Demise

                                                                                              De la manipulaciòn a la ignorancia

                                                                                              Brutal Records

                                                                                              www.facebook.com/demisehordas

 

 

 

Band spagnola agguerrita, che si scatena in assalti brucianti, mantendosi alcune volte nella semplicità, altre volte possedendo diverse variazioni chitarristiche e ritmiche meno esplosive senza però troppo allontanarsi dalla cifra irruente. Non troviamo alcuna originalità e anche la personalità latita, ma è strutturato tutto a dovere, raccontando il Black Metal classicamente standard. Può piacere al blackster tipico. I titoli rimandano chiaramente a tematiche politicizzate (“Facce di Gaza”; “Isis”; “Demenza costituzionale”; Potere per il potere” e il titolo dell’album stesso). Attenzione: non si tratta dell’omonimo gruppo britannico che fa Southern Metal.

L’impatto virulento del brano d’apertura “Mentiras”, col blasting forsennato, si esplicita a simbolo del lato selvaggio, quello più rovente; e si tratta della parte che va considerata meno interessante visto l’amalgama troppo compatto, come succede anche con “La Ley de los Pranes”, sebbene il brano meno riuscito in tal senso sia “Regimen de Malnad” del tutto prevedibile e scontato. Gli unici pezzi furibondi che considero soddisfacenti sono la breve “PODER POR EL PODER” ed “EXODO”. Il lato che intriga meglio è quello atmosferico di certi giri più cupi che sono la struttura base di alcune song o cambiamenti all’interno di momenti più fragorosi; quest’ultimo caso è chiaro nella traccia “Rostros de Gaza” in cui la sezione ritmica e i riff si fanno più cadenzati e netti; ma ancora più chiaro nella title-track “De la Manipulation a la Ignorancia”.

Tra queste, la breve “DEMENCIA COSTITUCIONAL” è la più riuscita; è al fulmicotone e il ponte doom al suo interno, pur risultando un semplice istante, completa a dovere il pezzo, fecendolo rientrare tra quelli con atmosfera. Le tracce con maggior ispirazione sono quelli dal contesto più riflessivo ed elaborato, sempre sulfurei e cattivi, ma con una partecipazione più sentita quali “COMO SE SIENTE EL MIEDO” e “ISIS” dove le parti veloci si incastrano con quelle lente. Il disco si chiude con “Mentiras” strumentale, e a tal proposito questa presenza della stessa song sia cantata che no, rende chiaro come il growling, quando non è all’altezza, diventi inutile, tanto è vero che Mentiras, anche senza guadagnare tantissimo, senza voce appare perfettamente ascoltabile e funziona  senza che si senta la mancanza del cantato; anzi, ripulita dal growl è più piacevole.

Insomma, la voce è troppo limitata con un growl cavernoso che non accompagna a dovere lo scorrere dei pezzi, rischiando invece di soffocarlo. La bravura tecnica strumnetale è ineccepibile. La batteria e la chitarra insieme combattono una battaglia tecnica ben impostata che mantiene sufficientemente alto il valore della loro musica. Purtroppo il contesto non rende la band riconoscibile dato che l’ispirazione artistica è derivativa; infatti lo stilema ripropone vecchi schemi rispettando il BlackMetal nella sua essenza base e non concedendo alcuna contaminazione esterna. Poche idee e non sempre buone, i pezzi migliori sanno farsi gustare ma non sono particolarmente ficcanti. Sopravvivere in una scena metal affollata non è facile, ci vuole stoffa, e questi Demise non ne hanno abbastanza; la qualità latita. Se non si vuole cadere nell’oblio ci vuole uno sforzo ideativo maggiore. La voce, se deve essere di un growl così monotono, necessita di un gioco chitarristico più ampio, la cui essenza di base c’è ma va ampliata. Come già detto, la batteria è invece una ottima essenza, e in quel comparto non ci sono migliorie da fare. Lavoro appena sufficiente per un songwriting non del tutto povero ma incapace di brillare.

Roberto Sky Latini

01.  Mentiras

02.  Rostros de Gaza

03.  De la Manipulacion a la Ignorancia

04.  La Ley de los Pranes

05.  Huerfanos del Petroleo

06.  Regimen de Maldad

07.  Como se siente el Miedo

08.  Isis

09.  Demencia costitucional

10.  Poder por el poder

11.  Exodo

12.  Mentiras (Instrumental)

 

Alvaro Parra – vocals

Bernardo Beerman König – guitar

Keny Godoy – drums

Erick Machado – lead guitar

Mauricio Perez – bass

 

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