Powerwolf

                                                                                                       Sacramento of Sin

                                                                                                       Napalm Records

                                                                                                       www.powerwolf.net

 

 

Nonostante le sfumate inflessioni sinfoniche, questa band tedesca continua a scatenare un Power Epic Metal che mette la potenza al servizio di melodie catchy e superorecchiabili. Tematiche come al solito sulla religione, ma non sempre necessariamente anticlericali, visto che lo sguardo in tal senso non è univoco tra i componenti della band.

“FIRE & FORGIVE” dà bene il senso del disco, riassumendo in se stessa l’essenza della musica del gruppo, con una veloce ed enfatica energia. “STOSSGEBET” è uno dei momenti migliori, cadenzato, con una bella linea melodica rarefatta e sinuosa, usando latino e tono soft, e spirito lirico-sinfonico, rendendola meno canonica della media. Ma l’episodio più bello e forte è la sonorità russa di “NIGHTSIDE OF SIBERIA”, dal bel riff iniziale, che permette di saltellare in modo da farsi pezzo sicuramente da live, ma che colpisce soprattutto per l’incisività di strofe e ritornello.

Tra i brani considerabili maggiori c’è anche la title-track “THE SACRAMENT OF SIN” che vibra come una song dei Dragonforce a causa della sua ipervelocità, con ritornello che li ricorda molto bene, ma che pecca di una mancanza dovuta alla fase solistica: un pezzo così fa credere all’arrivo di un chitarrismo funambolico proprio come quello del combo britannico, ma l’apparizione di un assolo lento e melodico frena l’ardore e inibisce l’adrenalina; tra l’altro delude doppiamente considerando anche la sua sfacciata e inelegante brevità.  L’accattivante “NIGHTTIME REBEL”, solare a dispetto del titolo, presenta l’unico assolo emozionante del disco, e esprime un ritornello a presa diretta che fa istintivamente cantare. A chiudere “FIST BY FIST” che sugella l’ascolto con uno dei momenti più epici, tramite la solita facile fruibilità ma apparendo meno kitsch che altrove.  I brani minori, come la semifolkeggiante e semipiratesca “Incense and Iron”, hanno la capacità di presa immediata e sono pur sempre buoni brani.

Non manca però la caduta di stile, con una insulsa e commerciale “Demons are a Girl’s best friend”, in cui non si è pensato nemmeno di mettere un assolo, almeno per tentare di migliorarla. Se vogliamo, le commercialità meglio indirizzate sono “Killers with the Cross” e “Venom & Venus”, che funzionano benissimo anche se appaiono parzialmente scontate (la prima possiede comunque uno dei soli chitarristici migliori e la seconda ne ha ben due, per quanto ne sarebbe bastato uno fatto meglio).

Una delle cose più belle sono le parti vocali calde, corali o meno, dal suono molto ecclesiale, disseminate qua e là (“Fire & Forgive”; “Killers with the Cross”; e più di tutte “Stossgebet”). Le tastiere non ammorbidiscono affatto l’irruenza metallica, e anzi, ne viene fatto un uso ben più che costruttivo. Molto al ribasso le espressività solistiche della sei corde, la quale non viene quasi mai valorizzata al meglio, dando l’impressione di non impegnarsi a dovere. La novità è una ballata “Where the Wild Wolves have gone”, tra i minori brani da considerare uno dei migliori, ma di certo la solita magniloquenza è la caratteristica scelta, piuttosto che tentare carte compositive più ardite. Quindi la band rimane fedele agli standard già utilizzati, che però non sono solo di pertinenza dei Powerwolf, visto che è uno stilema usato dai i Battlebeast, dai Beast In Black, per alcune cose anche dai Nightwish.

Ma in realtà c’è una band attiva dal 2001 (quindi precedente ai Powerwolf) quasi identica nell’impostazione e nella tonalità dell’ugola, che sono gli svedesi Sabaton, per cui l’originalità non è certo una caratteristica propria dei teutonici qui recensiti. Settimo lavoro dal 2005, divertente ed equilibrato; molte sequenze di note poco originali (strumentali e vocali), ma verve giusta con buone canzoni per uscire vincenti dalla lotta in questo tipo di metal. Personalmente, anche considerando i limiti citati, non rinuncerei mai ad ascoltare un disco dei Powerwolf.

Roberto Sky Latini

01.  Fire & Forgive

02.  Demons are a Girl’s Friend

03.  Killers with the Cross

04.  Incense and Iron

05.  Where the Wild Wolves have gone

06.  Stossgebet

07.  Nightside of Siberia

08.  The Sacrament of Sin

09.  Venom of Venus

10.  Nighttime Rebel

11.  Fist by Fist (Sacralize or Strike)

 

Attila Dorn – vocals

Matthew Greywolf – guitars

Charles Greywolf – guitars

Falk Maria Schlegel – Keyboards

Roel Van Helden - drums

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