Dee Snider

                                                                                                          For the Love of Metal

                                                                                                          Napalm Records

                                                                                                          www.deesnider.com

 

 

Prendi un giovane ottimo chitarrista di band famosa ed un vecchio cantante iconico ma non dalla voce considerata irrestibile; mettili insieme e viene fuori un album selvaggio. Il risultato è questo disco massiccio, realizzato da un improbabile duo che invece appare più azzeccato che mai. Il chitarrista Jamy Hasta degli americani Metalcore/MetalPunk Hatebreed che compone (e non vi suona) dodici pezzi pesanti, e il cantante suo compaesano Dee Snider, dei goliardici Twisted Sister, ormai sciolti, che si sgola per tutta la durata del disco con effetto ficcante. Per quanto Jamy suoni Metalcore e Punk con i suoi Hatebreed, in questa musica da lui scritta i due generi non si evidenziano; un po’ di Metalcore c’è ma è solo una ispirazione senza che i brani se ne impastino del tutto.

Vi sono bordate Thrash come la prima traccia “LIES ARE A BUSINESS”, vicina alla mentalità degli Anthrax,  e la seconda “TOMORROW’S NO CONCERN”, alla Metallica, più cadenzata per muoversi a ritmo anche nei live; due tracce lineari che colpiscono subito a fondo con forza irruente. Ma è da sottolineare la scorribanda più tonica di “RUNNING MAZES”, un po’ Testament e un po’ Metallica, breve canzone dato che non arriva ai tre minuti, ma significativa. C’è poi un riffing alla Megadeth in “I’M READY”, sempre thrash ma non cattivo, che possiede il combattimento di asce migliore del disco, in un duetto appunto di chitarre che ricorda gli assoli tipici e divertenti della tradizione Metal più accattivante. Anche la title-track “FOR THE LOVE OF METAL” è Thrash ed è tanto standard quanto efficace; la chitarra solista qui non fa assoli e appare pochissimo (giusto accenni), ma si trova dove deve e condisce in modo personale, facendosi piacere. Il Metal più Groove, un po’ ricordando gli sfortunati Adrenaline Mob (l’incidente), ma anche gli stessi Hatebreed, lo percepiamo in brani come “I AM THE HURRICANE”, tosta e moderna, e con risvolti più classici, in “American Made”.

“Roll over You” invece diventa Heavy dal rivolo classico, come si trattasse dei Twisted cotti in modo più duro, ed in essa l’ugola di Dee si riconosce meglio. Però si entra davvero nello stile dei Twisted con la gustosa “BECOME THE STORM” dove il timbro di Dee è davvero quello familiare che conosciamo, compreso l’inizio lasciato proprio alla voce nell’incedere intro più classico per lui; e la sezione ritmica continua a funzionare come adrenalina richiede, senza contare la presenza felice di un assolo tagliente. Esce del tutto dal contesto la semiballata “DEAD HEARTS” che però è una stupenda elicitazione grazie soprattutto alla presenza della cantate degli Arch Enemy che non usa il growling ma una voce pulita espressivissima; song dallo spirito del tutto americano.

Canzoni compatte, senza cedimenti e del tutto funzionanti. Semplicità senza ridursi a semplicismo. Non c’è debolezza in questo lavoro, ma solo virile imposizione. Passando dal Thrash di base a sfumati animi Metalcore, toccando anche un Heavy Metal tradizionale, troviamo  un Dee cantante in strepitosa forma, che non è Street come nella sua band d’origine, anzi, il suo timbro è riconoscibile solo in alcuni passaggi, aggredendo in generale con verve greve. La chitarra ritmica infligge corposa tensione e quella solista, anche se non si attiva in maniera costante in tutti i pezzi, è assolutamente scintillante ed energica.

La presenza di composizioni non complicate ne fa tutti dei momenti intensi per spirito rock. Anche se questa opera si intitola come se fosse un inno, non vi sono gli inni tipici dei Twisted Sister, la stessa title-track non è cantata come un inno; eppure  riesce ad abbracciare il senso metallico più verace e spinge il fruitore a cantare lo stesso. Tale traccia termina l’intero disco come se il messaggio debba essere che il Metal non può considerarsi tranquillizzante, infatti l’ultima cadenza del brano è ossessiva e lontano da afflati commerciali, scandendo bene la propria pesantezza. Musica troppo dura per uno come Dee? Ricordiamoci la durezza del primo album “Under the Blade” del 1982, una opera d’arte che ha fatto la storia del metal e disegnò i migliori Twsted Sister (per me mai più al livello di tale esordio). Qua dentro Dee dà sfogo al suo alto potenziale di autorevolezza, degno del Metallo più denso. Copertina bella.

Roberto Sky Latini

01.  Lies are a Business

02.  Tomorrow’s no Concern

03.  I’Am the Hurricane

04.  American Made

05.  Roll over You

06.  I’m Ready

07.  Running mazes

08.  Mask

09.  Become the Storm

10.  The hardest Way

11.  Dead Hearts (Love the Enemy)

12.  For the Love of Metal

Dee Snider – vocals

Guests:

Howard Jones – vocals (10)

Alissa White-Gluz – vocals (11)

Mark Morton – guitar

Charlie Bellmore – guitar

Joel Grind – guitar / bass

Tanya O’Callaghan – bass (5; 10)

NickyBellm more - drums

 

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