considerarsi Judas alla “Turbo” ma afferra l’ascoltatore con rapace passione avvolgendolo in modo divertente. Senza queste bonus l’album sarebbe ben più povero. Sulla versione di “SUPERNOVA”, cambiata solo per l’assenza di chitarra distorta, debbo dire che mi pare inutile averla stampata, non offre nulla come valore aggiunto rispetto all’originale, anzi, al confronto è perdente.

La potenza metallica usata nel sound è la stessa di sempre, stavolta con meno canzoni azzeccate. Si sta sempre ben oltre la sufficienza e il piacere che il disco regala è genuino. Gli assoli a volte si autolimitano, altre volte svolazzano con autorevolezza, in una espressività che poteva essere più incisiva ma che spesso non vuole svilupparsi più di tanto. La voce è sempre stupenda e non cala mai di tono, sempre al massimo delle sue possibilità. Quando si ascoltano gruppi come questo si vive la tradizione con un certo senso di rispetto, anche se proviene da gruppi che questo suono non l’hanno inventato. Non mi perderei mai e poi mai un disco dei Primal Fear  perché, anche tra alti e bassi, essi sono l’Heavy che ricorda a tutti le basi del vero metal.

Roberto Sky Latini

01.  Apocalypse

02.  new Rise

03.  The Ritual

04.  King of Madness

05.  Blood, Sweat & Fear

06.  Supernova

07.  Hail to the Fear

08.  Hounds of Justice

09.  The Beast

10.  Eye of the Storm

11.  Cannonball

12.  Fight against Evil (bonus track)

13.  Into the Fire (bonus track)

14.  My war is over (bonus track)

15.  Supernova (orchestral version)

Ralf Scheeper – vocals

Tom Naumann – guitars

Alex Beyrodt – guitars

Magnus Karlsson – guitars / keyboards

Mat Sinner – bass

Francesco Jovino - drums

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