Damnation Gallery

                                                                                                          Black Stains

                                                                                                          Leynir Booking Production

                                                                                                         www.damnationgallery.com

 

 

Parliamo ora di una band che ha da poco pubblicato il suo esordio discografico su Leynir Booking Production. La band proveniente dalla repubblica marinara tristemente nota purtroppo per la vicenda del ponte. Fortunatamente abbiamo l’opportunità di parlare di una cosa diversa e la possibilità ci viene data dai Damnation Gallery arrivati come detto all’esordio discografico con il loro “Black Stains”

Nascono dalle ceneri degli “Insanity Hazard e STAG”  ed hanno all’attivo un ep “Transcendence Hymned” ed il full lenght di cui ci stiamo occupando ora.Musicalmente hanno un interessante connubio tra un dark sound in stile Black Widow ed alcune reminiscenze dei nostrani Antonius Rex fino ad arrivare ai Death SS e Mercyful Fate. La cantante Scarlet, per l’uso di un continuo growl, me la fa avvicinare non poco alla cantante degli Arch Enemy: “Alissa White-Gluz”. Tuttavia la sua non è una mera somiglianza bensì un influenza che sfrutta a sua favore per creare il proprio sound.

L’apertura del disco è affidata ad un intro davvero impressionante con le atmosfere di cui è contornato si odono i rintocchi di una campana ed i cori gregoriani che creano un’atmosfera da monastero satanico. Il tutto viene spazzato via dal brano manifesto della band che ci fa subito capire cosa dobbiamo aspettarci da questi liguri; che mostrano di saper suonare davvero e anche di saper spingere l’acceleratore quando necessario. Anche se i Damnation Gallery sono collocabili sul filone black metal, in realtà il loro songwriting non è troppo intricato e i cambi di tempo fanno parte del background musicale del gruppo .

Proprio per questo e per il forte apporto melodico dato dalle chitarre che ben si amalgamano con la voce, arrivare alla fine del disco non è difficoltoso anzi il tutto risulta essere abbastanza scorrevole e fluido.In realtà “Black Stains” non è un disco completamente nuovo, infatti il disco è composto da brani del precedente ep. Inclusi i brani rimixati e registrati ex novo che con i nuovi pezzi arrivano ad un risultato davvero encomiabile, soprattutto per chi ha saputo dare il giusto equilibrio tra il vecchio ed il nuovo. Chiedo venia poi se mi permetto di fare i complimenti alla produzione per questo ottimo lavoro fatto al mixer. Per quanto riguarda i testi del disco i temi ricorrenti sono la chiesa le religioni  la massima espressione dell' ipocrisia e della strumentalizzazione dei più deboli quindi un voler denunciare il sopruso tout court da parte di chi è più forte e si approfitta di coloro che lo sono meno.

Un disco questo “Black Stains” che mi sento di promuovere a pieni voti in attesa però di un vero album ex novo per poterli apprezzare pienamente.

 

Stefano Bonelli          

 

01. Equilibrium et Chaos

02. Damnation Gallery

03. Black Stains

04. Evil Supreme

05. Transcendence Hymn

06. Rest in Pestilence

07. Dark Soul

08. Noumenon

09. Addiction

10. Psychosis

 

Scarlet – vocals

Lord Edgard – guitars

Low – bass

Lord of Plague – guitars

Coroner – drums

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