Erezed

                                                                                                              Ventre

                                                                                                              (r)esisto

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Dalla ben nota “Torre che pende e mai non vien giù” gli Erezed rilasciano per l’etichetta nostrana ®esisto il loro full lenght.dopo aver pubblicato in precedenza  un EP dal titolo emblematico ovvero “V”.Gli Erezed decidono di pubblicare per il loro esordio un album intitolandalo “Ventre”un disco che evidentemente è nato istintivamente come si suol dire di pancia, dando preferenza alle emozioni primordiali dell’essere umano , realizzano così, un concept con un argomento per niente facile, ovvero le nostre paure che molte volte la nostra vita ci porta ad affrontare ma che proprio per averle vissute si arriva poi alla consapevole crescita individuale.

Tematiche interessanti e mai banali che ci mostrano gli Erezed come un gruppo serio e consapevole di quello che fa.La realizzazione  di questo disco di cui la veste  grafica è stata affidata a Martina Ridondelli riuscendo perfettamente a dare una visione psichedelica del disco , si è occupata anche delle foto del gruppo.Mentre la produzione è stata  curata  da Antonio Inserillo, (polistrumentista che ha già lavorato con Death. ss e Rhumornero),il quale è riuscito a catturare l’anima degli Erezed ,una sorta di rock alternativo di stampo italiano con  i Negramaro come grande influenza primaria .

Qua e la tra l’altro è possibile scorgere durantel’ascolto, alcune reminiscenze floydiane che risiedono nella chitarra che rilascia alcune fluidità psichedeliche.Ascoltate ad esempio di ciò l’intro della chitarra di “Un bel sole” che ha un approccio vagamente Gilmouriano, ed è davvero un ottima ballad. Musicalmente questo connubio velato tra i Pink Floyd ed i Negramaro si riscontra  in tutto il disco, regalando a chi lo ascolterà sensazioni forti e varie .

 Un appunto però  mi sento di farlo che risiede nell’uso massiccio dell’autotune(strumento che aiuta ad avere una maggiore intonazione) ma che a volte  è davvero fastidioso ed inficia  non poco la perfomance vocale di  Gianluca Giusti restituendo  al disco una voce a dir poco artefatta.Durante l’ascolto  scorrendo la scaletta arriviamo a “Fede Endemica”, forse il brano più veemente del lavoro per via del rifferama molto spinto che ci permette di apprezzare gli Erezed in una veste da rocchettari “veri”  ed il pezzo è uno dei efficaci di “Ventre” . 

In fin dei conti quello abbiamo ascoltato è davvero un buon disco dove il gruppo pisano a voluto dare prova  delle proprie  capacità sia intellettive che  emozionali ,con un concept  che potrebbe essere preso come esempio di un percorso a livello psicologico  da affrontare soprattutto a livello personale ed individuale. Per essere un esordio siamo di fronte  ad un lavoro più che dignitoso. 

Stefano Bonelli 

 

01.  Ventre

02.  Cerco te

03.  Saltare giu

04.  Mezze Verità

05.  Un altra volta

06.  Ti ucciderei

07.  Come cade un cuore

08.  Un bel Sole

09.  Pioggia ciclica

10.  Fede endemica

11.  Numeri

12.  Confine

 

Gianluca Giusti - voce e chitarre

Alessio Ribechini - basso e tastiere

Pierpaolo Di Maria - batteria e sequencer

 

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