-La Bocca Di Ade-

“1 Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell’abisso e una gran catena in mano.

2 Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana, e lo legò per mille anni,

3 lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni finché fossero compiti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per un po’ di tempo”. Apocalisse 20: 1-10

 

Serata surreale e sinistra regalataci dal Traffic Club di Roma ove abbiamo l’attesissimo ritorno dei Darkend , grande realtà dell’underground Black Metal Italico, che fa da spalla ai misconosciuti e freschi di creazione come band Batushka. Come sempre la No sun/traffic club ha ottenuto un enorme successo per lo show convogliando in massa un enorme quantità di persone che ha potuto gustarsi questo spettacolo. Unico neo forse l’enorme caldo fuori stagione poco consono per il genere proposto, ma per il resto numeri e buon esito nello show sono stati pienamente raggiunti. Ma veniamo al dunque ed addentriamoci nell’evento.

-Darkend-

Aprono le macabre danza di questa serata il combo di Reggio Emilia i Darkend, riproponendo il loro ultimo lavoro per la seconda volta dal vivo the canticle of the shadow.(La prima fu circa un anno e nove mesi fa sempre al Traffic di Roma esperienza indimenticabile ed oscuramente coinvolgente). Cosa che si è ampiamente ripetuta sotto gli occhi degli astanti, dove ogni membro del gruppo non ha commesso nessuna sbavatura , riproponendo in maniera fedele ,professionale, cerimoniale e cimiteriale il loro sound e trademarking di fabbrica che non si sminuisce ad un semplice black metal melodico copiato ad altri, ma ad un compendio di generi, come se Arcturus,Gregorian Chant, Dimmu Borgir, Anorexia Nervosa/Cradle of Filth e King Diamond /Merciful Fate con il meglio di De Mysteriis Dom Sathanas

dei Mayhem si fossero accoppiati in un’orgia infernale, partorendo la mente del male più profondo connotamente in musica. Quasi un’ora di malvagia ed allo stesso tempo sacralità maligna con tanto di scenografie alla Salem, ove da padrone lo fa il Singer Animae, sinistro e carismatico individuo avvolto all’inizio in un sudario , ove in seguito se ne spoglierà come crisalide per mostrarsi al pubblico nella sua forma finale e portare il verbo del maligno anzi degli otto principi infernali al pubblico, con il canto delle ombre fra sussurri, urla di dolore e sofferenza, teatralità accompagnata da mr. Valenti Hellhammer dietro le pelli come fosse l’incedere sovente di una marcia di demoni.

Unico brano dal vivo nuovo proposto credo perchè non presente negli album the seven spectre gethsemane cheche è in linea con l’abisso musicale dove ci hanno catapultato, compreso anche un intermezzo tratto dal discorso del frate pazzo del Nome della Rosa, nel brano A Passage Through Abysmal Caverns (Inmost Chasm, II), preceduta dal Velo Delle Ombre. Lo show termina con Congressus cum daemone fra gli applausi meritatissimi, l’enorme caldo che aumentava, ed una imprescindibile certezza di aver visto una grande band dal vivo che non ha nulla da invidiare all’estero. Mr Michael Berberian della Season Mist ci ha visto giusto, quando ultimamente li ha contattati, questi artisti meritano tutti.

Un plauso e se devo dire la mia.... i migliori della serata complimenti.

01.Il Velo delle Ombre

02.Clavicula Salomonis

03.A Precipice Towards Abyssal Caves

04.The Seven Spectres Haunting Gethsemane

05.A Passage Through Abysmal Caverns

06.Congressus Cum Daemone

 

Valentz  - drums

Antarktica - keyboards, grand piano,orchestrations

Animae - vocals,sciamanic rituals

Ashes - guitars

Nothingness - guitars (lead)

Winterskog - bass

-Batushka-

E’ il momento degli headliner della serata i polacchi Batushka, dove ripropongono per intero il loro ultimo parto litourgiya, fra crocefissi capovolti simboli della goetia e vestiti cerimoniali in stile messa nera Eyes Wide Shut. Il genere proposto è un black/doom shoegaze metal cerimoniale alquanto statico, ben suonato ma rispetto ad altri show che ho visto tipo Mortuary Drape ed Abysmal Grief (Tanto per citare altre leggende Italiche in Patria nel settore), avere più carisma. Cioè precisiamo, il tutto è stato ben suonato e riproposto con minuziosità e dovizia ma se vogliamo fare dei paragoni con dei loro connazionali più estremucci I Behemoth e (qui parte l’ovazione), beh non c’è confronto avendoli, visti anche dal vivo più che altro per il carisma di membri quali Mr. Nergal ed Orion. Ma qui ai Batushka tolta la scenografia ed i costumi cosa rimane....? un discreto gruppo che sa suonare niente di più.

Sono pienamente contento del successo del locale se lo meritano, come si è meritata la gente divertirsi ma blasfemia dal vivo ha altri nomi nel passato... come i primi concerti dei Dimmu Borgir quelli del periodo di enthrone darkness triumphant dove Shagrath colmo di sangue addosso schizzava sangue dalla bocca masticando qualcosa, oppure il tour di Cruelty as the Beast dei Cradle of Filth dove li vidi a roma nel 1998 denunciati e trattenuti anche dalla polizia per atti osceni e satanisiti.

Uno dei ricordi che ho dello show era un pezzo di carne bovina lanciato fra il pubblico e la gente presa da una crisi mistica , si è attaccata a morderlo come vampiri di Anne Rice. Questo era Black Metal Lo show finisce fra applausi meritati, per carità suonare così impeccabile con quella cappe e palandrane addosso nella sala cui il calore faceva sembrare una fornace dell’inferno a 200 gradi Fahrenheit è stata un’impresa a dir poco eroica, ma a me non sono piaciuti , spero di ricredermi.

Fabio Berserk 

01.Yekteniya
02.Yekteniya
03.Yekteniya
04.Yekteniya
05.Yekteniya
06.Yekteniya
07.Yekteniya
08.Yekteniya 

Мартин – drums

Христофор - guitars, bass, vocals

Варфоломей - vocals                            

Paluch -bass

Wdowa - guitars

 

 

 

 

 

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