Tangerine Dream

                                                                                                     Quantum Gate

                                                                                                     Kscope

                                                                                                     www.tangerinedream-music.com

 

 

Dopo il fulmine a ciel sereno della notizia appresa con mostruoso ritardo della scomparsa di Edgar Froese, fondatore dei Tangerine Dream nei lontani anni 60, mi appresto con una tristezza nemmeno troppo velata a recensire questo disco con il quale il gruppo tedesco vuole festeggiare i suoi cinquant’anni di attività ed omaggiare degnamente il creatore di un gruppo fondamentale per il cosidetto Krautrock. Ma non solo … infatti i Tangerine Dream sono i precursori del movimento dei kosmischen kuriere (corrieri cosmici ) dei quali hanno fatto parte anche i Kraftverk gli Amon duul gli Ash ra Temple, etc etc.

Il gruppo tedesco ha saputo distaccarsi da un certo modus operandi, nel senso più stretto del termine, con composizioni senza un apparente schema logico; ma piuttosto preferendo muoversi in atmosfere dilatate quasi lasciando all’impronta del momento la realizzazione delle loro suites.Il primo album che i Tangerine dream pubblicarono: “Elettronic Meditation”, fu in pratica l’unico disco che si poteva definire “krautrock” in quanto aveva in se strumenti normali come chitarra elettrica e batteria, (che in quel disco veniva suonata nientemeno che da Klaus Schulze), ma dove si poteva ascoltare anche avvisaglie di quello che sarebbe accaduto in seguito con gli altri album.

Tralasciamo volutamente di parlare di dischi come “Zeit” o Alpha Centauri” e prendiamo il periodo Virgin Records come quello di maggior successo per i corrieri.Anche musicalmente e con mia grande sorpresa Quantun Gate si rifà a quel periodo d’oro ed i riferimenti non sono nemmeno troppo velati infatti possiamo scorgere qua e la richiami a dischi come “Stratosfear” in “Proton Bonfire”.Musicalmente parlando, in questo album i Tangerine Dream danno una spallata a quello che è stato il passato più recente, ovvero quello in cui nella formazione facevano parte delle musiciste femminili: Linda Spa - saxofono, pianoforte e Iris Camaa - voce e percussioni. Musiciste dotate,  oltre di un grande fascino, anche di indubbio talento ma che a mio avviso avrebbero snaturato non poco il sound originale diventando quasi una rock band più canonica. Dove oltre tutto era presente anche il figlio di Edgar Froese Jerome, che grande merito ha avuto nello sviluppo elettronico della band. Gli spettacoli dal vivo però, erano veramente suggestivi.

Questo disco nato dalla mente del fondatore prima della sua recente scomparsa si colloca, come detto, perfettamente al periodo in cui la band teutonica pubblicò dischi come “Rubicon”; “Phaedra”; “Ricochet” e “Stratosfear” tributando in questo quanto fatto dal trio dell’epoca ovvero oltre ad Edgar Forse anche Chris Franke e Peter Bauman, ritornando in questo disco alla formazione a tre. Questi i componenti: Thorsten Quaeschning - music director, keyboards, drums, vocals, guitar; l’orientale Hoshiko Yamane - violin, cello, Ableton Push e Ulrich Schnauss - synthesizer, piano, sequencer, Ableton. Quindi una formazione completamente sconosciuta ai più ma per esempio per quanto riguarda Hoshiko, lei collabora con il gruppo tedesco già dai tempi di Starmus - Sonic Universe.

Il disco per altro è stupendo e in grado di proiettarci in uno spazio infinito facendo viaggiare la mente attraverso orbite di pianeti lontani da noi anni luce un po’ come  nel Film Odissea nello spazio di Stanley Kubrick o il primo film di Star Trek dove Mr. Spock esce dall’Enterprise per avvicinarsi il più possibile a quello che poi scoprirà essere  nientemeno che il satellite Voyager.

Questo è quello che si avverte ascoltando “Quantum gate” un disco se vogliamo anche questo per certi versi in grado di  farci avere visioni immaginifiche vicine alla fantascienza .Un disco che mi permetto di consigliare a tutti i nostalgici settantiani ma anche a coloro che volessero avvicinarsi a sonorità magari mai ascoltate ed assolutamente nuove tanto che potrebbero anche loro diventare dei corrieri cosmici .

 

Stefano Bonelli

             

01.  Sensing elements

02.  Roll the seven twice

03.  Granular blankets

04.  Is it time to leave when everyone is dancing?

05.  Identity proven matrix

06.  Non-locality destination

07.  Proton bonfire

08.  Tear down the grey skies

09.  Genesis of precious thoughts

 

Thorsten Quaeschning - music director, keyboards, drums, vocals, guitar

Hoshiko Yamane - violin, cello, Ableton Push

Ulrich Schnauss - synthesizer, piano, sequencer, Ableton

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