GTO

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Sesto album in studio per i GTO, gruppo pop-rock umbro, che ritorna sul mercato dopo cinque anni dall’ultima fatica discografica intitolata “Little Italy”. Un disco pieno di energia con la band che prende ispirazione ancora una volta dalla tradizione italiana portandola però in un ambiente americano spaziando dal rock, al pop e al folk. Il disco si apre con “I re della riviera”, canzone simpatica e orecchiabile in stile pop-rock con un bell’assolo centrale di chitarra elettrica che ci porta in atmosfera balneare e ricreativa. Segue “1970 Hostel”, molto sincopata, caratterizzata da un ritmo vigoroso e potente, in stile rock and roll. Assolo di chitarra nel finale con bel contrappunto della chitarra ritmica. Mette tanta allegria. “La Rambla” ha una cadenza in stile tango col basso in bella evidenza. Ancora un’atmosfera gioiosa e coinvolgente.

La tradizione italiana viene questa volta rielaborata attraverso canoni musicali sudamericani a formare un amalgama di energia con un sottile velo di malinconia. Da ascoltare di notte, in riva al mare, sdraiati sulla spiaggia. “L’amore è una scelta” è una ballata folk, molto struggente e appassionata, uno dei brani migliori del disco. Atmosfera dolce, malinconica, sognatrice. Ottimo riff di chitarra acustica, contrappuntata da un continuo assolo di chitarra elettrica lungo tutto lo svolgimento del brano. Niente male. “Di notte sabato alle 3” e “La strada è liberazione” sono due pezzi più allegri, in stile pop-rock americano, con un basso sempre presente a dettare le ritmiche che diventano ben delineate. “Destination anywhere” ci fa volare sulle highways della California, come faceva Jackson Browne in “Running on empty”, anche se qui il ritmo è più rock and roll ma in salsa sempre italiana. Un brano simpatico che spazia dal rock al folk. “Dove ho sbagliato” è una canzone molto bella, una ballata lenta e struggente, con un arpeggio di chitarra in sentore quasi blue-grass. Una storia d’amore malinconica che potrebbe non avere una seconda opportunità.

Da sentire di nuovo in riva al mare, sulle dune di sabbia, mentre pensiamo a un amore estivo finito male. Mentre cala la sera e fantastichiamo sulle lunghe strade che attraversano l’Arizona e che non hanno mai fine. “Johnny’s back summer’s back” è un brano molto veloce, orecchiabile e simpatico che ci transita in fretta verso “Passione” che inizia con la fisarmonica, in stile tango argentino, per poi svoltare verso la ballata folk. Una commistione di generi azzeccata anche arricchita dall’intervento musicale in stile slide guitar. “Francis” è un brano molto breve che ci traghetta verso gli ultimi due brani dell’album.

“Ma maladie” delicata, lineare, orecchiabile, semplice, on the road. Molto coinvolgente. Una corsa senza fine lungo le strade inesauribili dei deserti degli stati centrali americani. Senso di gioia e di libertà sempre velato da una lieve percezione di impotenza e di malinconia. Niente male l’assolo di chitarra elettrica. “Mi parlerai di te” parte con un bell’arpeggio di chitarra acustica, una ballata folk agreste, struggente e malinconica. Una dichiarazione d’amore. Uno dei pezzi più interessanti dell’intero disco. Lo avrei messo sicuramente prima in tracklist, magari al secondo o al terzo posto. Musica molto bella, a tratti l’arpeggio ricalca le atmosfere delle ballate progressive anni settanta. Finale stupendo. Il brano migliore del disco. Peccato che sia in fondo così sacrificato. 

Un disco valido con atmosfere pop, rock e folk che si intersecano e che spaziano nelle varie canzoni a creare un album eclettico e pieno di energia. Le atmosfere interpongono allegria, dolcezza, gioia, libertà, malinconia. Un album simpatico e orecchiabile, da sentire in compagnia, a una festa o mentre si percorre l’autostrada che ci porta verso il mare adriatico, all’inizio dell’estate, mentre pensiamo che la bella stagione sta iniziando e a tutte le cose inaspettate che ci accadranno. Agli incontri. A una possibile avventura estiva, a quelle feste di piazza felliniane dal clima gioioso ma velato spesso da una punta di malinconia. Al clima sano della provincia, alle ragazze gentili e genuine che ti conquistano con la loro semplicità e ti fulminano con un solo sguardo. In fondo la gioia, l’allegria, la malinconia, la strada, la semplicità, il viaggiare sono elementi che si intersecano e si mischiano creando sentieri e sensazioni che fanno sempre parte nel bene e nel male della nostra vita.

 

Pierluigi Daglio 

 

01.  I re della riviera

02.  1970 Hostel

03.  La Rambla

04.  L’amore è una scelta

05.  Di notte sabato alle 3

06.  La strada è liberazione

07.  Destination anywhere

08.  Dove ho sbagliato

09.  Johnny’s back summer’s back

10.  Passione

11.  Francis

12.  Ma maladie

13.  Mi parlerai di te

 

 

Stefano Bucci - voce

Romano Novelli - chitarre - mandola - armonica - cori

Alessandro Bucci - batteria

Giampiero Passeri - basso

Luigi Bastianoni - chitarre - fisarmonica - cori

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