Age of Taurus

                                                                                                        The Colony Slain

                                                                                                        Rise above

                                                                                                        www.facebook.com/AgeOfTaurus

 

 

La bellezza storica della NWOBHM non è mai venuta meno nel panorama mondiale del metal, e la già di per sé bella copertina che disegna un edificio gotico dietro un costone roccioso, presenta l’arcano fascino che tale musica produce. E’ un genere di particolare  atmosfera, la quale rende il suono  piuttosto magico e misterioso. Gli Age of Taurus vi si sono immersi con abile ispirazione e hanno colto l’anima di un periodo che fu fecondo e interessante. E forse non è un caso che il gruppo qui recensito venga dalla Gran Bretagna, la patria che fondò quell’epopea. Secondo loro album.

“TAKEN TO THE TOWER”, la prima traccia dopo l’intro, mette subito in chiaro che gli Angel Witch sono una fonte necessaria allo stilema del gruppo. Interessante “THE TRIAL OF BLACKWYNN CHAISE” soprattutto per la parte finale affidata ad una vocalizzazione femminile dal fascino ammaliante. Più aperta e luminosa “IN DREAMS WE DIE” anche se non è possibile dire solare. Nei suoi quasi sette minuti “FOR TREASON WE RISE” è il pezzo più vicino al Doom e forse l’unico doom davvero, anche se l’assolo viaggia su velocità maggiorata; l’insieme evolve con raffinatezza suadente, tra le nebbie e gli anfratti che i suoni descrivono.

“TO SEAL A MOUNTAIN” dal ritmo cadenzato e con rallentamenti morbidi, cerca diverse variazioni riuscendo a descrivere una epicità di fondo aperta, e poi scura, con grande maestria; e fa un’impennata col bel 4/4 finale che intriga con l’assolo. L’unico brano che va considerato poco consistente è proprio la title-track “The Colony Slain”,  posta al termine dell’opera, che comunque non è brutta quindi non determina alcun danno all’insieme; la particolarità attraente di quest’ultima song è che l’ispirazione deriva dal periodo anni settanta piuttosto che ottanta, magari avendoci dentro un po’ di Uriah Heep.

Soprattutto la voce richiama le gesta di alcuni gruppi oggi storici come Angel Witch e Holocaust, quelle voci apparentemente deboli ma che sapevano donare un senso diverso da quello commerciale o di facile fruizione (a cui va associata anche la voce dei Diamond Head dell’epoca). L’ugola di Wright non è virtuosa ma è in qualche modo straniante, senza essere provocatoria. La sua impostazione è migliore quando non fa l’incattivito, ma quando invece lascia la naturalità della sua limitatezza che però funziona. La chitarra ritmica è un rifframa ricco, che è alla base del piacere dato dal loro approccio artistico, e su esso viene strutturato tutto il songwriting, in cui si innesta talvolta anche la chitarra doppia, senza esserne il punto forza come avviene, nel più classico espressionismo NWOBHM, in altre band similari.

I loro riff fanno concorrenza a quelli di Iommi e sono pennati con l’energia giusta per dare l’effetto richiesto. Non si tratta prettamente di Doom ma di Heavy Metal anni ottanta con infilate parti doom che però non cambiano l’essenza del gruppo, teso a fornire un filo di parziale epicità del tipo che avevano i Warlord. La band è legata alla NWOBHM originaria senza tanti sofismi, per quanto attualissimi nel saperlo gestire. Senza uscire mai dal loro stile, riescono a gestire bene le idee costruendo un impianto che appare variegato nonostante concettualmente il modus operandi sia lo stesso dall’inizio del lavoro alla fine. Con uscite come questa la NWOBHM si afferma ancora una volta genere dalla dignità propria che non ha più bisogno di essere considerato tipologia del passato. Naturalmente colpisce di più uno come me che ha iniziato la sua vita metallara con questo tipo di Metal (che però è alla base di tutti gli altri).

Roberto Sky Latini

 

01.  From the Hills to the Halls

02.  Taken to the Tower

03.  The Trial of Blackwynn Chaise

04.  In Dreams we die

05.  The lost Garrison

06.  Beyond the Westward Path

07.  For Treason we rise

08.  The Walls have Ears

09.  To seal a Mountain

10.  As Ice into Blood

11.  The Colony Slain

 

Toby Wright – vocals / guitars

Daniel Knight – guitars

Leo Smee . bass

Darius Claydon - drums

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