Doro

                                                                                                            Forever Warriors – Forever United

                                                                                                            Nuclear Blast

                                                                                                            www.doromusic.de 

 

 

L’affetto che lega i metallari all’iconica cantante tedesca, vera rocker e vera metaller, porta a sopravvalutare la sua musica. Ma in effetti questa sua nuova uscita funziona bene anche se in varie occasioni è assente ogni tipo di originalità. La personalità è comunque sempre presente grazie alla timbrica e al modo di cantare di Doro. Di certo la sua capacità vocale non è virtuosistica, ma non lo è mai stata, oggi caso mai è peggiorata per l’età. Il risultato rimane però interessante e godibile anche se distribuito su due cd e 25 tracce, e funzionando tutti i pezzi; il fatto che si sia prodotto un album così ricco significa avere ancora una buona dose di idee. Niente male dopo 33 anni di carriera.

Il lavoro esprime già dal titolo e dalla copertina fumettistica (bella), spirito di appartenenza alla famiglia metallica e il primo pezzo “ALL FOR METAL” è l’inno giusto per cantare la fede metal tout court. Interessante in “I CAN’T HAVE YOU – NO ONE WILL” l’accoppiata tra Doro e il singer degli Amon Amarth Johan Hegg con il suo vocione in growl (testo che parla dell’amore possessivo e violento). C’è un brano che usa un ritmo commerciale, si tratta di “LOVE IS A SIN”, ma la rockitudine non viene eliminata, anzi essa diventa una delle migliori tracce del disco.

Non si può non citare l’omaggio a Lemmy dei Motorhead che la cara Doro ha voluto fargli con “Living Life to the fullest”, permettendo a noi fruitori di stringerci a lei per vivere insieme la partecipazione al vuoto che la sua morte ha lasciato; non è uno degli episodi migliori, ma funziona; soprattutto colpisce il finale con la voce di lui elicitando un brivido. In realtà i Motorhead sono omaggiati anche con la cover “Lost in the Ozone” tratta da “Bastards” del 1993, che quasi quasi mi piace più qui che nella versione originale. Abbiamo degli scatenamenti Rock’n’Roll alla Girlschool/Motorhead che rendono l’album scoppiettante: “Turn it up”; “BLOOD, SWEAT AND ROCK’N’ROLL”; “Be Strong”;; “Metal is my alcohol”. Poi dei brani più arrembanti o pesanti come “Bastardos” (cantata in spagnolo”); “FIGHT THROUGH THE FIRE”, che incede con groove roccioso. Rotondi Street metal con “BACKSTAGE TO HEAVEN” e “Résistance” davvero gustose.

Tra le melodie più soffici emergono una intensa “LIFT ME UP”, orecchiabile ma umorale e una dolce acustica “1000 YEARS”. Funziona anche il farsi sexy (raro in Doro) nella mezza ballata “HEARTBROKEN”. Invece sentire la cover “Caruso” cantata in italiano è più una buffa curiosità piuttosto che un sensato pezzo da inserire dentro l’album; e allora siamo certi che Doro sia teutonica con la sua erre moscia, ancor più che nel sentire un pezzo originale in lingua madre “Freunde furs  leben” (uno dei momenti minori); del resto in “Caruso” l’arrangiamento non è rock e quindi ancor meno influente per l’insieme.

I pezzi sono tutti molto semplici e magari un po’ troppo insistiti nel ritornello, con assoli singoli limitati come numero e tempo. In realtà la chitarra solista è molto presente accompagnando spesso il cantato più che farsi personaggio a sé, e funziona egregiamente anche se nei suoni a volte si presenta a volume soffocato e altre volte con sonorità ronzanti usando una distorsione non sempre d’attacco. Però è piacevole sentire un heavy vecchio stampo con il pathos emozionale che Doro ama interpretare. Tale elemento di pathos pare maggiore nella seconda parte perché è aumentata dall’atmosfera meno irruenta della nostra, senza che però diminuisca la vibrazione rock che non viene mai abbandonata. Doro è uno dei pochi musicisti metal a non sembrare superficiale quando scrive brani soft; le sue ballate posseggono più o meno tutte il giusto carisma e se sui brani più duri si possono trovare alcune banalità, sulle ballate ella cresce d’intensità, non apparendo mai artificiosa o ruffiana, proprio per il pathos verace già accennato.

L’ascolto scorre senza assolutamente annoiare perché i difetti non stanno nelle composizioni in sé (nonostante alcune scopiazzature) ma in qualche song che non si sviluppa a dovere; sono errori perdonabili vista la buona qualità degli spunti. Qualcuno ha scritto che in questa opera si percepisce un po’ di Warlock (la band di esordio di Doro); io credo che sia vero, la vena Heavy di quel periodo è ancora vitale. Accingendomi alla fruizione di questo lavoro, pensavo di dover affrontare una delusione e invece sono rimasto soddisfatto. Del resto “Il Metal è il mio alcool” e questo è di marca buona.

Roberto Sky Latini

“Forever Warriors”

01.  All For Metal

02.  Bastardos

03.  If I Can’t Have You – No One Will

04.  Soldier Of Metal

05.  Turn It Up

06.  Blood, Sweat And Rock ‘n’ Roll

07.  Don’t Break My Heart Again (cover Whitesnake)

08.  Love’s Gone To Hell

09.  Freunde Fürs Leben

10.  Backstage To Heaven

11.  Be Strong (bonus)

12.  Black Ballad (bonus)

13.  Bring My Hero Back Home Again (bonus)

 

“Forever United”

01.  Résistance

02.  Lift Me Up

03.  Heartbroken

04.  It Cuts So Deep

05.  Love Is A Sin

06.  Living Life To The Fullest

07.  1000 Years

08.  Fight Through The Fire

09.  Lost In The Ozone (cover Motorhead)

10.  Caruso (bonus)

11.  Tra Como E Coriovallum (instrumental-bonus)

12.  Metal Is My Alcohol (bonus)

 

Doro Pesch – vocals

Luca princiotta – guitars

Bas Maas – guitars

Nick Douglas – bass

Johnny Dee - drums

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